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Nicola Mauri di Olà!: l’intervista

Nicola Mauri, ad di Olà! agenzia di marketing digitale, parla con Liquida del futuro di internet: sempre più mobile e sempre più fruibile. L’unico rischio? La dipendenza, ma si “guarisce” in fretta.

Nicola Mauri di Olà!: l’intervista

Qual’è la prima cosa che ti ricordi di aver fatto da utente in Rete?
Cercavo i testi delle canzoni che poi formattavo, stampavo in 12×12 e aggiungevo ai booklet dei miei cd che ne erano sprovvisti. Oggi con iTunes è decisamente più semplice.

Quali siti e servizi Internet usi abitualmente e quali avresti voluto inventare?
Tutti?

Da quanto tempo ti occupi di web e come hai iniziato?
Nel 1997, finito il militare, ho mandato il cv a tutte le case automobilistiche e i siti web che conoscevo. Dopo tre giorni mi ha risposto Gianluca Dettori, allora a.d. di Lycos Italia.

Qual’è il progetto a cui stai lavorando in questo momento? Con quali obbiettivi?
Le strategie di comunicazione digitale per il 2009 dei clienti di Olà!.

Fai parte di qualche social network? Quale?
Facebook e Linkedin assiduamente. Asmallworld e Plaxo saltuariamente. Ma, un po’ per lavoro e un po’ per passione, li ho provati tutti.

Definisci Internet in tre tag.
Libera, Indispensabile, Coinvolgente.

Cosa non ti piace della Rete?
Le sensazione di esserne malato: a volte l’eccesso di informazioni e stimoli mi provoca crisi di rigetto. Ma dura sempre poco.

Quali sono, a tuo avviso, le killer application e i fenomeni emergenti?
Social network e UGC sono fenomeni tutt’altro che passeggeri. Anche se il vero cambiamento arriverà con il progresso tecnologico (computer, banda, smart phones) che renderanno fruibili al grande pubblico contenuti e servizi sempre più attraenti. Mi immagino la qualità della televisione in alta definizione combinata con l’interattività del web. In pratica il sogno di qualsiasi pubblicitario.

Una applicazione sopravvalutata?
Troppo facile: Second Life

Come vedi la Rete fra 5 anni?
Presente ovunque ci sia uno schermo (computer, televisori, telefoni cellulari, cartelloni pubblicitari…) e ancora in vantaggio sui tentativi di controllarla.

Navighi per blog e ne leggi qualcuno in particolare?
Periodicamente quelli legati al mio lavoro come adverblog, bannerblog o, per citarne uno italiano, di Balzani.
Casualmente, passando di link in link, moltissimi altri. Quasi nessuno, però, ha la qualità per diventare un appuntamento fisso.

Cosa manca al nostro Paese per diventare una nazione digitale al passo con le altre?
A costo di essere banale, le stesse cose che gli mancano per essere una nazione al passo con le altre: senso civico, voglia di rischiare, pianificazione di lungo periodo e interventi strutturali seri.

Che consigli daresti a giovani che aspirano a fare del web il proprio mestiere?
Siamo ancora in pochi e c’è un sacco di lavoro da fare. Fatevi avanti.


Post pubblicato da: Ludovica Pellicioli il 08 ottobre 2008 - 133 posts su Liquida magazine.

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