Giulia Blasi: l’intervista
Una chiacchierata con Giulia, ovvero la blogger che sta dietro a www.saitenereunsegreto.com
Da quanto tempo gestisci un blog?
Quello attuale da giugno 2003. Quello precedente, da qualche mese prima.
Quali blog leggi regolarmente?
No, tre non bastano! www.jezebel.com, www.sorelleditalia.net (che è anche la mia seconda casa), stereogram.menstyle.it (la mia terza casa).
Perché hai cominciato?
Perché me piace tanto de chiacchierà. No, vabbè, la storia che racconto è sempre quella: una persona importante per me si era temporaneamente assentata dalla mia vita. Era una persona con cui parlavo molto e, in sua assenza, ho deciso di sostituirla con molte persone contemporaneamente. Quando abbiamo riallacciato i rapporti, il blog era partito e non ne potevo più fare a meno.
Descrivi il tuo blog in tre parole
È quasi me.
Come ti informi e da dove prendi ispirazione?
Per lavoro e per diletto leggo una quantità mostruosa di fonti online. Blog stranieri, soprattutto americani; blog altrui; giornali nazionali e non. Diciamo che l’organizzazione ferrea del feed reader ha una sua ragion d’essere.
A cosa pensi sia dovuto il successo del tuo blog?
Be’, oddio, adesso non lo si può più chiamare un “blog di successo”. Ho una rete di aficionados, sono una delle “vecchie” del giro. Sono anche una delle poche a rispondere puntualmente e regolarmente ai commenti, e a tenere con la gente che mi legge un rapporto diretto, anche di scontro verbale. Non considero i miei post “verità calata dall’alto”, anche se poi difendo le mie posizioni. E ci metto la faccia.
Che valori associ al mondo dei blog e in generale alla Rete?
Difficile associare un valore specifico a un mondo così variegato ed estremo. Nella blogosfera e in rete le regole della convivenza umana saltano, si fanno e si dicono cose che non si farebbero e direbbero mai nella vita. Il valore principale che ci ho trovato, comunque, è l’umanità. A volte si è più vicini e ci si apprezza di più comunicando costantemente gli uni con gli altri a distanza, tanto che poi quando ci si incontra è una festa.
Che cosa manca nella blogosfera italiana?
Niente. È un mondo che cresce e che sta imparando a darsi delle regole interne: in un certo senso, è la stessa comunità che le produce. Ha una vitalità straordinaria ed è fatta di persone straordinarie. Quello che manca è un passo che non può compiere da sola: entrare nel tessuto quotidiano delle vite di tutti. Insomma, i blog non sono un mondo a parte in cui vivono persone pallide e magre dallo scarso tono muscolare e dagli occhi rossi per la mancata esposizione alla luce. Siamo gente normale, con vite e lavori normali. Il blog è come il telefono, un mezzo di comunicazione, non un fine.
Cosa manca al nostro Paese per diventare una nazione digitale al passo con le altre?
Una rete decente. Troppe zone non sono coperte dall’Adsl. Se io volessi andare a vivere nella campagna ciociara, per dire (che è bellissima), non potrei. Perché non potrei lavorare da casa. Poi potrei menarla con l’alfabetizzazione informatica, ma è come la storia del fare un tavolo che ci vuole il legno. E poi, hai presente quanti analfabeti funzionali ci sono in Italia? Tullio De Mauro calcola che sono l’80% della popolazione. Direi che è il caso di occuparsi prima di questo, anche se con i tagli all’istruzione mi pare si vada in senso contrario.
Che consigli daresti a un blogger agli inizi?
Ognuno fa del suo spazio quello che vuole, per cui, “divertiti”.
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