Arriva Yes Man, il nuovo film con Jim Carrey
L’uomo che dice sempre di sì sta per sbarcare nelle sale italiane. Jim Carrey è il protagonista di questa nuova commedia, che propone una visione della vita all’insegna della positività
Cosa succederebbe se – a un certo punto della nostra esistenza – iniziassimo a rispondere solo “Sì”, ogni volta che ci viene offerta un’opportunità di scegliere? E ancora: può una parola cambiare la vita delle persone?
Questi sono gli interrogativi alla base della storia che ci racconta il regista Peyton Reed nel film Yes Man, interpretato dall’eclettico “uomo dai mille volti” Jim Carrey. Basata sulla biografia dell’umorista inglese Danny Wallace, la pellicola propone un nuovo modo di affrontare la realtà, usando il pensiero positivo; vuole, inoltre, mostrare un’America pronta a cambiare, a liberarsi dalla negatività e dalla paura. Non a caso riprende, in un certo senso, lo slogan del nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama “Yes we can”.
Mondocinemablog.com ci racconta la trama:
Yes Men ruota attorno alla monotona vita di Carl Allen (interpretato da Jim Carrey) che va praticamente in frantumi. Dal suo lavoro in banca che ormai non gli da più soddisfazioni, agli amici sempre pronti a lamentarsi per il suo egoismo, fino alla drastica rottura con la sua fidanzata. E proprio mentre tutto gli crolla davanti agli occhi ecco che un caro amico gli presenta un tipo new age: Terence Stamp, diventato famoso per la sua teoria del SI. Egli sostiene che bisogna dire davanti ad ogni richiesta sempre SI, cancellando dai nostri pensieri per un intero anno la parola NO. Il SI diventerà così il nuovo NO.
Su Ilcinemaniaco.com scopriiamo, invece, alcune curiosità sul film:
Il personaggio ricorda molto il truffaldino avvocato di “Bugiardo, bugiardo”, altro successo dell’attore che a causa di una sorta di incantesimo è costretto a dire sempre e solo la verità con tutte le esilaranti conseguenze del caso.
La sceneggiatura scritta da un terzetto di autori è basata sulla biografia dell’umorista inglese Danny Wallace, intitolata appunto Yes Man, Jim Carrey ha deciso di percepire il suo compenso solo dopo l’uscita del film calcolando la sua percentuale sugli eventuali incassi, che si prevedono stratosferici.
Una curiosità in una scena in cui l’attore doveva praticare del Bunjee jumping, Carrey ha rifiutato la controfigura lanciandosi personalmente nel vuoto da un ponte in quel di Pasadena
E’ interessante leggere come il protagonista stesso, che ha rilasciato un’intervista durante la sua visita a Roma qualche settimana fa, racconta questa commedia; possiamo farlo su Blog.screenweek.it:
D: La vita del suo personaggio viene totalmente rivoluzionata in positivo… ma ad un certo punto arrivano anche alcuni effetti negativi…
R: Certamente essere uno Yes Man può avere una connotazione negativa, ma in questo film no. Serve per far capire che dal momento in cui il mio personaggio dice YES, abbraccia la vita. E proprio per questo motivo penso che tutti si possano identificare con lui. Perché all’inizio del film Carl è isolato, vuole stare da solo. Capitano sempre momenti come questi nella vita. Da quando quest’uomo dice di sì, lo dice alla vita e l’universo lo accoglie. Carl coglie tutte le opportunità che l’esistenza gli offre.
D: E lei nella sua vita è uno Yes Man?
R: Tendo a dire spesso sì, anche se non sono un bacia sederi. La mia filosofia, o meglio, quello che mi pare di aver capito, è che quello che arriva nella vita è quello che voglio. Se mi arriva un mattone in faccia, vuol dire che mi serviva. Dire no è più facile quando hai paura. Perché se lo dici non ti coinvolgi nelle cose e non ti trovi ad affrontare delle responsabilità. Per esempio a proposito di responsabilità, negli ultimi otto anni, chiamerei gli Stati Uniti d’America: gli Stati Uniti che evitano la responsabilità.
In attesa di vedere il film e di capire quanto sarà apprezzato al botteghino, Jim Carrey ha rilasciato praticamente una dichiarazione d’amore verso il nostro Paese. Ne dà notizia Cineblog.it:
Conosco bene il vostro Paese, il vostro cinema e ho avuto il piacere di incontrare Roberto Benigni. E’ un attore di grande talento e mi piacerebbe molto lavorare con lui. (…) Sono diventato un attore comico per due ragioni fondamentali volevo essere una persona speciale e volevo portare qualcosa di speciale nel mondo. Fin da piccolo poi il mio unico desiderio era cercare di far ridere mia madre, malata e molto depressa, volevo farle capire che vale sempre la pena vivere, che la nostra esistenza può cambiare in meglio quando meno ce l’aspettiamo”.
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