Guido Arata di DelfinsBlog: l’intervista
“Il blog è uno strumento importante, perché oltre a fornire contenuti alla comunità, il che è buona cosa, permette allo stesso blogger di riflettere su ciò che scrive”
Da quanto tempo gestisci un blog?
Da 2 anni.
Quali blog leggi regolarmente (max 3)?
Eh, 3… va fatta una bella selezione: Luca Sartoni, Alessio Jacona e ManteBlog.
Perché hai cominciato?
Era il momento nel quale iniziavo a “smanettare” con il computer, prima nell’ ambito della sicurezza informatica e poi in quello della programmazione, ed ogni conoscenza che raggiungevo comportava dispendio di tempo, perché spesso e volentieri per capire una cosa bisognava conoscerne un’altra, e così via avanti per una lunga catena; ad un certo punto allora ho pensato: “Ma perché non risparmiare agli altri che come me stanno imparando la fatica che ho fatto fino a poco fa? Come? Condividendolo attraverso un blog. E vi ho iniziato a scrivere guide, tutorials, esperienze, nella forma nella quale avrei voluto fossero scritte quelle di cui mi ero servito io in passato.
Descrivi il tuo blog in tre parole
Verso l’unicità.
Come ti informi e da dove prendi ispirazione?
La traggo spesso e volentieri da portali/blog inglesi/americani, in seguito magari ad articoli riguardanti indagini statistiche e riflessioni oltreoceano; altra fetta di ispirazione invece arriva dalle questioni trattate dei bloggers italiani; resta l’ ultima fetta, data dalle esperienze personali.
A cosa pensi sia dovuto il successo del tuo blog?
Fino ad ora è presto parlare di successo, o meglio, per me si tratta di successo a livello personale, il successo obbiettivamente inteso è ancora lontano, ma non ho fretta. Mi piace credere che chi lo legge lo faccia per i contenuti, che da qualche tempo sono più approfonditi ed inediti, quindi più accattivanti. Mi piace crederlo, non so però se sia realmente così.
Che valori associ al mondo dei blog e in generale alla Rete?
Il blog è uno strumento importante, perché oltre a fornire contenuti alla comunità, il che è buona cosa, permette allo stesso blogger di riflettere su ciò che scrive. Nel momento in cui decido di trattare un determinato argomento in un articolo mi informo, chiedo pareri ed opinioni a chi ne sa più di me, e nel fare questo immagazzino conoscenza, sono costretto a riflettere. Ed ecco che ci si aggancia anche al valore della Rete, che permette in poco tempo, semplicemente con un poco di metodo, di raggiungere grandi quantità di informazioni e di mettersi in contatto con molteplici esperti dei più svariati settori. Tornando ai blog, come mi ha scritto tempo fa un amico, è importante perchè si tratta del posto della tua liberta’.
Che cosa manca nella blogosfera italiana?
E’ come chiedersi cosa manca in una biblioteca: troppo per le sue sconfinate potenzialità e niente per quello che rappresenta; vedo però che troppo spesso i blog vengono aperti con l’ unico scopo di creare un business che si basi direttamente sulle entrate da questo provenienti; e ciò crea un notevole abbassamento del livello dei contenuti, tutti uguali, tutti piatti. E questa è la ragione del perché di nuovi bloggers giovani è difficile trovarne: o tutti scrivono per altri blog con il fine di guadagnare un piccolo stipendio, o aprono “blog” basati sui soliti contenuti di massa e ripetitivi, che sono quelli in grado di portare qualche guadagno nel breve termine. C’è fretta, c’è fretta del guadagno, nei giovani. Ma i giovani saranno i grandi di domani, quindi direi “attenzione”.
Cosa manca al nostro Paese per diventare una nazione digitale al passo con le altre?
Innanzitutto c’è un problema sociale che identifica colui che passa diverso tempo su Internet come un nerd; detto ciò, c’è pure un altro fattore che fa leva sul “sociale”: troppo spesso il Web viene corredato da falsi demoni pronti a mangiare i nostri bambini ed a violentare le nostre donne. Vero, c’è anche questo, ma per strada ci sono anche tante macchine, ma non è una buona ragione per non attraversare ed entrare a scuola. Fino a pochi mesi fa un altro problema era la mancanza delle infrastrutture, di connettività; oggi si stà sopperendo a questo, ma di pari passo con l’ apertura di wireless cittadini andrebbe portata avanti una campagna pubblicitaria che informi i cittadini di questi nuovi servizi.
Che consigli daresti a un blogger agli inizi?
Di non avere fretta. Di non aver paura di parlare al vuoto, perché agli inizi è così, le statistiche contano numeri bassi, i primi giorni quasi nulli; ma un buon blog è quello costruito senza fretta, articolo dopo articolo, contenuto dopo contenuto. E sempre senza fretta, se si segue questo obbiettivo, arriveranno anche i primi guadagni. E non farsi traviare dai racconti di chi ha aperto un blog, pubblica determinati contenuti (bassi) e ha ingenti guadagni nell’ immediato; il successo di un blog basato sulla tranquillità è sulla lunga distanza e, soprattutto, a lungo termine.
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