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MEI 2008: la nuova musica italiana è qui?

Si è tenuta a Faenza, fra il 28 e il 30 novembre, la XII edizione del Meeting delle Etichette Indipendenti: i blogger c’erano, raccontano ed esprimono la propria opinione su questo evento.

MEI 2008: la nuova musica italiana è qui?

Mentre buona parte d’Italia si dibatteva fra neve e pioggia, a Faenza c’era (quasi sempre) il sole: una bella cornice per il MEI, il meeting creato da Giordano Sangiorgi con Audiocoop per promuovere la musica italiana indipendente.

Se ci fosse qualcuno che ancora non conosce questo evento, ecco un po’ di storia raccontata da Carlo Crudele sul blog inviato speciale:

Partito in maniera molto casereccia ed artigianale, la macchina organizzativa guidata dal team di Giordano Sangiorgi ha saputo negli anni guadagnarsi credibilità e sostegno dalle istituzioni – oggi il MEI è una delle vere e proprie attrazioni del faentino, riportando un afflusso monetario annuo sul territorio pari a 3 milioni di euro – ed infilarsi nei gangli vitali del music business “ufficiale”, tanto da essere citato persino all’ultimo Festival di Sanremo ed al festivalone romano del Primo Maggio: inoltre, mediante mille iniziative più o meno interessanti, il marchio MEI ha saputo articolarsi ben oltre l’arco temporale del consueto weekend di fine novembre, divenendo al contempo garanzia di ufficialità per concorsi e contest di matrice indipendente ed importante obiettivo per le tante band che ogni giorno nascono in Italia.

Il programma della serata preliminare del MEI ci viene esposto da musicroom.it:

Ad aprire la Bandabardò che riceverà il premio Siae per “Ottavio”. Altri premi andranno ai La Crus, 24 Grana e Punkreas. L’anteprima avrà un sapore sessantottino. Si celebreranno infatti i 40 anni dal ‘68 in musica, con la presenza di Mario Capanna, storico protagonista di quell’epoca che porterò uno spezzone del suo spettacolo “Formidabili quegli anni” con Giulio Casale. Questa sera saranno premiati i La Crus per i 15 anni di carriera.

Mentre per il programma di sabato 29 rockinroad ci passa i consigli di Giordano Sangiorgi:

Sabato 29 novembre, a partire dalle ore 21, durante la Notte Light, la Notte Bianca indipendente del Mei che coinvolge la Piazza del Popolo (con l’Independent Music Day con Baccini, Povia, Lisa, Aida Satta Flores, Nuove Tribu Zulu’ e tanti altri artisti gratuitamente , insieme alla grande Festa del Motore) si terrà , nella bellissima cornice del Teatro Masini, il concerto di Cose di Musica, una delle agenzie indipendenti milanesi piu’ importanti del panorama italiano, che presenta il live di Daniele Silvestri che festeggia al Mei 2008 i suoi 15 anni di carriera, di Tricarico , l’artista indipendente esploso quest’anno a Sanremo e con Celentano.

Domenica, infine, oltre ai concerti di Nicola Piovani e Giovanni Lindo Ferretti, ad attirare l’attenzione del pubblico c’era anche l’assegnazione dei PIVI – Premio Italiano Videoclip Indipendente durante il quale, come spiega italianissima.net:

verrà consegnato il premio speciale “Out Indies” a Bugo per il videoclip “C’è crisi”, primo singolo estratto dall’ultimo album di Bugo “Contatti”, per la regia di Lorenzo Vignolo e prodotto dalla Sony. Inoltre andrà una menzione speciale anche a “Charlie fa surf”, videoclip del primo singolo estratto da “AMEN” dei Baustelle, prodotto da Divisione Atlantic, la cui regia è stata affidata a Stefano Poletti e Mauro Pittarello, mentre la produzione è affidata alla Run Multimedia. Il Premio Out indies è una novità per il Pivi: si tratta infatti del premio per il miglior videoclip prodotto da una major ma votato direttamente dai videomaker che hanno partecipato al Pivi.

Musica ma non solo: al MEI anche Web TV come UNOTV:

L’attività di UNOTV nel promuovere la musica indipendente sta riscuotendo un notevole interesse dimostrato ampiamente con le oltre 20.000 visite mese, con un incremento mensile di circa 500 visite mese, e con la richiesta di alcune etichette di far passare i propri videoclips sulla nostra web tv.

e i video dello speciale di Alice tutta un’altra musica!

E poi, cinema, come il film presentato da Livecity.it:

Anche al Mei arriva “Adius – Piero Ciampi e altre storie“, il docu-film su Piero Ciampi che tanto interesse ha destato alle giornate degli Autori di Venezia. La pellicola, firmata da Ezio Alovisi e dedicata al mondo dei cantautori degli anni ’70 con molte immagini di repertorio e testimonianze inedite, verrà presentata dallo stesso regista e proiettata nell’ambito del M.E.I. D’AUTORE, iniziativa curata da Enrico Deregibus.

e tanta diretta radiofonica, come quella di Popolare Network che ha trasmesso ciò che avveniva sul palco di Indipendulo: segnatevi questo nome, che ci ritorniamo.

Non è mancata mancata qualche polemica, come quella relativa al nuovo regolamento per la partecipazione delle “nuove proposte” al prossimo Festival di Sanremo, come scrive festival.blogsfere.it:

La scelta di ridurre ad 8 le nuove proposte e di farle obbligatoriamente presentare ed accompagnare da un “padrino” famoso, crea mugugno e alimenta critiche tragli indipendenti. Al Mei, in corso in questi giorni a Faenza, si osserverà oggi un minuto di silenzio per manifestare contro questa nuova regola.
“In tutti i padiglioni – dichiara Giordano Sangiorgi, organizzatore del Mei – nelle sale conferenze e sui cinque palcoscenici della fiera di Faenza dove si suona ininterrottamente per tutta la durata del MEI, alle 11.30 sara’ osservato il minuto di silenzio per far sentire il nostro dissenso contro quell’articolo del regolamento del Festival di Sanremo che obbliga le ‘giovani promesse’ ad avere un ‘padrino’ di livello internazionale. Questo meccanismo penalizzerebbe troppo i talenti indie a favore delle major”.

Protesta cui, come riporta lo stesso blog in un altro post, non è mancata risposta:

Gianmarco Mazzi, direttore artistico musicale del Festival di Sanremo 2009 con Paolo Bonolis, è intervenuto telefonicamente al Mei, il Meeting delle etichette indipendenti di Faenza. “Stiamo cercando di mantenere tutte le premesse per riuscire a fare un Festival di Sanremo che possa rispettare e rappresentare tutte le componenti del grande mondo della musica - ha detto Mazzi - invito le etichette presenti al Mei ad inviare materiale: quest’anno Sanremo offre una grande opportunità agli indipendenti con la categoria Sanremo Festival.59 la cui selezione avverrà su internet. Una categoria che potrebbe svilupparsi moltissimo nei prossimi anni”.

Fin qui, il racconto dei fatti. Ma quali sono le opinioni sul MEI dei blogger che si occupano ogni giorno di musica indipendente? C’è un post in particolare che sembra riassumere particolarmente bene il loro parere, e che infatti sta facendo in queste ore il giro dei blog di settore. E’ il commento di Emiliano Colasanti su stereogram:

Io mi sono messo l’anima in pace da anni, ho smesso di sperare che il Meeting delle Etichetti Indipendenti di Faenza – il più grande punto d’incontro per realtà sommerse ed emergenti – serva a qualcosa. Ho smesso anche di cercare di trarre un ragno dal buco.

Trovarci un senso.

Il M.E.I. lo prendo per quello che è. Un’occasione per incontrarci, fare due chiacchiere, confrontarci, vendere qualche disco, comprare dei vinili e bere vin brulé (o Bissò, come lo chiamano in certe zone). Ed anche se messa giù così non sembra male (ho omesso volutamente le cene pantagrueliche a base di carnazza), non può e non deve essere solo questo. Prima o poi qualcuno dovrebbe alzare timidamente una mano e porre la fatidica domanda: “E poi?”

La stessa idea viene ripresa dal tumblr Weekendance:

Io lo so che una volta dovrò fare uno sforzo e andare al M.E.I. solo per poterne dire tutto il male che già ne dico da anni, ma senza che nessuno possa farmi osservare che «eh, ma non puoi parlare male di un posto se non ci sei mai stato». Poi penso allo squallore del tutto, a quei cazzo di premi alla carriera scambiati come si fosse alla peggiore delle passerelle di assessori in onda d’estate a notte fonda su Rai1 e Rai2, a quanto il M.E.I. riesca a sintetizzare il peggio delle forme mentis italiane di destra, di sinistra e di centro (rampantismo provinciale, assistenzialismo e ovviamente cerchiobottismo) a quanto tutto ciò ci porti sempre più lontani non dico dal dal SXSW, ma anche solo dalla banale nozione di contemporaneità.

Ma il post su stereogram già citato continua così:

Quest’anno ho preferito affrontare la questione da un punto di vista diverso: non partecipare al M.E.I., ma dare l’adesione ad Indipendulo. L’iniziativa è lodevole ed andava supportata. I ragazzi di Trovarobato, etichetta indipendente – non a caso – hanno creato una sorta di isola felice. Ad Indipendulo i gruppi suonano per mezz’ora (e non per i soliti due pezzi da eseguire mentre nel palchetto di fianco stanno già facendo il line check del gruppo dopo), vengono messi a proprio agio, ma soprattutto selezionati. Scelti. E senza limitazioni di genere, anzi. Le etichette coinvolte vengono omaggiate di un banchetto (quello “ufficiale”, invece costa un bel po’) ed in quel tendone sembra di vivere in un universo parallelo. Visto da Indipendulo, il M.E.I. sembra avere anche un senso.

parere ripreso anche da Vuoto Spinto:

Sì, è sempre la solita solfa. Finisce il mei e sbucano i post che dicono “Uh che schifo il MEI”, “Per fortuna che avevo un accredito, penso solo ai poveretti che hanno pagato”, “Ci vado solo per vedere gli amici”, “Ci vado a comprare cd, libri e vinili a prezzi decenti”. Questo è esattamente uno di quei post [...] Il post di Colas mi sembra abbastanza riassuntivo. Voglio solo aggiungere tutto il mio orgoglio per aver collaborato alla realizzazione di Indipendulo.

e da Enver, nella sezione Live Report ospitata sul nuovo sito Italian Embassy:

I due giorni del padiglione E sono sensatamente il motivo per cui tornare al MEI, assieme al vino e all’etica di Musica nelle Aie che staziona nella corte d’asfalto [...] Con l’usuale maestria, passione e competenza il nucleo di Trovarobato/Magazzeno Bis ha imbastito l’ennesima prova di alterità, coprendo il panorama indipendente come un lenzuolo mai troppo corto: periti del suono preciso accostati ad esegeti dal testo facile, duetti sofisticati a precedere omologhi improbabili ma alquanto catchy, improvvisatori jazz, giocattoli ed esperimenti elettronici. Seppur stanchi e provati dalla restante movida faentina, tanto vorticosa quanto di dubbia utilità per i musicisti stessi, Michele Orvieti e i suoi partner operativi cuciono la scena senza scadere mai nel banale, puntualizzando ciò che accade e concedendo alla musica il doppio del tempo ricavato a forza negli altri palinsesti.

Indipendulo, dunque, è nell’opinione di tutti la vera realizzazione del MEI. Qui il blog della due giorni nel padiglione E, con tutti i contatti dei loro social network, come il pool su Flickr, che in queste ore è in continuo aggiornamento. E nel caso non conosceste chi sta dietro all’organizzazione, li trovate qui: La Famosa Etichetta Trovarobato.

Un applauso a loro.

Post pubblicato da: Elisa Longeri il 02 dicembre 2008 - 112 posts su Liquida magazine.

Sito web: http://www.liquida.it

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2 Commenti a questo articolo

  1. enver says:

    :O grazie…*

  2. George says:

    Per fortuna c’è il Mei che da’ spazio a Indipendulo , a La Musica nelle Aie e a tanti altri senza discriminare nessuno aprendo le porte a tutte le produzioni indipendenti italiane. Poi saranno i critici e il pubblico a scegliere. Per fortuna c’è il Mei che ci fa aprire gli occhi verso tante altre realtà, belle e brutte, ponendoci nella condizione di ragionare e scegliere e non di essere nelle solite nicchie autoreferenziali. Per fortuna c’è il Mei l’unica manifestazione che non mi fa andare sotto a un palco ad applaudire quando me lo di un finto alternativo di Rockit/Mtv pagato dalle major ma mi fa sentire libero di girare tra mille proposte e di farmi il mio Mei diverso da quello di tutti gli altri. Nella società dell’omologazione, proprio una bella botta di vita il Mei!

1 Trackbacks di questo articolo

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