Autobus atei a Genova e la polemica è servita
Dal 4 febbraio a Genova circoleranno due bus che pubblicizzano una campagna dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. Ecco i primi commenti su un’iniziativa davvero inedita in Italia
Siamo abituati a vedere pubblicità per ogni tipo di bene e servizio: dall’adesivo per dentiere ai funghi surgelati, dalle finanziarie alle associazioni di ricerca contro le malattie più sconosciute.
Credevamo, forse, di averci fatto il callo, ma in queste ore abbiamo avuto modo di ricrederci e di stupirci una volta di più.
Sì, perché a Genova presto compariranno quelli che già molti definiscono gli autobus atei. Di cosa si tratta? Semplice: sono bus su cui troneggiano pubblicità dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR). Pubblicità che informano i passanti del fatto che – ovviamente secondo le convinzioni dei committenti della campagna – Dio non esiste.
Un’operazione di marketing interessante e un po’ bislacca – se non altro per l’assenza di precedenti in Italia – che fa parlare e discutere.
Ecco come i blogger stanno commentando.
Liberi senza padroni accoglie la notizia con un sospiro di sollievo e un certo entusiasmo:
Aaaaaaah! Finalmente! Dopo Londra, Barcellona, Washington e alcune città della lontana Australia, anche in Italia stanno per arrivare i manifesti a favore dell’ateismo. La città scelta (sperando che ne seguano altre) per tale iniziativa è Genova, dove dal 4 febbraio due autobus pubblici potranno scorazzare tranquillamente per la città promuovendo la scritta “la cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”.
La campagna pubblicitaria sarà finanziata dall’Unione atei e agnostici razionalisti (Uaar), la quale, ha scelto Genova non a caso, essendo “dimora” del presidente della Cei Angelo Bagnasco.
Passi nel deserto la prende meno bene e fa un confronto con l’omologa campagna spagnola, che giudica più onesta:
“La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”.
Questo reciterà lo striscione che apparirà a Genova (guarda caso….), promosso dall’ UAAR.
La stessa iniziativa in questi giorni si stà realizzando anche a Londra ed a Barcellona, con – però – alcune differenze.
Sugli autobus spagnoli, infatti, c’è scritto: “Probabilmente Dio non esiste….goditi la vita”.
Una frase questa, che lascia trasparire più onestà da parte dei “cugini spagnoli” del nostrano UAAR. Almeno loro usano una formula dubitativa. E il dubbio, lo sappiamo, ha un suo valore.
Quella italia invece, come posizione, è ben squallida.
Alberto Cane – simpaticamente – spiega i fatti e pone un interrogativo:
Tutto regolare, come una normale campagna pubblicitaria pagata con denaro sonante all’AMT genovese.
Sono due autobus che dal 4 febbraio porteranno nei saliscendi del capoluogo ligure il messaggio che vedete sul retro e sulla fiancata. E se qualche passeggero particolarmente fedele facesse obiezione di coscienza e su quei mezzi proprio non volesse salire?
Ma come è venuta questa idea? Leggiamo – su Notiziegay – le parole del segretario dell’UAAR, che spiega il background ideale e filosofico di questa campagna:
E’ una specie di sfida atea in casa di Angelo Bagnasco, presidente della Cei” spiega Raffaele Carcano, segretario generale della Uaar. “Dopo le polemiche sul gay pride di Genova, reo di essere stato fissato per il 13 giugno, giorno del Corpus Domini, e dopo le parole di Bagnasco per ostacolare lo svolgimento della manifestazione, dopo le frequenti uscite del cardinale in materia di scienza, diritti, riproduzione, l’Uaar ha deciso di riprendersi un po’ di par condicio. E di fare pubblicità all’incredulità”.
Ricorrere agli spot scegliendo di mandare messaggi come se si trattasse di una nuova auto o di un detersivo dà l’idea delle condizioni degli atei costretti a riaffermare la propria presenza di fronte alla pervasività della presenza cattolica. “La chiesa ha e deve continuare ad avere libertà di parola” prosegue Carcano. “Purché vi sia adeguato spazio anche per chi cattolico non è. Pagando questa campagna pubblicitaria l’Uaar intende riconquistare all’incredulità un po’ di quella par condicio che i mass media stentano a riconoscerle”, con un messaggio “che vuole invitare a riflettere, con l’aggiunta di un pizzico di fiducia e ottimismo in chiave umanista”
Politica live riporta, per contro, le parole di Monsignor Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della cultura, che:
ha definito l’iniziativa una “carnevalata” di “un ateismo non pensante”, che né Marx, né Nietzsche, né Sartre avrebbero mai realizzato.
E’ un caso senz’altro senza precedenti e proprio per questo interessante… chissà che il Vaticano non decida di rispondere con le stesse armi e investire in qualche pubblicità sui treni o sui sottobicchieri dei bar! Nel marketing, baby, la guerra è spietata…
6 Commenti a questo articolo
1 Trackbacks di questo articolo
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La pubblicità atea sui bus spot involontario per la fede : MARKETINGblognetwork.it says:
gennaio 14th, 2009 at 09:47[...] «Si può sempre salire sul bus successivo», … Bus ateo scossa ai credenti La Stampa Autobus atei a Genova e la polemica è servita Liquida Magazine Il Secolo XIX - Virgilio Notizie - La Repubblica - TGCOM e altri 70 articoli [...]





gennaio 14th, 2009 at 09:01
Non capisco perchè chi asserisce che Dio non esiste e l’uomo non ne ha bisogno senta tanto la necessità di parlarne…
gennaio 14th, 2009 at 10:09
Guido il punto e’ semplicemente che se non se ne parla va tutto bene… se se ne parla scoppia un casino.
La necessita nasce dal fatto che non se ne puo’ liberamente parlare.
gennaio 14th, 2009 at 12:16
Se tutti gli esseri umani fossero atei, esisterebbe la questione israelo-palestinese? Le guerre sante? Gli odii, le discriminazioni, le violenze per motivi religiosi? i Kamikaze, ecc ecc ….
Meditiamo anche su questo….
gennaio 15th, 2009 at 11:13
mi sembra un’ottima iniziativa: perché viviamo in un Paese dove è dato per assodato da chi ci governa che Dio esiste e in base a certi dettami spiccioli della chiesa si è tentato di irregimentare la vita degli italiani, di definire la famiglia (che esiste solo in quanto cattolica!) e di manipolare la sanità e i diritti del cittadino.
Forse non è una campagna dubitativa in quanto provocatoria e quindi ci sta che non lo sia: una volta tanto saranno i cattolici a sentirsi “violentati” da un messaggio che non condividono: proveranno sulla loro pelle cosa provano gli atei ogni giorno e magari si diffonderà un maggior rispetto per le differenze!
gennaio 21st, 2009 at 00:03
Finalmente..
Era ora che anche l’Italia desse spazio anche a coloro che in Dio non credono. Il problema di questo Paese è il Vaticano.
Infatti Guido io non capisco perchè chi crede che Dio esiste debba imporre le sue idee anche a chi non crede..Questo è un Paese libero e democratico e ognuno dovrebbe sentirsi libero di pensare liberamente senza essere giudicato per forza in modo negativo.
febbraio 8th, 2009 at 19:48
Io credo che si faccia troppo chiasso per nulla. Cattolici, musulmani, ebrei, atei e quant’altri hanno diritto al proprio spazio, senza distinzioni. E’ pur sempre vero però che ciò che ho appena detto da molti è citato con ipocrisia. Forse siamo un po’ tutti ipocriti.