OpenOffice, la nuova versione dell’alternativa gratuita ed open a Microsoft Office
Il progetto, giunto ormai al suo ottavo anno di vita, è nato per iniziativa della Sun, che ha reso pubblico e libero il codice sorgente di StarOffice
Lunedì 13 ottobre è stata resa disponibile, sui server di tutto il mondo, la versione 3.0 di OpenOffice.org, la suite di produttività personale alternativa a Microsoft Office.
Il progetto, giunto ormai al suo ottavo anno di vita, è nato per iniziativa della Sun, che ha reso pubblico e libero il codice sorgente di StarOffice.
Oggi la suite, composta da oltre otto milioni di righe di istruzioni, esiste in oltre ottantaquattro versioni linguistiche diverse, ed è utilizzabile su piattaforme diverse. Sono infatti scaricabili le versioni per Windows, Linux, Solaris e, novità della release, anche per MacOS X. Fino a lunedì scorso, infatti, gli Apple boys che volevano usare la suite dei gabbiani potevano farlo ricorrendo a NeoOffice, che non presentava tutte le funzionalità della versione principale, o utilizzando un server grafico che rallentava notevolmente l’esecuzione del programma.
OpenOffice è assoggettato a una licenza GPL v3 (General Public License version 3), quindi appartiene alla categoria dei software liberi: questa precisazione è importante perché significa che il pacchetto è liberamente distribuibile e, avendone le capacità, modificabile, contrariamente a quanto avviene per il suo principale concorrente sul mercato.
Numerose le novità di OpenOffice, tanto che è praticamente impossibile elencarle tutte qui: la lista delle novità si può scaricare dal sito del PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org), in calce al comunicato stampa con il quale si dà notizia del rilascio del pacchetto. Lo stesso comunicato, di grande interesse anche per le dichiarazioni di Davide Dozza, maintainer italiano del progetto, e di Italo Vignoli, responsabile marketing del PLIO, sulle possibilità che il pacchetto offre, a privati, aziende e pubbliche amministrazioni, di migrare dal software proprietario a quello libero. Nel citato comunicato stampa leggiamo:
OpenOffice.org 3.0 è molto più di una semplice applicazione di produttività. Con questa nuova versione, i componenti di base – il word processor, il foglio elettronico, il modulo per le presentazioni, quelli per la grafica business, le formule e la gestione dei database – vengono integrati con le funzionalità delle estensioni, che in alcuni casi offrono novità assolute per il mercato dell’office automation. OpenOffice.org ha scelto un approccio architetturale estremamente modulare, che consente a chiunque di aggiungere nuovi servizi e funzionalità.
Curiosità e aspettative (soprattutto per il citato porting su piattaforma MacOS) hanno generato un flusso di traffico tale da far collassare i siti di download, come si può leggere sul blog del PLIO:
Durante il secondo giorno di disponibilità di OpenOffice.org 3.0, la suite è stata scaricata 620.000 volte a livello mondiale (tutte le lingue e le piattaforme) e 50.000 volte in Italia (la sola versione linguistica italiana per tutte le piattaforme). Questo porta il totale nei primi due giorni, rispettivamente, a 1.010.000 e 82.000.
Le dimensioni medie del download di OOo sono significative, ovvero 142MB. Quindi, nei due giorni il traffico Internet generato è stato di 150,3TB a livello mondiale (58TB il 13 e 92,3TB il 14) e 12,2TB in Italia (4,8TB il 13 e 7,4TB il 14).
Lasciamo i siti ufficiali del progetto e vediamo come il web ha accolto la novità; uno dei primi commenti, riservato all’attesissima versione per Mac, lo possiamo leggere sul blog di Paolo Attivissimo, e rivela un problema di gioventù (peraltro la community degli sviluppatori ha già annunciato che il bug, noto, sarà risolto nella prossima minor release):
OOo 3.0 per Mac è decisamente veloce, ma ha ancora delle magagne serie con la gestione dei font, che invece NeoOffice (altra variante o porting di OOo specializzata per Mac), pur essendo più lento, non ha: la prima che ho notato, e che lo rende per me quasi inutilizzabile, è la gestione dei font. Non sembra avere problemi con i font standard del Mac, ma un documento scritto per esempio in Myriad Apple s’incasina completamente.
La larghissima parte delle oltre duemila pagine che la blogosfera italiana dedica a OpenOffice.org è dedicata all’annuncio dell’uscita e alla novità del supporto nativo per Mac; non manca chi considera che il prodotto è maturo per l’uso anche in ambiente aziendale; così in Hardware & Gadget si legge:
OpenOffice, la popolare suite di produttivitá individuale open source voluta, tra gli altri, da Sun Microsystems, arriva alla sua release 3.0, proponendosi sempre piú come valida antagonista ai prodotti Microsoft protagonista di questo segmento di mercato, Office.
Anche se occorre notare che la suite dei gabbiani non è proprio una novità né nelle aziende né nelle pubbliche amministrazioni, vantando una storia di migrazioni che si allunga sempre più.
Non poteva mancare l’opinione di un utente Linux e così leggiamo che Felipe, su Pollycoke, scrive:
Prime impressioni (positive)
- Continua ad essere piuttosto lento all’avvio e un po’ anche nell’uso, ma a) ci si fa l’abitudine, b) si può disabilitare la componente Java e c) in fin dei conti una volta (pre)caricato va in maniera decente.
- Ha indovinato che uso KDE, ma l’integrazione prevede ancora un ambiente KDE 3 e ha quindi assunto un aspetto plasticoso. Serve ossigeno!
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- Non vorrei essere vittima del solito effetto placebo, ma è più veloce a caricare documenti complessi.
- FINALMENTE sembrerebbe essere stato risolta la piccola-grande noia del difetto di ridimensionamento delle tabelle dei documenti .doc in Writer, che le rendeva sempre più ampie della pagina.
E gli habituées di Windows che dicono? Claudio Pomhey scrive, su Pom-hey Web:
OpenOffice.org 3.0 migliora anche il supporto delle estensioni, che offrono alcune funzioni completamente nuove come il supporto multilingue, la reportistica per le aziende, la riduzione delle dimensioni delle presentazioni (comprese quelle di MS Office, di dimensioni megalitiche, sulle quali lo stesso MS Office permette di intervenire solo manualmente), lo schermo per il presentatore, e infine la modifica dei file PDF e la gestione del PDF ibrido, ovvero un file PDF che OpenOffice.org gestisce come un normale file ODF modificabile.
E se volete avere un’idea più precisa di cosa siano le più volte citate estensioni, ebbene, si tratta di plug-in aggiuntivi che permettono di ampliare le potenzialità del pacchetto, esattamente come avviene per Firefox. Ce ne sono veramente moltissime e possono fare di tutto: ad esempio ce n’è una che permette di scrivere un post per il proprio blog. Leggiamo, in proposito, Roberto Dadda, nel suo blog:
La suite è enormemente migliorata, ma quello che mi ha impressionato è la enorme quantità di plugin disponibili che offrono una quantità enorme di funzionalità aggiuntive: questo post per esempio è scritto in OpenOffice e caricato su blogger grazie a un plugin che si interfaccia con la maggior parte delle piattaforme di blogging.
Come si può ottenere OpenOffice.org 3.0? dal sito ufficiale della comunità internazionale o da quello del PLIO.
Have a lot fun!
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