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La nanna: quando i bimbi non si addormentano

Coliche, dentizione, insonnia: sono tante le cause che possono portare un bambino, anche neonato, a non dormire. Le mamme della blogosfera si raccontano e dalla Rete arrivano anche numerosi consigli sui metodi da usare: alcuni contestatissimi.

La nanna: quando i bimbi non si addormentano

Chi ha figli piccoli lo sa: uno degli obiettivi principali del genitore è insegnare al proprio piccolo a fare la nanna continuativamente e con serenità. Non sempre ci si riesce al primo colpo, non tutti adottano gli stessi metodi e non sempre si è d’accordo sulle diverse possibilità, come ci dimostra anche la blogosfera.

Ma quanto dovrebbe dormire un bambino? Ci offre qualche risposta Medicina Live che spiega:

Da neonato vostro figlio dormirà parecchio, fino a toccare le 15 ore quotidiane, che caleranno in maniera vistosa già attorno al primo anno. Verso i tre anni avrà bisogno di circa 12 ore di sonno per notte e, verso i sei anni. gli saranno invece sufficienti anche solo 9 ore.

I risvegli notturni, invece, accompagnati da agitazione e capricci tendono, a lungo andare, a diventare un vero dilemma. In questi casi è bene distinguere le piccole paure, come quella del buio, da
problemi comportamentali che cercano uno “sfogo notturno“. Se in famiglia ci sono delle tensioni, se ci sono stati cambiamenti di scuola o di casa, se è nato un fratellino, è possibile che il piccino manifesti inquietudini proprio durante il sonno.

In realtà non sempre accade, come ci dimostra anche questo simpatico post di Slimmingdown che ha adottato un personalissimo metodo per tentare di ovviare al problema:

Dopo una settimana di sveglie notturne e di raffreddori collettivi con febbre allegata, stamattina possiamo dire che, forse ma forse, stiamo risorgendo. Isabella che secondo Matthew fa’ le crocette sul muro vicino al suo lettino per tenere il conto delle notti che mi tiene sveglia , ieri alle 3 si e’ presa la sua prima vera signora sgridata. OK se sta’ male, ok se vuole venire sul lettone, ok se vuole l’acqua, ok se ha il nasino attappato..ma se lo fa’ perche’ e’ diventato un vizio e lei sta’ bene, mi dispiace qui non si transige.Soprattutto se come per magia una volta prelevata dal letto corre per casa fresca , pimpante e allegra. Allora , seguendo un metodo tutto mio che si chiama:”fate la nanna o vi stacco la testa ” , alle 3 di notte dopo 30 minuti di assordanti urla da parte di Isabella, dopo averle dato acqua, dopo aver appurato che respirasse bene, che il pannolino fosse pulito e che non avesse febbre, dopo averle fatto le coccole e dato tanti bacini, sono uscita dalla stanza, e dal buio del corridoio, tra le sue urle capricciose, mi e’ uscito un’irrefrenabile e molto isterico:” ARGGGGHHHHHHHHH!!ADESSO BASTAAAAAA! SMETTILA , METTITI A DORMIRE, CHE,CASCASSE IL MONDO,QUESTA NON LA VINCI STANOTTE”

E se da una parte ci sono bambini che dormono nel lettone con mamma e papà, dall’altra esistono anche genitori che cercano di insegnare fin da subito al proprio piccolo una piena autonomia nel suo lettino.

Ma cosa agita maggiormente il sonno dei bambini? Quando è neonato si potrebbe trattare di coliche, fame e più tardi disturbi legati alla dentizione ma se i problemi persistono, Essere mamma ci spiega quali sono le cause principali:

Risvegli improvvisi
Il bambino si sveglia piangendo, si siede sul lettino, e nel peggiore dei casi scavalca la sponda del lettino per raggiungere la mamma nel letto. Cosa fare in questi casi?
Cercare di consolarlo e coccolarlo nel proprio lettino, finchè non si riaddormenta;
se siete molto stanche lo portate nel letto con voi.

Incubi
Si sveglia all’ improvviso in lacrime durante la fase di sonno profondo. E’ spaventato.
Il rimedio è sempre lo stesso: consolarlo abbracciandolo stretto, facendogli sentire la vostra presenza fisica anche con paroline di conforto.

Terrore notturno
Dormendo urla all’ improvviso ed è molto sudato e pallido, non risponde alle carezze e alle domande.
Il bambino non è sveglio, cercate di non svegliarlo, stategli vicino finchè non si sarà calmato.

Secondo alcuni ricercatori scozzesi, come ci riferisce questo post di Tanta Salute spesso i problemi di insonnia nel neonato dipendono da stati ansiosi della madre che sono stati trasmessi al bambino in gravidanza. Sono questi stessi studiosi a dare qualche consiglio per abituare al sonno i bambini piccoli:

gli studiosi ricordano che,“Mantenere degli orari regolari è molto importante,” spiega Armitage. “Sappiamo che sia per i bambini che per gli adulti, e ora grazie a questo studio anche per i neonati, più stabile è l’orario della nanna, meno caotico è il sonno durante la notte.”

Creare dei riti, avere una routine collaudata sembrano essere le chiavi per facilitare il sonno al proprio piccolo. Ecomamma allora ci consiglia qualche “libro” per farli cadere tra le braccia di Morfeo con allegria:

La sera, prima della nanna, provate a leggere una rivista specializzata per le mamme, salutando per la notte tutti i bimbi che trovate, vedrete che il vostro bambino sarà molto più attratto dalle foto dei bimbi sul giornale che dai disegni dei libri! E potrà divertirsi a confrontare le foto di bimbi di varie età, intenti in diverse attività!

Se vi piace l’idea, sembra che anche alcune tecniche di massaggio concilino un buon sonno nel bambino, come ci spiega questo post di Farmacoecura.

La scelta maggiormente contestata, come dimostra anche la serie di post dedicati sul blog Una Mamma è quella fatta dai genitori che decidono di applicare il metodo “Fate la nanna” tratto dall’omonimo libro di Estevill che si basa sull’insegnare al proprio figlio a dormire da solo senza bisogno della presenza di un genitore.

Ma se il dibattito si infiamma tra i sostenitori dell’una e l’altra corrente, i genitori che hanno fatto il giro di boa dell’anno lo sanno: il metodo migliore è quello che condividete con vostro figlio in base alle vostre e alle sue esigenze e che si basa sui reciproci caratteri e inclinazioni. E come dice un vecchio adagio che gira per gli asili nido d’Italia: “ciascuno dà ai bambini i vizi (leggi: abitudini) che gli fanno più comodo”, anche per dormire.

Tag correlate: maternità, infanzia

Post pubblicato da: il 07 novembre 2008 - 155 posts su Liquida magazine.

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3 Commenti a questo articolo

  1. Mammafelice says:

    Io ho usato il metodo di Tracy Hogg, del libro ‘Il linguaggio segreto dei neonati’: l’ho trovato un buon compromesso tra la teoria del ‘tutto a richiesta’ e la teoria di Estivill, che considero un po’ duretta.
    Non si fa piangere il bambino, non lo si lascia da solo, e si accorre ogni volta che si mette a piangere. Tuttavia lo si rimette nel suo lettino ancora da sveglio, quando si è calmato, anche per 100 volte di seguito, dopo averlo coccolato per benino.
    In pratica si cerca di insegnargli ad addormentarsi nel suo lettino, senza privarlo, però, della propria presenza.

  2. Mammafelice says:

    Ho letto il tuo bellissimo post sulla nanna, e sono proprio d’accordo con te.

    Soprattutto quando dici:

    ‘Ci sono persone che dormono nel lettone con il proprio bambino. Perché ci sono mille motivi e perché pensano che per la sua crescita sia meglio così. Ci sono persone – come la sottoscritta – che fin da subito hanno voluto insegnare alla frolla una certa autonomia e ora hanno una bimba che decide lei quando iniziare a fare la pipì nel vasino e che se non è in coma profondo, chiede espressamente di stare nel suo lettino.

    Entrambe le scelte sono parimenti valide; entrambi i punti di vista sono giusti (perché di giusto e sbagliato a parlare di queste cose mi sembra non si debba neanche) in base alle esigenze e al carattere del bimbo e dei suoi genitori.’

    Grazie, quello che scrivi è sempre molto interessante, per me.

  3. Elena says:

    Ciao, ti segnalo un paio di post sul sonno dei bambini:
    http://www.bobbe.it/index.php?option=com_content&view=article&id=104:il-mio-bambino-non-mi-dorme&catid=46:Benefici%20del%20massaggio%20infantile&Itemid=60

    http://www.bobbe.it/index.php?option=com_content&view=article&id=101:posso-dormire-col-mio-bambino&catid=51:Cibo%20e%20bimbi&Itemid=61

    ciao
    elena

1 Trackbacks di questo articolo

  1. Di Estevill, modi di fare la nanna e punti di vista — Panzallaria - blog di panza says:

    [...] un anno ho deciso di scrivere un articolo sulla nanna per Liquida Magazine e girovagando per la blogomammasfera ho trovato reazioni analoghe a chiunque [...]

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