Falso Idillio: l’intervista
Un blogger “longevo” e molto noto ai frequentatori della blogosfera della prima ora: ecco cosa consiglia ai nuovi arrivati…
Da quanto tempo gestisci un blog?
Dal 22 di novembre del 2002. Il Confuso mi ha battuto di 15 giorni.
Quali blog leggi regolarmente?
Ne leggo un bel po’, di blogger. Credo che sia di moda dire il contrario e persino farlo ma a me diverte abbastanza questa attività e la trovo anche mediamente utile. Seleziono le fonti e leggo quelli che mi piacciono. Consiglio di fare così. Fare il contrario, non selezionarli e costringersi a leggere quelli che si odiano per lamentarsi, non dà la stessa soddisfazione, a lungo andare. Dato che i soliti noti sono abbastanza noti (certo non a tutti: vi potrà sembrare strano ma almeno il 70-80% dei blogger ignora completamente almeno il 70-80% dei blog posizionati nei primi cento della non così famosa classifica del blog più noti) per rendermi utile segnalo questi tre blog piuttosto belli e originali: Azione Parallela, Severine, Stampa Rassegnata. Ok, lo confesso, sono in conflitto di interessi. Il secondo è della mia fidanzata.
Perché hai cominciato?
Esibizionismo intellettuale e letterario, vaghe ambizioni intellettuali e letterarie, sincero desiderio di condivisione intellettuale e letteraria. A distanza di anni posso dire che questo è anche l’ordine di importanza dei moventi. Come pare abbia dimostrato David Lynch in quello che è universalmente considerato il suo peggior film, “Fuoco cammina con me”, il male e il bene non solo non sono opposti, non solo si implicano: sono proprio la stessa cosa. E questo non è affatto rassicurante come di primo acchito si può pensare (ma considerando l’immaginario di Lynch, questo lo potevate supporre da soli).
Descrivi il tuo blog in tre parole
Pigro, depistante, reticente. Insomma, potrebbe dare di più ma non si impegna.
Come ti informi e da dove prendi ispirazione?
Riguardo all’informazione: leggo due quotidiani cartacei, a volte vedo un tg o ascolto un giornale radio (attività che tendo ad abbandonare volentieri avendo un figlio piccolo), seguo senza troppa costanza una ventina di fonti in rete e forse un centinaio di blogger (col feed reader), uso google e wikipedia, leggo qualche libro al mese, origlio molte conversazioni in metropolitana. Riguardo alle idee: io passo parecchio tempo in treno a fissare il vuoto. Non serve assolutamente a farsi venire idee, ma poi ti senti così di merda che scrivere un buon post diventa un modo per risollevare l’autostima fino a domani. È importante comunque precisare che le idee per il blog, posto che tu non sia un blogger in qualche modo utile, cioè non faccia lavoro di ricerca e segnalazione o commento approfondito ma ti arrabatti, come quasi tutti, a fungere da sintomo vivente, da capitolo inconsapevole o per lo meno da paragrafo, di una generale narrazione multiautore priva di testa e forse pure di cervello che si chiama “la giornata sociale contemporanea”, se tu sei questo, le idee per un post possono capitarti sulla testa da qualsiasi parte e in qualsiasi momento, l’importante è ignorarle tutte finché, senza capire cosa sia successo, ti ritrovi il post scritto di fronte a te sul tuo word processor. Se sei alle prime armi, buttalo, o alla peggio archivialo e ripensaci domani.
A cosa pensi sia dovuto il successo del tuo blog?
«Credo dipenda dal meraviglioso insetto che campeggia nella home. Ha un che di morboso, di magneticamente orrorifico, di conturbante. Difficile non andare a vederlo almeno una volta al giorno». Questo è quello che pensa il centinaio di persone al giorno che mi frequenta, intervistato per l’occasione. Comunque, siccome rivolgi questa domanda anche a me, ne deduco che per te il mio sia un blog di successo. E quindi ovvio che tu non dai a “successo” il significato di “generale ammirazione, innalzamento su un piedistallo virtuale, vasta notorietà unita a sincero consenso, desiderio generalizzato e ambisesso di copulare con una tale forma di semidio in colorama”, perché nessuna di queste caratteristiche che abbiamo imparato ad associare ai divi dei media di successo può adattarsi a descrivere l’effetto procurato dal mio blog (di nessun blog) sulla vasta platea internettiana, effetto che invece può essere meglio reso da “quasi totale sconoscenza”, “minoritario e rispettoso sentito dire”, “ultraminoritaria conoscenza e consenso”, “ultra-ultra minoritario appassionato consenso” (per dare una misura: quest’ultimo viene espresso attualmente da 3-4 persone, una delle quali è la mia fidanzata. Alle volte temo che la mia fidanzata mi menta un po’, per motivi sentimentali). Ad ogni modo è vero che tenere un blog per 6 anni può considerarsi un successo. Un po’ di gente finirà per conoscerti per forza, per puri motivi statistici. Anche se fai di tutto per stenderlo con la tua prolissità. Vabbè, non ho risposto, ho fatto il gigione del cazzo. Mi salvo con la regola numero uno: il successo di un blog è come il concorso per il nano più alto del mondo. I blog non servono ad avere successo (se non nel senso di un piccolo successo di vicinato buono per garantirsi una dose minima di autogratificazione, che in certe serate è anche un aiuto a campare, che te lo dico a fare, e questo è senz’altro triste ma nessuno ha detto che siamo tutti supereroi) ma a trovare lettori affini, a generare affinità e a far circolare idee – anche stupide, purtroppo (sto citando la tavola delle leggi, la massima espressione dell’etica blogger. Se ti sembra lontana dalla realtà sappi che in effetti lo è, ma questo è il suo pregio e la fonte del suo fascino vetusto e polveroso). Insomma, scrivi, e le tue parole troveranno da sole i loro destinatari. E se sono pochi rassegnati, non è in atto alcun complotto contro di te.
Che valori associ al mondo dei blog e in generale alla Rete?
Credo di aver risposto sopra.
Che cosa manca nella blogosfera italiana?
Non saprei proprio dirlo. Non ne ho alcuna idea sensata. Se vuoi ti dico cosa manca alla blogosfera dei primi cento della solita classifica, ma siccome l’idea “i primi cento della classifica” è prodotta proprio da quella classifica, non è una realtà prima della classifica e i suoi effetti sono effetti di feedback della classifica medesima su un ambiente modificato dalla sua presenza, non vorrei infilarmi in un discorso comicamente labirintico che critica un’idea basandosi sui presupposti generati proprio da quella idea. Non so se mi sono capito.
Cosa manca al nostro Paese per diventare una nazione digitale al passo con le altre?
Ah ah ah. No, a parte gli scherzi, siamo sulla buona strada. Non lo senti questo rumore di rapide?
Che consigli daresti a un blogger agli inizi?
Nervi saldi, mi raccomando. Non sei davvero nudo e non stanno ridendo. Non solo di te, comunque.
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ottobre 5th, 2008 at 18:30
Frasistoriche è arrivato prima…