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Sognare a Parigi

In diretta dal salone di Parigi, linea alla blogosfera. Parte 1: prototipi e concept car.

Sognare a Parigi

I saloni dell’auto sono fatti per sognare, e Parigi 2008 non fa eccezione. In un’ edizione in cui (come conferma anche moto-auto) la grandeur c’è tutta, stiamo ammirando grazie al tramite della blogosfera le auto dei sogni, altrimenti dette prototipi. O concept car, che fa più figo e piace agli uomini del marketing.

Iniziamo col dire che, in questi casi, bisogna procedere con i piedi di piombo: questi sogni a quattro ruote potrebbero non diventare mai realtà concreta prodotta in serie. Però, chi se ne frega, godiamoceli e basta. Iniziando dal top.

Che a Parigi significa Lamborghini Estoque, ad esempio. Un modello che sembra avere le carte in regola per poter arrivare sul mercato: ovviamente bellissima, sembra avere un look un po’ meno futuristico, rispetto alle ultime Lambo. Eccola descritta nel dettaglio da autovideoblog:

Una supersportiva a quattro porte, prima berlina della casa. Linee decise, forme geometriche ben definite, appendici aerodinamiche integrate nel contesto e di ispirazione aeronautica, sono i tratti principali del design della nuova creazione della casa di Sant’Agata. Il frontale è, inoltre, caratterizzato da un marcato angolo di freccia e da due voluminose prese d’aria rivolte in avanti, interconnesse da un piccolo spoiler anteriore, che mettono in chiara evidenza il carattere sportivo della vettura.

Il cofano anteriore piatto, il passo lungo, i vetri laterali stretti e la coda spiovente che si conclude con un taglio negativo esprimono lo stile tipico delle granturismo I cerchi anteriori sono da 22 pollici nel nuovo disegno a cinque razze doppie che contribuiscono a evidenziare la potenza che la vettura trasmette con la trazione integrale permanente.

Se la Lamborghini fa venire l’acquolina in bocca agli amanti delle supersportive, chi preferisce viaggiare comodo sarà rimasto incantato davanti allo stand Mercedes. È successo anche a Francesco di solomotori, che racconta i motivi per cui la Fascination presentata dal marchio con la stella l’ha conquistato:

Uno. Anticipa le linee della Classe E, specie l’anteriore. Spero davvero che il modello di serie lo copi: quel muso così tagliente è molto originale.

Due. Sembra che l’auto si muova anche da ferma: questo vuol dire che la linea è azzeccata.

Tre. A differenza di decine di concept improponibili, questa non è un’esercitazione di stile fine a se stessa, ma dà la possibilità di trasformare un’idea in un’auto.

A parigi, anche i marchi sulla carta più popolari non rinunciano al sogno. Nel caso di Volkswagen, però, si tratta di sogni molto concreti, sogni tedeschi: la Golf VI GTI diventerà realtà a partire dalla primavera 2009. Per ora, ecco il concept, descritto nella cartella stampa ufficiale ripreso con entusiasmo da megamodo:

Ora nasce una nuova GTI, con profili più netti e accattivanti rispetto a tutti gli altri modelli. Una GTI che, con un telaio dotato di un nuovo differenziale a bloccaggio elettronico (XDS), definisce curve e trazione in modo completamente nuovo.

Una GTI che raggiunge i 240 km/h e che grazie al suo potente motore turbo 210 CV è ancor più divertente da guidare, con un consumo di soli 7,5 litri per 100 km.

Dalla Germania alla Francia, un altro sogno, stavolta con i contorni dell’assurdo: il crossover Hypnos della Citroën, visto da autoblog:

La Hypnos Himotion4 concept, invece, affronta il tema del crossover, con un pizzico di coupè e tanta tecnologia. Le linee esterne levigate mascherano bene le dimensioni importanti, ma una volta aperte le portiere a libro gli interni lasciano un po’ perplessi per l’accostamento di colori piuttosto “forte”. La sigla HiMotion4 identifica la tecnologia ibrida elettrico e diesel che presto troveremo sulle vetture di serie.

(…) Tra le curiosità, da segnalare i 4 posti singoli con poltrone molto grandi e dotate di alveoli gonfiabili e massaggio integrato, inseriti in un abitacolo dominato da pelle ed acciaio satinato ed i già citati colori cangianti. La disposizione a doppia elica è facilitata dal passo di ben 3 metri. Il cruscotto è ispirato ad un diamante e mostra le informazioni sui suoi prismi. Proprio come un gioello è collocato su una montatura in metallo lavorato. Infine l’orologio onirico: la vettura indica l’ora utilizzando i colori attraverso il computer di bordo, con una pulsazione regolare ispirata al cuore di un essere vivente.

Sedili con massaggio integrato? Orologio onirico? Bè, forse stiamo esagerando un po’…

E se si tratta di esagerare, si sa: bisogna rivolgersi agli americani. Uno dei marchi statunitensi con più storia alle spalle è Chevrolet, che presenta un nuovo gigante della strada. Ce lo racconta blogmotori:

Il prototipo Orlando, che anticipa l’ingresso di Chevrolet nel segmento dei veicoli polivalenti a 7 posti, dà la possibilità di proporre al pubblico un veicolo che racchiuda in un unico progetto caratteristiche stilistiche simili a quelle del SUV, della monovolume e della station wagon. Il suo aspetto imponente ricorda quello di un SUV, ma il suo comportamento su strada, i consumi contenuti e la facilità di accesso all’abitacolo sono la conseguenza di una struttura simile a quella di un’autovettura. All’interno dell’abitacolo troviamo sedili disposti in modo flessibile su tre file in una configurazione tipo teatro, ed un bagagliaio che è fra i più ampi della categoria.

Dunque, ecco un primo assaggio delle auto che si sognano a Parigi, nel 2008. Alcune sono irrealizzabili utopie a quattro ruote, altre poco più che visioni in anteprima. Qualunque sia il loro destino, senza prototipi il salone dell’auto rimarrebbe povero e nudo.

Tag Correlate: Lamborghini, Mercedes, Volkswagen, Citroen, Chevrolet, concept car

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