Intervista a Luca Lani di Studenti Media Group
Il Ceo del Gruppo smg spa ha rilasciato la prima intervista a Liquida Magazine
Qual è la prima cosa che ti ricordi di aver fatto da utente in Rete?
Non ricordo, era il 1996. Credo di aver navigato su Yahoo, e aperto la prima casella di posta, non so dove.
Quali siti e servizi Internet usi abitualmente e quale avresti voluto inventare?
A dire il vero navigo così tanto per lavoro che non mi rimane più il tempo di navigare per passione personale. Devo dire che comincio ad avere un certo rigetto della vita digitale. Sto rivalutando la vita reale.
Da quanto tempo ti occupi di web e come hai iniziato?
Circa nel 1996 quando per passione facevo siti web per alcuni clienti. Poi dopo aver messo on line studenti.it nel 1998 è partita un’altra avventura.
Qual è il progetto a cui stai lavorando in questo momento? Con quali obbiettivi?
Sto lavorando per fare un nuovo quotidiano web.
Fai parte di qualche social network? Quale?
Per lavoro sono iscritto a tutti ma non ne uso nessuno.
Sono un po’ stanco dei social network. Mi esaspera la socialità forzata, e poi sono stato dentro community per anni ed anni. Sto rivalutando il valore della NON presenza dentro i social network.
Definisci Internet in tre tag?
Il cervello del mondo.
Cosa non ti piace della Rete?
L’eccessiva presenza di adv, la predominanza di google, la perdita dello spirito originario della rete.
Quali sono, a tuo avviso, le killer application e i fenomeni emergenti?
Widgettizzazione, network sociali, ed anche keyword advertising
Una applicazione sopravvalutata?
Sono molte, soprattuto moltissimi social network.
Come vedi la Rete fra 5 anni?
Purtoppo vedo solo una grande G.
Navighi per i blog e ne leggi qualcuno in particolare?
Sì apprezzo i blog, sia quelli di settore che quelli di amici.
Cosa manca al nostro Paese per diventare una nazione digitale al passo con le altre?
Tutto. Soprattutto mancano aziende coraggiose che investono adv in Rete. Mancando investimenti veri, le aziende internet hanno poco da investire in idee ed in persone. E tutto il mercato è affetto da nanismo.
Che consigli daresti a giovani che aspirano a fare del web il proprio mestiere?
Di fare almeno 5 anni di esperienza di aziende prima di avventurarsi da soli in start-up. Ormai internet è un’industria, il tempo delle improvvisazioni è finito.
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