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Second Life è morto? Forse no

Dopo anni da fenomeno mainstream, oggi Second Life appare in crisi, tanto che c’è chi si preoccupa per lo stato di salute del più famoso mondo virtuale. Un approfondimento con le opinioni della blogosfera.

Second Life è morto? Forse no

Qualche tempo fa, sul web italiano, è stato dato l’annuncio che il 25 ottobre, in un barcamp a Firenze, si tratterà un tema che sembra essere diventato di attualità negli ultimi tempi: lo stato di salute di Second Life, il popolare metamondo creato da Linden Lab nel 2003.

Il 24 giugno scorso Web Marketing Tools così commentava l’annuncio:

In quest’anno è molto calata l’attenzione su Second Life, dopo tanti articoli e titoli sui giornali, è quasi sparito l’interesse dei media tradizionali verso questa nuova realtà, tanto che in molti si sono chiesti se si sia già sgonfiato tutto.

Numerosi gli interventi e i relatori previsti, con tanti temi da trattare e tanta carne al fuoco per capire se Second Life, fino a poco tempo fa terra promessa del marketing, si sia trasformato in una landa desolata dalla quale fuggire a gambe levate.

Ma cosa ne pensano i blogger italiani? Vediamolo.

Fabrizio Pivari, organizzatore dell’evento fiorentino, scrive su Barcamp Italia un post dal titolo “Second Life è morto?”, nel quale paragona la situazione attuale di Second Life alla crisi delle dot company dei primi anni di questo secolo, e auspica:

Forse arriverà Second Life 2.0, sicuramente è iniziato il periodo dove i risultati in Second Life si ottengono solo con progetti concreti a medio-lungo termine, con il lavoro quotidiano e il sudore della fronte.

Conclude invitando i lettori a partecipare al barcamp del 25 ottobre.

Isidoro Quaranta, su OneEconomy, pone l’accento su un aspetto curioso, almeno per chi non ha dimestichezza con i Linden dollars. Secondo l’autore, infatti, il recente terremoto che ha scosso le borse di tutto il mondo, non è stato avvertito nell’universo parallelo di Second Life:

Il terremoto finanziario che ha colpito l’intero globo sembra non aver toccato il fantastico mondo di Second Life. Infatti, il Linden dollar, la moneta del mondo virtuale, è rimasta stabile nel cambio con il dollaro reale.

Anche Alessandro Ferrazzi, su Communication Over-Ip, torna sull’argomento e riprende una notizia Ansa con le dichiarazioni del direttore finanziario di Linden Labs:

Lo sostiene il direttore finanziario della società Linden Lab, creatrice nel 2003 del mondo virtuale in tre dimensioni: “A dispetto del caos che colpisce l’economia mondiale, i principali indicatori dell’economia di Second Life restano solidi”.

Forse una delle principali cause della crisi di Second Life è da ricercarsi nel successo di FaceBook; G_luke, su Faceitalia, dà un resoconto del primo raduno italiano del popolare social network:

Nonostante la concomitanza con altri eventi importanti (partita dell’Italia e mega concerto dei Cure a San Giovanni) il primo raduno “in carne e ossa” di Facebook è stato un successo. Alla fine hanno risposto all’appello in 3 mila per una serata all’insegna di buona musica, balli e soprattutto tanti ricordi.

È il caso, però, di ascoltare anche qualche voce proveniente da Second Life; Luca Spoldi, su SecondLifeIt, scrive:

Ma l’impressione che si ricava dall’interno è ben diversa, tanto più per quanto riguarda la comunità italiana, sino a qualche tempo fa relativamente poco vivace rispetto ad altre. Dopo l’estate, sarà anche perché la crisi economica “reale” spinge le persone a ridurre le spese per altre forme di svago più costose (non per nulla anche in altri Paesi, dagli Usa alla Gran Bretagna, tornano in auge le pizzerie e i cinema, come testimoniano molte ricerce di mercato), è tutto un fervore di nuove iniziative che mescolano, una novità che si va facendo rapidamente regola, SL a RL.

E annuncia, per Halloween, “Ugly!”, un concorso che premierà l’avatar più mostruoso.

L’Università di Roma Tre ha organizzato, all’inizio di ottobre, un convegno dal titolo “Second Life: oltre la realtà il virtuale”, un resoconto del quale si può trovare sul sito di ItalyGlobalNation. Ci sembra di particolare interesse l’intervento di apertura dei lavori:

“‘Second Life’, per il presidente di Assoknowledge Confindustria Laura Deitinger, che ha aperto i lavori, “è uno dei sistemi importanti per sviluppare il discorso sociologico: nasce come un gioco o per fare business ma è un modo diverso per comunicare le esistenze e le identità e delinea la società dell’informazione”.

La realtà su Second Life, quindi, sembra avere due aspetti: da un lato amministrazioni pubbliche, Università e aziende che ci credono e lo considerano un canale di contatto con i cittadini e gli utenti, sfruttando le potenzialità offerte dalla realtà virtuale, dall’altro tutte le multinazionali e i cercatori di grandi business che, nel periodo del boom, hanno cercato visibilità sul metamondo con investimenti titanici, salvo poi fuggirsene a gambe levate quando si sono accorti che le loro isole di bit, costate più di un monolocale a Cortina, erano desolatamente vuote di visitatori.

Ci piace concludere questa rassegna con Roxelo, che nel Museo del Metaverso, riporta “A mondo mio” di Mario Gerosa, nel quale il giornalista parla dei rapporti tra arte e mondi virtuali:

Negli ultimi mesi è successo qualcosa di strano all’arte di Second Life: è cambiata la geometria dei suoi gradi di separazione. Prima l’arte di SL era molto più lontana dall’arte tradizionale che dalla pop culture, ora il rapporto si è sbilanciato, ha quasi cambiato segno.
Fino a qualche tempo fa i fotoritratti di SL venivano liberamente assimilati all’immaginario dei videogames sul genere di The Sims, venivano considerati dei surrogati dei manga giapponesi e delle digital beauties realizzate con Poser (programma per la realizzazione di figure umane tridimensionali [NdR]).
Adesso invece si evocano coraggiosamente altri riferimenti e si tende a far trasmigrare l’arte dal mondo virtuale dei Linden nei territori contigui a quelli dell’arte di serie A. Magari non proprio quella ufficiale, ma una dependance della grande arte contemporanea che, se non è il salotto buono delle tendenze milionarie, è comunque una dignitosissima anticamera, un purgatorio estetico da cui sono già passati i writers e alcuni illustratori di genio.

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Post pubblicato da: Mario Govoni il 23 ottobre 2008 - 106 posts su Liquida magazine.

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2 Commenti a questo articolo

  1. Massimo says:

    Da anni gioco/vivo/uso Second Life secondo i criteri del più assoluto disimpegno. Per il mio svago, per il relax, per la contemplazione e la conversazione. Ho avuto periodi più o meno intensi di frequentazione e francamente, di ciò che le persone possano dire o meno del futuro di questa realtà, me ne frego. Finchè ci sarà la userò, la percorrerò, la approfondirò o la abbandonerò senza seguire i condizionamenti di altri media che NON SONO Second Life. Sbaglierò? Errare (errabondare, girovagare, teletrasportarsi, volare…) è umano.

  2. Neupaul Palen says:

    Viva Second Life! :-)

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