Insediamento di Obama: in diretta live streaming da Washington
Oggi Barack Obama diviene il nuovo presidente degli USA a tutti gli effetti. L’attesa è grande, il mondo è in fermento. Seguiamo la cerimonia in diretta e leggiamo i commenti dei blogger
“Io, Barack Hussein Obama, giuro solennemente che eserciterò lealmente l’incarico di presidente degli Stati Uniti ed eserciterò le mie capacità al massimo per preservare, proteggere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti”.
Con queste parole Barack Obama diventerà il 44° presidente degli Stati Uniti. Prima di mettersi al lavoro, però, dovrà sopravvivere al circo mediatico senza precedenti di questa giornata. Il neo-presidente, nel giro di 24 ore, dovrà giurare, fare un discorso, ascoltarne innumerevoli altri, stringere migliaia di mani, presenziare a (almeno) dieci balli inaugurali e poi andare a dormire in una casa che non conosce ancora bene per poi svegliarsi domani e cominciare a cambiare il mondo (partendo da una riunione con il Ministro dell’Economia).
E noi, potremo seguirlo tranquillamente da casa, dal computer o da Facebook. Nel giorno che conclude la prima campagna 2.0 e dà il benvenuto alla prima presidenza 2.0 la blogosfera italiana è colma di anticipazioni, riflessioni e opinioni su cosa ci aspetta.
Su Current.tv, per esempio, l’intera giornata sarà dedicata a Obama. Ce lo spiega Livia Iacolare:
Il 20 Gennaio (domani o oggi, a seconda di quando leggerete questo post) avremo due dirette parallele dalle 17:00 alle 22:00: una in TV sul canale 130 di SKY e l’altra sulla pagina http://current.com/live, condotta dai mitici Enrico Sola e Giorgio Valletta.
In studio ospiteremo un gruppo di personaggi della blogosfera (e non) e sono previsti anche ospiti specialissimi di cui non farò i nomi (ma credetemi, lo sono davvero).
Mentre in attessa del giuramento, gli appassionati di storia possono sfogliare l’archivio fotografico dello Smithsonian seguendo il link su Clickblog o leggere i discorsi del passato come segnala Spindoc.
C’è anche chi critica Obama per i costi eccessivi della cerimonia come si legge su Politicalive:
Alla faccia della crisi e della recessione. L’inaugurazione di Barack Obama sarà la più costosa di sempre: con la modica cifra di 150 milioni, il costo della faccenda sarà pari a quasi quattro volte quello che è stato speso per l’incoronazione di George W. Bush del 2005 (e cioè 42 milioni di dollari).
Di più: per Obama verrà speso cinque volte l’importo che sio era sborsato per Bill Clinton del 1993, e cioè 33 milioni. Quattro giornate storiche, per carità. Quattro giorni di balletti, trenini, cotillon, concerti, dediche, ospiti, feste e festini. Un tonfo, però, in termini di immagine: il team della transizione aveva fissato un obiettivo di raccolta di 45 milioni, e ne sono arrivati 41.
La maggior parte dei blogger italiani, però, riflettono sul significato (simbolico e non) di questa giornata, senza badare alle celebrazioni.
Come sconfinando, dove si legge:
Nonostante tutto questo, nonostante le celebrazioni di riflesso mi ricordino tanto quelli che spiano dalla finestra una festa dalla quale sono comunque esclusi, so già che seguirò tutto. E mi verrà anche un po’ il magone, come quando si guarda un film d’amore. Mi commuoverò, vedendoli commuovere.
Mentre girano pagina.
Loro.
O almeno ci provano.
Loro.
Mentre Pierfranco Ravotto scrive le sue opinioni basandosi sul secondo libro di Obama, L’audacia della speranza:
L’impressione che ne ho tratto è quella di un uomo che non divide il mondo in “bene” e “male”, che è cosciente della contraddittorietà delle cose (degli uomini e delle loro azioni), che sa individuare la coesistenza del giusto e dello sbagliato (per esempio: la forza dei valori di libertà dell’individuo dei “padri fondatori” e la loro accettazione dello schiavismo!). E che pensa sia necessario provare a capire il punto di vista dell’altro.
Un uomo che sa che la realtà è complessa e che non si può rispondere ai problemi semplificandoli e usando facili slogan.
Un uomo che mostra di conoscere bene la storia degli Stati Uniti, le controversie politiche, le scelte compiute, i loro effetti – dalla fondazione degli States ad oggi – e dunque i punti di forza del sistema democratico, della divisione dei poteri, di un sistema di regole da rispettare.
Un idealista e un pragmatico allo stesso tempo.
Da domani lo vedremo all’opera in questo terribile intricato mondo. Con la speranza che contribuisca a migliorarlo.
C’è anche chi, osservando come tutto cambia altrove, riflette sullo stato delle cose in Italia. Come scrive 31canzoni:
Il nuovo Presidente Americano sta portando su di sè un livello di aspettative talmente alto che, necessariamente , almeno in parte andrà deluso.
Leggendo i commenti degli amici al post mi sono poi accorto di una sensazione che è anche mia.
Una sensazione spiacevole e profonda: l’incapacità oggi di sognare in Italia.
Ho la sensazione che qui non si riesca più ad avere una speranza, un’ideale in cui credere, un sogno da sognare.
La stanchezza, la sfiducia, la disillusione la fanno da padroni.
A noi, però, non resta che osservare e seguire i festeggiamenti di oggi e svegliarci domattina perfettamente consapevoli che – anche se Obama inevitabilmente ci deluderà qualche volta – la sua vittoria ha cambiato tutto il mondo. Io credo in meglio.
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3 Commenti a questo articolo
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Obama streaming - CZeTa Forum says:
gennaio 20th, 2009 at 17:47[...] streaming Insediamento di Obama: in diretta live streaming da Washington | Liquida magazine __________________ stedena: DIRETTORE CZETTA – QUOTIDIANO INTELLIGENTO"Sei talmente lontano [...]





gennaio 20th, 2009 at 11:55
Grazie della citazione. Obama per ora ci sta facendo sognare, speriamo che riesca anche a svegliarci e a farci rivedere la realtà per quello che è.
Siete in gamba voi di liquida (e non perchè mi avete citato).
ciao, silvano.
gennaio 20th, 2009 at 14:27
Velocità nelle decisioni e nei cambiamenti, questa è la grande forza dell’America. L’elezione di Obama è la prova che negli Stati Uniti l’impossibile davvero non esiste e questo riempie di speranza anche gli animi più spenti. Perchè se viene eletto un Presidente di colore, di origini musulmane, che come secondo nome fa Hussein, il cui cognome assomiglia tantissimo al nemico n.1 della nazione, vuol dire gli Stati Uniti sono davvero un paese democratico, dove vieme rpesa in considerazione non solo la forma, ma anche la sostanza. Ora Barack tocca a te, non deludere tutti coloro che ancora sognano un mondo veramente libero.
gennaio 20th, 2009 at 18:32
questo giorno freddo ma luminoso e sereno,per me significa la continuità della fine di un altro Grande boy