Jamendo: un’alternativa alla SIAE?
Ascoltare, scaricare, condividere brani legalmente: il più grande catalogo di musica Creative Commons della Rete. E per gli artisti c’è anche modo di essere remunerati raccogliendo royalties
Vuoi ascoltare e scaricare musica gratuitamente, ma soprattutto legalmente? Tutto ciò di cui hai bisogno è un account su Jamendo, la più grande piattaforma Web, disponibile in otto lingue, che offre il più grande catalogo di musica Creative Commons della Rete con oltre 180.000 titoli, 8.000 artisti da 80 paesi del mondo.
La piattaforma sta riscuotendo un ottimo successo, sia tra gli artisti che tra semplici utenti appassionati di musica, che qui trovano davvero l’imbarazzo della scelta grazie alla varietà delle proposte musicali.
Max T ci aiuta a capire meglio di cosa si tratta:
Dal sito è possibile sfogliare le copertine ed ascoltare i brani musicali in streaming o scaricarli. Vi è inoltre la possibilità di creare delle playlists con la musica preferita. Gli utenti più benevoli faranno delle donazioni e quelli più volenterosi potranno scrivere delle recensioni. Di questo gli artisti ne saranno contenti. Per un musicista infatti non c’è nulla di più gratificante che avere un pò di pubblico e sentire il loro parere.
Ma cosa sono le Creative Commons? Affidiamo la risposta ad alienoXcaso:
Chiamiamo “libera” la musica che non è stata depositata presso una società di gestione collettiva ( Siae, Sacem, Sabam, Gema, ecc..). Gli autori della “musica libera” scelgono di proteggere i loro diritti utilizzando delle licenze speciali e non esclusivi come quelle di Creative Commons, o LAL (License Art Libre). “Musica libera” non vuol dire gratuita o libera di diritti, piuttosto “alcuni diritti riservati”. Gli artisti determinano le autorizzazioni d’utilizzo attraverso la licenza scelta.
Jamendo, infatti, rappresenta per gli artisti non solo un modo semplice ed efficace per pubblicare, condividere e promuovere la propria musica, ma anche per essere equamente remunerati grazie alla distribuzione di ricavi pubblicitari o l’uso commerciale delle loro composizioni, proponendo licenze per ogni uso professionale dei brani: pubblicità, televisione, documentari, DVD, videogiochi, film, siti web, ecc.
Riprendiamo il post di Max T per guardare Jamendo da una prospettiva diversa ovvero nell’ottica di un’artista che cerca un’opportunità per promuovere la propria musica:
Mi è capitato, l’inverno passato, di collaborare come chitarrista all’incisione di un album. Dopo aver confezionato CD per tutta la famiglia ed amici mi sono finalmente imbattuto in Jamendo. Ora è assai più facile proporre la mia musica, basta un link. [...] Il mio consiglio è di non fermarsi agli album che compaiono nelle prime pagine ma di cercare anche nelle retrovie, non è detto infatti che bravi musicisti siano altrettanto abili nell’ottenere visibilità!
Gigi Cogo afferma di poter soddisfare tutta la sua voracità musicale anche grazie a questa ricchissima piattafoma:
Forse perchè la curiosità musicale non è mai appagata abbastanza. Fattostà che accetto ogni amicizia proprio perchè questi sconosciuti artisti mi incuriosiscono e, ogni volta che mi suggeriscono un nuovo brano o una collezione mi fiondo ad ascoltarla. Magari non mi piace, ma non importa. Jamendo è un universo incredibile e pieno di talenti.
Jamendo si propone sempre di più come una valida alternativa alla SIAE lanciando un servizio dedicato alla musica d’ambiente per luoghi pubblici diffusa via streaming su Internet o su supporti fisici. Saloni di parrucchiera, sale d’attesa, centri di benessere, bar, ristoranti, alberghi, negozi… questi e molti altri i destinatari dell’offerta.
Affidiamo a Gabriele Lunati la chiusura, per riassumere le caratteristiche peculiari di questo portale:
un’ottima piattaforma, una delle migliori soluzioni per distribuire a livello mondiale musica in creative commons, che sa valorizzare gli artisti di qualità e tutelarne i diritti di sfruttamento commerciale nel caso questi si presentino. Il patrimonio musicale offerto è sempre più vasto e i numeri sono impressionanti.
Non ci resta dunque che rovistare nell’ampio archivio. La scelta di certo non manca e i generi muscali ci sono davvero tutti: Jazz, Rock, Hard Rock, Reggae, Hip Hop, Rap…
Scoprite, ascoltate, scaricate e… condividete!
Tag correlate: musica, creative commons, siae, download, mp3
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Jamendo Blog » Blog Archive » Press 2009 says:
febbraio 17th, 2009 at 10:43[...] Liquida Magazine, “Jamendo : un’alternativa alla SIAE”, February 12, 2009 [...]





giugno 8th, 2009 at 17:46
Ottimo post, la differenza rimane tra la semplice tutela del pezzo e la raccolta di eventuali diritti dalla riproduzione delle proprie opere, se si vuole semplicemente tutelare e vendere direttamente le proprie canzoni di volta in volta lo si può fare e anche a costo zero, se invece si vuole ampliare le possibilità di monetizzazione allora una società di gestione e tutela dei diritti d’autore può essere una buona soluzione, i problemi della SIAE sono risaputi, nessuno fa nulla per cambiare lo stato delle cose, e anche questo è risaputo.