The Linux Day after, le reazioni della blogosfera
Abbiamo cercato nella blogosfera impressioni a caldo sull’ultimo Linux Day. Ecco il resoconto di una manifestazione di successo.
Come annunciato lo scorso martedì, sabato 25 ottobre si è tenuta, in 124 città italiane, l’ottava edizione del Linux Day, la manifestazione organizzata dalla Italian Linux Society per promuovere la diffusione del sistema operativo del pinguino e, più in generale, del software libero.
La manifestazione di quest’anno ha raccolto il saluto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che, invitato a partecipare all’evento, ha declinato l’invito, a causa dei numerosi impegni istituzionali, ma ha espresso simpatia «per l’iniziativa che, nel diffondere l’utilizzazione del software libero concorre a far conoscere e a rendere accessibile la cultura informatica e le sue tecnologie consentendo così la più ampia fruibilità del nuovo sistema di comunicazione ed informazione su cui esso si basa».
L’evento si è svolto con modalità diverse nelle varie sedi; particolarmente importante, come vedremo, la manifestazione di Napoli, preceduta, venerdì 24, da una conferenza nella quale rappresentanti istituzionali hanno ufficialmente annunciato che il Comune partenopeo ha iniziato il processo di adozione del software libero: ne dà notizia Daniela Galasso su “il Levante”:
Il comune di Napoli ha ormai deciso di puntare sul software libero, in questo caso la distribuzione Ubuntu 8.04 di Linux, come punto di adesione a sviluppo e innovazione, e quindi come forma di lotta al divario digitale che ci vede ancora arretrati; come strumento per diffondere un messaggio forte e chiaro: qualcosa può cambiare, nel segno della legalità, contro i software pirata. Come ha affermato vivacemente lo stesso consigliere comunale Francesco Nicodemo, impegnato in questa causa già da due anni: “Meglio gratis che pezzotto!”, messaggio rivolto anche alle imprese; e, non ultimo, come risorsa da cui ricavare importanti vantaggi economici.
Si parla di una migrazione che, quando sarà ultimata, avrà interessato circa quattromila computer.
Lasciamo questi annunci istituzionali, pur importanti, e cerchiamo le reazioni a caldo dei partecipanti. m4db0b, su LinuxDayTo traccia un primo sommario dell’evento:
Il bilancio come sempre e’ positivo, i numerosissimi volontari si sono divertiti affrontando sfide sempre nuove, ed alla sua seconda esperienza l’organizzazione del Comitato Linux Day Torino si e’ dimostrata in grado di fronteggiare egregiamente la sempre crescente massa di pubblico interessata a scoprire le virtù del software libero.
Gennaro Ciaravolo, su Informazione libera, pone l’accento sulla crescita del movimento free software in Italia:
La prima manifestazione dedicata al free software si è tenuta nel dicembre 2001 ed ha coinvolto circa quaranta città italiana. Ad oggi invece, il dato si è triplicato segno che lo sviluppo di Linux e dell’ open source in generale si espande a macchia d’ olio.
La manifestazione si è svolta in centri grandi e piccoli; Bob, su Il blog sono io, dà un resoconto del Linux Day di Atri, cittadina abruzzese in provincia di Teramo:
Il noto sistema operativo, nato 17 anni fa, riscuote sempre maggiori consensi per la sua stabilità, versatilità e sicurezza e risulta oggi ampiamente utilizzato sia dai privati che dalle pubbliche amministrazioni. Ciò malgrado, in Italia, perdura tra i più un’ignoranza informatica di fondo che causa quotidianamente notevoli sprechi di danaro pubblico. Vengono infatti frequentemente preferiti software a pagamento rispetto a tanti Open Source che spesso si rivelano assai più affidabili.
Un’interessante considerazione la fa assente, che, sul blog omonimo, lamenta una certa qual politicizzazione dell’evento, che sta diventando, poi, sempre meno indirizzato al sistema operativo Gnu/Linux e sempre più al software libero in generale:
il Linux Day visto dai miei occhi sta cambiando. Da “sistema operativo alternativo”, sta diventando un sistema operativo. (punto)
Il che è un bene, raggiunge ogni anno una fetta maggiore della popolazione e il merito è un po’ di tutti sviluppatori, aziende, promotori, volontari,.. Quest’anno il numero di ragazze e persone di una certa età è aumentato, questo significa che presto non saremo più una nicchia, ma significa anche che ci saranno dei conflitti tra i “duri e puri” e gli altri. Per ragioni tecniche e pratiche la quantità di “Linux” nel Linux Day è in costante diminuzione. Linux è un kernel ma la gran parte dell’enfasi è sulle applicazioni che non necessariamente vanno solo su Linux. Inoltre il tipo di promozione si sta spostando dal tecno/geek al sociale. In alcune città è diventato quasi una manifestazione di sinistra (e questo è sicuramente un male perché un’altra parte di pubblico viene disincentivata).
Se a qualcuno, poi, pungesse vaghezza di vedere che faccia hanno i linuxiani, il GNU/Linux User Group di Perugia (come molti altri, del resto) ha messo in linea le foto dei partecipanti e le slide degli interventi che si sono succeduti durante la manifestazione.
Marko, su Marko’s weblog, riportava la notizia con la quale abbiamo aperto la rassegna, ma, con un colpo di coda da scorpione, chiude il post con un link che ricorda come, non più di un anno fa, l’amministrazione partenopea avesse stretto un accordo per l’acquisto di software e licenze proprietarie, per un importo totale di un milione di euro; leggiamo le sue parole:
Ancora una volta, come nel caso della Sardegna, del Lazio o della Calabria, le amministrazioni locali trovano quindi nell’Open Source una risposta alle esigenze di razionalizzazione dei servizi telematici sulla base di criteri di sostenibilità ed efficienza economica … anche se …!
Chiudiamo il cerchio per tornare a Torino, da dove siamo partiti; su Torino Linux Task Force, il nostro m4db0b si propone di cavalcare l’onda lunga del successo del Linux Day e annuncia che, sempre a Torino, l’otto di novembre si terrà un Linux party, ossia un incontro dove chi vuole può installare Linux sul proprio computer, assistito dai volontari della task force torinese:
L’appuntamento è fissato per sabato 8 novembre sempre in Cascina Roccafranca (via Edoardo Rubino 45) dalle 15.00 alle 18:00, e sebbene rivolto principalmente ai superstiti di ieri che hanno qualcosa da ultimare nelle rispettive installazioni l’invito viene esteso a tutti coloro che pur essendosi persi la kermesse vera e propria vogliono almeno un assaggio di libertà digitale.
Chiudiamo con il saluto abituale di Richard Stallman, padre del movimento del free software: Happy Hacking.
Tag correlate: Linux





ottobre 27th, 2008 at 13:21
Convengo!
ottobre 27th, 2008 at 16:55
@Mario Govoni
Grazie della citazione, ma sopratutto per aver messo in evidenza il “colpo di coda da scorpione” … certe verità è meglio metterle in evidenza! Tutti siamo bravi a parlare, ma all’atto pratico le cose sono ben diverse [naturalmente mi riferisco all'amministrazione partenopea]. La mia Napoli ha davvero bisogno di una scolarizzazione Open Source nella PA [come nel resto d'Italia]… spero che il Linux Day ‘08 sia stata una buona occasione per compiere un primo importante passo!
Grazie ancora della citazione, a presto