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Intervista a Maurizio Codogno di Wikimedia

Dagli albori di Internet a Wikimedia, l’associazione che promuove Wikipedia in lingua italiana.

Intervista a Maurizio Codogno di Wikimedia

Qual è la prima cosa che ti ricordi di aver fatto da utente in Rete?
Sono passati quasi venticinque anni, secondo voi me lo ricordo? Direi però che usavo il protocollo RSCS per chiaccherare con studenti americani, rigorosamente a notte fonda, visto che loro avevano accesso dopo le 17 e quindi potevamo vedere gli utenti della East Coast dalle 23 in poi.

Quali siti e servizi Internet usi abitualmente e quale avresti voluto inventare?
Al momento FriendFeed, aNobii, lloogg, tumblr, Google Reader, Posterous, poco Facebook, Wikipedia: avrei volto inventare proprio Wikipedia.

Da quanto tempo ti occupi di web e come hai iniziato?
Direi dal 1993, quando nell’allora Cselt installai il primo server web (NCSA) aziendale, ovviamente non ufficiale ma solo per “motivi di studio”. Fortunatamente ero nel gruppo di protocolli di rete, quindi ho potuto divertirmi lavorando.

Qual è il progetto in cui stai lavorando in questo momento? Con quali obbiettivi?
Non ho mai progetti specifici, da buon tuttologo. Da un paio di settimane sono stato eletto nel direttivo di Wikimedia Italia (con la emme), l’associazione che promuove Wikipedia (con la pi) in lingua italiana.

Fai parte di qualche social network? Quale?
Ne ho provati tanti, ma non è che li usi tantissimo. Al momento sono ogni tanto su Linkedin e Facebook. Poi è chiaro che la definizione di social network è molto fluida: ad esempio FriendFeed, twitter e aNobii sono tutti “reti sociali” almeno dal mio punto di vista.

Definisci Internet in tre tag?
Ovunque, babele (nel senso cattivo), miniera (nel senso buono).

Cosa non ti piace della Rete?
Lo spam. Non solo quello canonico, ma anche quello di chi scrive a tutti perché tanto non gli costa nulla. La maggior parte del (poco) tempo che passo su Facebook mi serve per ignorare tutte le richieste di provare una qualche applicazione. A me fa piacere se qualcuno si prende la briga di scrivermi personalmente per chiedermi qualcosa; mi scoccia molto se vedo di essere finito in un gruppone magmatico.

Quali sono, a tuo avviso, le killer application e i fenomeni emergenti?
Non lo so. Non sono mai riuscito ad accorgermene in tutti questi anni…

Una applicazione sopravvalutata?
Non esistono applicazioni sopravvalutate. Se la gente usa un’applicazione, significa che per loro è interessante.

Come vedi la Rete fra 5 anni?
Molto più regolata (leggi “bloccata”) di adesso, ma non tanto per imposizioni dall’alto quanto perché le corporation faranno credere alla gente che loro vogliono proprio quelle cose. Personalmente la cosa non mi preoccupa più di tanto: sono sempre stato un tipo di nicchia, e le nicchie rimarranno sempre tranquille. Certo che chi pensa di poter fare una rivoluzione secondo me non ha capito molto.

Navighi per i blog e ne leggi qualcuno in particolare?
Il mio feed reader contiene circa 150 voci, il che non significa che li legga tutti (non ne avrei il tempo!) Tra le mie letture preferite, oltre a Leonardo che è semplicemente troppo bravo, segnalo Digito Ergo Sum, Proooof, Zop, L’estinto, Near a Tree. Ma sto già facendo torto a troppi altri.

Cosa manca al nostro Paese per diventare una nazione digitale al passo con le altre?
Boh. Dipende da cosa si intende per “nazione digitale”. Se è scaricare da YouTube, ovviamente il Digital Divide è ancora ben presente – ma non è una questione di soldi per l’utente finale, almeno nelle città dove ADSL arriva. Mi pare che Sky costi ben di più. Più probabilmente c’è comunque un rapporto di paura della tecnologia, e poca volontà di essere attori attivi e non poltronisti passivi: l’esempio della televisione torna di nuovo utile.

Che consigli daresti a giovani che aspirano a fare del web il proprio mestiere?
Di lasciar perdere :-) Secondo me, “sapere di web” è l’equivalente attuale di “saper leggere e scrivere”. È chiaro che poi ci sono gli scrittori di professione, ma sono sempre pochi: quello che è importante è sapere sfruttare le potenzialità di Internet nel proprio lavoro, qualunque esso sia.

Tag Correlate: Wikimedia, Wikipedia, Social Network, Digital Divide

Post pubblicato da: il 27 settembre 2008 - 133 posts su Liquida magazine.

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