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Quattro chiacchiere con Gianluca Danesin di Altervista

“La Rete sarà concorrente della televisione, capace di intercettare anche gran parte degli investimenti pubblicitari ora riservati ai media tradizionali”

Quattro chiacchiere con Gianluca Danesin di Altervista

Qual è la prima cosa che ti ricordi di aver fatto da utente in Rete?
Ping www.microsoft.com (nessuna risposta).

Quali siti e servizi Internet usi abitualmente e quale avresti voluto inventare?
Al di là dei servizi infrastrutturali che il 99% della gente usa (social networks esclusi) uso molto la rete per motivi di studio e quindi aggiornamento professionale: forum o blog che trattano argomenti tecnici, manuali online.

Da quanto tempo ti occupi di web e come hai iniziato?
Dal 2000, con AlterVista. Come nella miglior tradizione il tutto ha avuto inizio come hobby.

Qual è il progetto in cui stai lavorando in questo momento? Con quali obbiettivi?
Abbiamo molta carne al fuoco, certamente il progetto più affascinante consiste nel portare AlterVista anche all’estero, dato l’enorme successo che ha riscosso in Italia.

Fai parte di qualche social network? Quale?
Facebook, ma sono stato costretto ad iscrivermi da alcuni amici, non ci vado spesso.

Definisci Internet in tre tag?
Comunicazione, condivisione, ridondanza.

Cosa non ti piace della Rete?
L’anarchia e la sostanziale mancanza di struttura nell’organizzazione delle informazioni, almeno nella rete che conosciamo oggi, che rende particolarmente complesse, e quindi costose, le tecnologie di ricerca, concentrate nelle mani di poche e grandi multinazionali.

Come vedi la Rete fra 5 anni?
Un serio concorrente della televisione, capace di intercettare anche gran parte degli investimenti pubblicitari ora riservati ai media tradizionali.

Navighi per i blog e ne leggi qualcuno in particolare?
Per lavoro, solitamente blog che trattano argomenti tecnici, roba da nerd…

Cosa manca al nostro Paese per diventare una nazione digitale al passo con le altre?
Qualche migliaio di chilometri di fibre ottiche, qualche milione di carte di credito, poste che funzionano davvero e un po’ di stima nei confronti di chi dice di lavorare sul web, non necessariamente gestisce un sito porno.

Che consigli daresti a giovani che aspirano a fare del web il proprio mestiere?
Imparare bene l’inglese ed essere pronti a partire se necessario. Noi comunque cerchiamo sviluppatori, possibilmente giovani…

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Post pubblicato da: Gabriele Lunati il 02 ottobre 2008 - 185 posts su Liquida magazine.

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