Marco De Rossi di Shannon: l’intervista
La rivoluzione vera è quella dei contenuti generati dagli utenti. La rivoluzione vera è l’intelligenza delle folle che si plasma in qualcosa di diverso ininterrottamente…
Da quanto tempo gestisci un blog?
Un anno e mezzo.
Quali blog leggi regolarmente (max 3)?
John Battelle’s Searchblog, Walt Mossberg Feed – All Things Digital, Stefano Quintarelli.
Perché hai cominciato?
Shannon è un esperimento. Volevamo provare a realizzare un blog di gruppo che aprisse le nostre discussioni in mailinglist alla Rete intera. Ognuno ha qualcosa da raccontare, e il fatto di essere un gruppo affiatato crea competizione: per questo le riflessioni partorite sono approfondite e, crediamo, a volte originali. Spesso pubblichiamo all’interno di uno stesso post più opinioni, e con questo speriamo che con più facilità nascano conversazioni nei commenti.
Descrivi il tuo blog in tre parole
Un incubatore di idee curato da appassionati di tecnologia.
Come ti informi e da dove prendi ispirazione?
Giornali, stampa estera, blogosfera e gossip telefonici. L’ispirazione non serve; bastano le notizie, la passione e la voglia di fare.
A cosa pensi sia dovuto il successo del tuo blog?
Internet è un mezzo con grandi potenzialità e, in quanto tale, nasce con un gigantesco deficit strutturale di contenuti. E ad animare la Rete è proprio questa tensione tra mezzo sempre più potente e attività veicolabili.
Noi con Oilproject abbiamo coordinato un’attività non a fini di lucro e siamo stati i primi ad offrire delle lezioni completamente gratuite. Non abbiamo fatto altro che riportare dinamiche del mondo reale su Internet, ed abbiamo perso il controllo dell’iniziativa, che adesso ha 9000 iscritti e, per chi segue le nostre lezioni in differita, centinaia di migliaia di ore di registrazione scaricate ogni anno. Colmare lacune e mancanze, su Internet, è la chiave del successo. Come è sempre stato, d’altronde, solo che con numeri e proporzioni che nel mondo reale ci sogniamo.
Con Shannon abbiamo provato a fare la stessa cosa con approfondimenti e riflessioni di un certo tipo. Il contrario del microblogging, per intenderci. La sfida è sicuramente più ardua. La partita tutta da giocare.
Che valori associ al mondo dei blog e in generale alla Rete?
Milioni di giovani che hanno spento la televisione e si informano autonomamente sulla Rete. Artefici della propria consapevolezza sociale e politica. Velocità, flessibilità, coraggio di andare a sbattare contro il nuovo che ancora non si conosce (il contrario della Strategia dello Struzzo di cui parla Quintarelli).
Libertà. Poter diffondere con parole, foto e video quello che si vuole raccontare in ogni momento. Potenza collettiva e futuro, insomma.
Che cosa manca nella blogosfera italiana?
La rivoluzione vera è quella dei contenuti generati dagli utenti. La rivoluzione vera è l’intelligenza delle folle che si plasma in qualcosa di diverso ininterrottamente.
Alla blogosfera italiana manca la consapevolezza che il “blog” è solo uno dei tanti modi in cui queste rivoluzioni possono concretizzarsi.
Cosa manca al nostro Paese per diventare una nazione digitale al passo con le altre?
Quindici anni di Seconda Repubblica hanno reso ipocrita la risposta “basterebbe una classe politica e dirigente diversa”. La soluzione è sostituire i 57 milioni di italiani con una ventina di milioni di spagnoli, altrettanti tedeschi. Qualche belga. E neanche i canadesi sono male.
Che consigli daresti a un blogger agli inizi?
- Non iniziare etichettandosi come “blogger”. Le sorprese si materializzano sempre fuori da un pannello WordPress.
- Leggere moltissimo, a maggior ragione se sei italiano, blogosfera e carta stampata straniera.
- Fermarsi a pensare appena si può. Non c’è niente di peggio che rendersi conto di essere stato trascinato e aver lavorato sei mesi ad un progetto senza essersi fermato un attimo a pensare. E non c’è niente che vi possa trascinare più di Internet e dei suoi navigatori…
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