Paolo Tacconi di MSN: la filosofia dei social media
Dopo il dibattito sul futuro della televisione abbiamo incontrato Paolo Tacconi, executive producer MSN.it, con cui si è discusso dell’importanza dei blog nel mondo MSN e su come vede il futuro dei Social Media e del 2.0.
Dopo il dibattito sul futuro della televisione abbiamo incontrato Paolo Tacconi, executive producer MSN.it, con cui si è discusso dell’importanza dei blog nel mondo MSN e su come vede il futuro dei Social Media e del 2.0.
Msn e la blogosfera: quanto peso ha l’area Spaces per il portale?
Moltissimo. Abbiamo oltre 6 milioni di utenti, vengono aperti 10 mila spaces al giorno e facciamo un totale di 350 milioni di pagine viste.
Quanto spazio c’è e ci sarà nel mondo Msn per lo user generated content?
In MSN, l’UGC come prodotto puro è legato al mondo di Spaces, dove chiunque, senza alcun limite, può creare in un attimo il suo spazio nel quale caricare video, foto e qualsiasi genere di contenuto. Il portale, come scelta editoriale, distribuisce contenuti professionali, come news e foto create da professionisti. Cerchiamo di trovare nel mercato quei contenuti che più possano piacere al nostro pubblico. Quello che facciamo nel portale è di dare la possibilità agli utenti di commentare i contenuti che forniamo e di scambiarli, essenzialmente tramite Messenger, il nostro cavallo di battaglia con 12 milioni di utenti in Italia. Abbiamo cominciato la distribuzione di questa funzionalità da pochi giorni. Per noi è più importante permettere ai nostri utenti di scambiare contenuti all’interno di una comunità che non di tipo 2.0. Essendo i nostri contenuti licenziati da produttori professionali non riteniamo di poterli distribuire liberamente nella rete. Il nostro modello è aggregare audience, proporgli il meglio dei contenuti professionali adatti a loro e su questi contenuti agganciargli funzionalità di community. Per noi Spaces è la piattaforma di puro UGC.
Come vedi il futuro del 2.0 e dei social media?
La questione dei social media è rilevantissima; tramite il Messenger ci rendiamo conto che l’aspetto sociale sta crescendo di rilevanza in maniera notevole. Stiamo per rilasciare una versione del Messenger con funzionalità sociali molto più spinte.
L’aspetto della socialità secondo noi non deve mai trascurare un aspetto di responsabilità. Non mi riferisco a responsabilità relative a quello che le persone fanno con i nostri servizi ma anche ad esempio di come funziona la piattaforma. La gente si affida alle piattaforme e bisogna capire quanto le social network possono reggere un traffico molto importante e le aspettative di prestazione chi giustamente gli utenti hanno. Come sempre il nostro approcio è graduale e prudente, perché vogliamo garantire un livello di servizio molto alto.
Io ho la sensazione che non ci sia un livello di consapevolezza di quanto gli elementi sociali possano influenzare le decisioni delle persone e il modo in cui la società letteralmente funziona.
In che modo?
Faccio un esempio. Noi tutti siamo stati adolescenti e conosciamo il potere del gruppo. Il potere del gruppo è una medaglia a due facce. Il gruppo è rassicurante, conferma le tue scelte e ti fa crescere nel tuo stare nella società. Dall’altro lato il gruppo può limitare le tue capacità di crescita. Può allineare quello che tu pensi e fai alla maggioranza, alla wisdom of the crowd. Secondo me non abbiamo ancora approfondito quanto questa cosa impatti il funzionamento della rete.
C’è un salto logico rilevante tra le Community e i Social Network. Le community sono aggregazioni spontanee intorno a topic o passioni mentre è un’altra cosa aggregarsi in base a delle affinità.
Alla fine la cifra della nostra società è la diversità non è l’uniformazione. Il mio è semplicemente un invito a considerare il fatto che siamo stati tutti adolescenti e quindi dovremmo ricordarci sempre il potere del gruppo e quanto questa cosa ha di bello e anche di brutto.
Dal punto di vista tecnologico le social network sono fenomenali e quello che manca, e capiremo negli anni se questa è una limitazione, è l’apertura di queste reti. Presto ci troveremo tutti a far parte di sette o otto network e bisognerà vedere se riusciremo a scambiare informazioni tra una network e l’altra. Io credo che comunque vorrei essere stupito dai contenuti che mi vengono presentati quindi la selezione di contenuti è un valore aggiunto e una responsabilità. Il pubblico di internet si aspetta che qualcuno faccia una selezione.
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