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Giovanni Guardalben di KipCast: l’intervista

Mobile e molto semantica, questa è la sua visione del futuro della Rete.

Giovanni Guardalben di KipCast: l’intervista

Qual è la prima cosa che ti ricordi di aver fatto da utente in Rete?
Ho cercato i manuali tecnici IBM di documentazione aggiornata per i database DB2 ed emulazione 3270 (prima erano introvabili o costosissimi).

Quali siti e servizi Internet usi abitualmente e quale avresti voluto inventare?
Google, giornali online, blog tecnologici, Trenitalia (biglietti), banca, developers’ sites, semantic web.

Da quanto tempo ti occupi di web e come hai iniziato?
Tre anni. Ho iniziato “cambiando” lavoro da responsabile di prodotti di accesso ai dati (ODBC, OLEDB, JDBC, XML-to-relational bridges) a prodotti enterprise di syndication. Successivamente, ho sviluppato mySYndicaat un ambiente web 2.0 di newsmastering.

Qual è il progetto in cui stai lavorando in questo momento? Con quali obbiettivi?
Re-publishing 2.0: aggregazione, arricchimento semantico e ri-pubblicazione di contenuti web di enterprise customers per:
- Migliorare l’indicizzazione da parte di motori di ricerca
- Distribuire contenuti su widget per ambienti di mashup e social
- Distribuire contenuti su device mobili

Quali sono, a tuo avviso, le killer application e i fenomeni emergenti?
- Real time location based
- Real time TV
- Video search

Come vedi la Rete fra 5 anni?
Mobile e molto semantica.

Cosa manca al nostro Paese per diventare una nazione digitale al passo con le altre?
Secondo me la propensione delle aziende (pubbliche e private) ad usare tecnologie digitali per migliorare la propria competitività.

Tag correlate: web semantico

Post pubblicato da: Gabriele Lunati il 27 settembre 2008 - 185 posts su Liquida magazine.

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