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Salvo Mizzi di Telecom Italia: l’intervista

Internet tra 5 anni? Più intelligente, più mobile, inesorabilmente ovunque…

Salvo Mizzi di Telecom Italia: l’intervista

Qual è la prima cosa che ti ricordi di aver fatto da utente in Rete?
Ho navigato per ore sulle prime directories webcam, vista alba in California con choc e imprinting conseguente. Una scena primaria.

Quali siti e servizi Internet usi abitualmente e quale avresti voluto inventare?
Google, Ning, vari blog, quotidiani on line, dago, web 2.0 in genere. Avrei voluto inventare YouTube, ma ci ho pensato troppo presto, temo.

Da quanto tempo ti occupi di web e come hai iniziato?
Come risorsa e database o per vagabondare dal 1995. L’ho usato in adv, quando facevo il direttore creativo, poi ho fondato my-tv nel 2000 e per un bel pezzo è stato il mio lavoro, anzi la mia missione.

Qual è il progetto in cui stai lavorando in questo momento? Con quali obbiettivi?
Una piattaforma di social network di open innovation pensata per le aziende, a partire dalla mia. Obiettivo? Quello solito di chi fa internet, migliorare il mondo.

Fai parte di qualche social network? Quale?
LinkedIn, Facebook, A Small World.

Definisci Internet in tre tag?
One. World. Connected.

Cosa non ti piace della Rete?
Il porno.

Quali sono, a tuo avviso, le killer application e i fenomeni emergenti?
Non esistono le killer application. I fenomeni emergenti mi sembrano il crowdsourcing e il cloud computing.

Una applicazione sopravvalutata?
La televisione.

Come vedi la Rete fra 5 anni?
Più intelligente, più mobile, inesorabilmente ovunque.

Navighi per i blog e ne leggi qualcuno in particolare?
Sì, mi piacciono quello di Luca de Biase, poi Luca Conti, Matteo Bordone, Luca Sofri e tanti altri ancora.

Cosa manca al nostro Paese per diventare una nazione digitale al passo con le altre?
Manca una vera cultura analogica. Scherzi a parte, il punto non è la tecnologia, la struttura eccetera. Mancano i fondamenti della diffusione IT o ICT, manca una cultura scientifica, manca il brivido sovversivo della grande tecnologia che cambia alla radice le cose. Consiglio a tutti la lettura del grande libro di Enrico Beltramini, Hippie.com. Uno spasso, eppure profondo.

Che consigli daresti a giovani che aspirano a fare del web il proprio mestiere?
Due cose: studiare fisica e filosofia e coltivare almeno una volta al mese l’illusione di potere cambiare il mondo. Poi, per chiudere, vorrei che venissero a lavorare con me, così potrebbero insegnarmi un sacco di cose.

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Post pubblicato da: Gabriele Lunati il 08 ottobre 2008 - 185 posts su Liquida magazine.

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1 Commenti a questo articolo

  1. Luca Conti says:

    Onorato di averti come lettore :-D

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