Il New Deal verde di Barack Obama
Barack Obama presenta il suo piano per un “nuovo corso” verde, che sollevi gli USA dalla crisi e aiuti il Paese a sganciarsi dalle fonti di energia fossili, per convertirsi a quelle rinnovabili.
E’ innegabile: in questo momento Barack Obama è l’uomo da cui milioni di persone si aspettano un cambiamento. Un cambiamento reale e concreto, rispetto a quella che è stata la politica degli Stati Uniti – e, per traslato, di una buona fetta del mondo – su moltissimi fronti. Che si tratti di crisi finanziaria, net neutrality o ambiente.
In particolare su quest’ultimo argomento in molti si aspettano una svolta radicale rispetto all’amministrazione Bush, la cui mancanza di interesse nei confronti di una tematica così urgente rimarrà probabilmente negli annali.
Ma quali saranno i punti salienti del programma ambientale del nuovo presidente degli Stati Uniti?
Leggiamo su Sostenibile:
Il piano prevede, da un lato l’investimento di 150 miliardi di dollari in 10 anni sulle energie verdi e la contestuale creazione di 5 milioni di nuovi posti di lavoro, dall’altro massicce misure di risparmio energetico che consentano da sole di eliminare la dipendenza statunitense dal petrolio mediorientale.
Il piano prevede anche una progressiva sostituzione dell’attuale parco auto con vetture di tipo ibrido ed un ruolo crescente delle rinnovabili nella produzione di elettricità (almeno il 25% del totale entro il 2025).
La misura piu’ interessante è probabilmente costituita dall’introduzione di un sistema nazionale vincolante di scambio di emissioni CO2.
Commenta Blogeko:
Altro che Bush, per il quale ogni limite alle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera – viene prodotta in seguito all’uso di combustibili fossili – è un intollerabile gravame al liberismo economico che traghetterà tutti (?) ad un futuro migliore.
Obama non è che prometta di agire solo per amore del genere umano e del pianeta, eh. Dice che che i cambiamenti climatici mettono a rischio la sicurezza (un’espressione così di moda!), e che lottare contro di essi ridurrà le importazioni di petrolio.
Comunque vuole abbassare entro il 2020 le emissioni di anidride carbonica ai livelli del 1990, e ridurle dell’80% entro il 2050. Vuole inoltre investire nel risparmio energetico ed in energie pulite, e fare di questo l’occasione per creare nuovi posti di lavoro.
Ma non è tutto, come scrive One Green Tech:
Per arrivare all’obiettivo probabilmente più ambizioso: tagliare dell’80% l’emissione di anidride carbonica entro il 2050. Ma la novità più immediata sarà la ripresa dei trattati internazionali sul clima, senza aspettare che Cina e India, gli altri due maggiori produttori di CO2 al mondo, facciano altrettanto. Un bel passo in avanti.
Per fare ciò il prossimo inquilino della Casa Bianca istituirà una sorta di tassa di smaltimento, a carico delle industrie (tassa già presente in Europa). I proventi, stimati in 15 miliardi di dollari, andranno allo sviluppo e alla costruzione di impianti eco-sostenibili e alla ristrutturazione della rete elettrica nazionale, dove sussistono attualmente enormi dispersioni derivate dall’obsolescenza dell’infrastruttura.
Riporta Economia e Ambiente:
Se a Roma si insiste nel denunciare i presunti costi delle politiche ambientali, la promessa elettorale di Obama è stata invece quella di creare nel giro di dieci anni 5 milioni di posti di lavoro nel settore dell’energia pulita e di arrivare a un taglio delle emissioni di C02 dell’80% entro il 2050.
Obama parla agli ambientalisti. Un piano d’azione che dopo qualche iniziale incomprensione legata al ruolo dei biocarburanti e del “carbone pulito” ha conquistato la stragrande maggioranza degli ambientalisti americani. “La travolgente vittoria di Obama e dei tanti candidati filo ambientalisti in giro per il Paese – esulta il presidente di Friends of Earth Brent Blackwelder – segnala un forte rigetto delle fallimentari politiche energetiche degli ultimi otto anni e un mandato storico per una trasformazione su vasta scala”.
Ma quali sono questi fraintendimenti a cui si accenna poco sopra? Ce ne sono sul cosiddetto carbone pulito, scrive Verdenero, in merito ai progetti italiani:
Innanzitutto per catturare e seppellire l’anidride carbonica serve il 30% di energia in più. Di conseguenza aumentano anche i costi del 30% e naturalmente le emissioni in atmosfera, ma questo non viene mai detto.
Già, perché immagino che succederà come negli Stati Uniti dove il governo ha foraggiato progetti simili a quello italiano con 5,2 miliardi di dollari, servendosi di contributi presi dalle tasse dei consumatori.
Tutto questo senza ottenere un risultato degno di nota: dei tredici progetti esaminati nessuno finora ha dimostrato di essere fattibile o comunque realizzabile sul breve termine.
Inoltre secondo uno studio realizzato dall’australiana ACIL Talisman la tecnologia CCS (carbon capture and sequestration) non diventerà realtà prima del 2020 mentre il World Business Council on Sustainable Development sostiene che non potrà essere commercializzata prima di 20 anni.
Lo dimostra il fatto che non esistono esempi di impianti su scala commerciale. Pensate che quello di FutureGen, in Illinois, che doveva essere l’apripista del settore, è stato mollato dal governo federale, a causa dei costi che continuavano a crescere.
Infine il prezzo pagato in vite umane per l’estrazione del carbone: 30 morti l’anno negli Stati Uniti e addirittura 8 mila in Cina. Non solo, le miniere di carbone causano inquinamento delle acque e riduzione della qualità dell’acqua potabile nelle zone circostanti.
Anche l’obiettivo dei dieci anni sembra poco realistico, come nota Ecologiae:
Una sfida un po’ troppo ottimistica anche per gli esperti di Greenpeace, ma che Obama ha voluto raccogliere in quanto, anche se non si dovesse riuscire a sopravvivere esclusivamente con le rinnovabili, almeno esse avrebbero fornito una buona percentuale di energia alla Terra. Sempre meglio della situazione attuale.
Le energie di cui parlava Al Gore erano sole, vento e carbone pulito, ma “ne poteva parlare così proprio perchè era Al Gore” sostiene Sven Teske, uno dei rappresentanti di Greenpeace e autore del rapporto “Energy [R]evolution Report 2008“, nel quale si evinceva come per soppiantare definitivamente petrolio, carbone e altri combustibili fossili ci vogliano circa 80 anni. Il motivo principale di questa lentezza è che finora nessun Governo si era impegnato in questo campo, e quindi si parte quasi da zero. Ci vorrebbero programmi ambiziosi da parte dei Governi di tutto il mondo per ripulire l’ambiente dal punto di vista energetico, e Obama è in questo modo il primo ad occuparsene.
Nel rapporto Greenpeace parla anche di un percorso da seguire per arrivare, da qui al 2090, ad utilizzare al 100% energie rinnovabili.
Insomma, come scrive Ecoblog
Intendiamoci bene. Non è – come ho letto in un blog – che una volta eletto un democratico alla casa Bianca il mondo inizi ad andare ad energia solare.
Ma è certo un inizio interessante.
Tag correlate: Barack Obama, net neutrality
foto di shock.value
1 Commenti a questo articolo
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DanilOssur | Al Gore: ci sarà un Green New Deal ? says:
novembre 29th, 2008 at 12:14[...] lo state leggendo in questi giorni un po su tutti i giornali, parrebbe che abbia intenzione di lanciare una specie di New Deal verde, ovvero un massiccio piano [...]





febbraio 14th, 2009 at 12:55
Procedure of loading batteries of an electrical vehicle by Aeolic system
The recharges of batteries, which supplies energy to the electric motor of a vehicle, will be carried out through an Aeolic System composed by the following elements:
-rotor
-generator,
-controller with load
-rectifier
The vehicle, being left over, will always have some air amount whose speed will be directly propertional to the same speed of the vehicle.
The air will enter in the autobody by the embrasures placed in the frontal part of the vehicle, and it will canalized towards the rotores.
The rotores could be one or more and they will be placed inside the auto body in a way not to hinder the advance of the vehicle creating friction.
The Permanent Magnet Generator (PMG) concurs of extracting the maximum
power by the rotor.
The controller with loads serves to prevent the damaging of the batteries.
The generated current will be alternating current trifase (AC) and will be converted from the rectifier in direct current (DC).
The generator, the controllers electronics, the rectifier and the batteries will be placed into the vehicle.
The direct current, finally, will be canalized, by a power cable , towards the batteries and it will recharge to them.
It will be also possible to load the batteries when the vehicle is stopped.
This is possible because the wind, investing the car from several points, will be put towards a rotor that will create described energy.
Purposes of the plan and advantages:
* to produce energy to cost 0 and 0 emissions, bringing a remarkable
economic, ecological and social advantage.
* the energy produced in march feeds the same march of the vehicle and there is no need to stop for the refueling.
* development of an innovative system based on rotators and generators placed into the autobody.
We are looking for partnership
cav. Salvatore Forzisi
via bezzecca 2
40139 Bologna
tel.(+39) 051 6233600
mobile(+39) 335 341557
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