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Sanremo: gli Afterhours e la compilation per salvare la musica indipendente

Il paese è reale: per la prima volta nella storia del Festival una band presenta una compilation di inediti condivisa con altri musicisti. Il motivo? Dare modo al grande pubblico di ascoltare alcune tra le realtà più interessanti del panorama musicale più underground

Sanremo: gli Afterhours e la compilation per salvare la musica indipendente

Quando è stata annunciata la presenza degli Afterhours in concorso al Festival di Sanremo 2009, i loro fan erano inizialmente perplessi.

Possibile che una delle band più importanti della scena alternativa italiana, che da sempre fa un vanto della propria indipendenza – nonché una delle poche ad attrarre ancora il grande pubblico ai concerti – si voglia “abbassare” ai livelli della kermesse più criticata e kitsch dello stivale?

Naturale che molti appassionati abbiano messo in dubbio, se non altro, la coerenza della compagine capitanata da Manuel Agnelli.

Riassume bene questa sensazione la lettera aperta rivolta alla band da Ciro Pellegrino del blog Giornalisticamente:

Ma voi ve lo immaginate? In gara ad un certo punto quando eliminano Al Bano (c’è? partecipa? vabbè è uguale) che  cosa direte «…è il naturale processo di eliminazione» ? Oh, sai che bello cantare alla valletta di Bonolis: «forse non è proprio legale sai, ma sei bella vestita di lividi» oppure «posso avere il tuo deserto»!
E perché no, dire al sindaco della città che sale sul palco per consegnare quegli orrendi premi dorati «voglio un’altra stronza rivoluzione un orgasmo che mi plachi ogni reazione», oppure quando diranno «Per gli Afterhours televoto aperto» chiosare  con un accattivante: «sui giovani d’oggi ci scatarro su»? (…)
Si scherza eh. Però mica tanto: ma che senso ha salire su un palco dove ogni parola dei veri Afterhours potrebbe dare adito ad interrogazioni parlamentari? O meglio che senso ha salirci se poi voi per quieto vivere vi limiterete a fare la ricca band alternativa degna della playlist di un lounge bar milanese?  Cazzo, Sanremo è la patria del binomio cuore-amore e ci vanno gli Afterhours, quelli che «mio sovversivo amore, non c’è torto o ragione» ?

Gli Afterhours hanno naturalmente anticipato dubbi di questo genere rilasciando dichiarazioni come quelle riportate dal blog “locale” Sanremo Buongiorno:

Resteremo – dicono – duri e puri, ma soprattutto saremo i portavoce simbolici di tutto il mondo musicale che non fa parte della kermesse canora, in quanto snobbato. Gli afterhours saranno, per il momento, l’unico gruppo della scena indie italiana a partecipare al Festival della canzone italiana, gli Afterhours si auspicano, quindi di riuscire a rappresentare il nuovo che avanza nella giovane schiera di artisti italiani che non si inseriscono nel giro più melodico.

Anche Music Room prende le loro difese:

Non ritengono di essere vittime di una “svendita” al sistema commerciale ma piuttosto interpretano questa occasione come un modo per rilanciare e dare visibilità e forza alla musica “alternativa” che spesso viene lasciata fuori da logiche più commerciali.

Fin qui potevano sembrare solo tante belle parole, ma con un comunicato del 2 febbraio hanno dimostrato di saper passare dalle parole ai fatti. Promettevano di dare maggior visibilità alla musica alternativa o indipendente, e così faranno con la loro presenza sul palco del Festival. Il loro brano, “Il Paese è Reale”, non sarà – infatti – incluso nella solita doppia compilation di Sanremo, né su un album nuovo, su una riedizione del recente I milanesi ammazzano il sabato o su un greatest hits (magari messo insieme in fretta e furia, com’è la norma in questi casi).

Il brano in concorso sarà pubblicato all’interno di un progetto finora unico nella discografia “festivaliera” italiana, come ci spiega Velvet Goldmine:

Il Paese è Reale” è il loro brano in gara e sarà il traino, e la title-track, per una raccolta a cui partecipano 19 artisti della “scena” alternativa nazionale ognuno con una propria canzone mai sentita prima. (…)
Ne “Il Paese è Reale”, oltre agli Afterhours, ci saranno: Roberto Angelini, Beatrice Antolini, A Toys Orchestra, Cesare Basile, Paolo Benvegnù, Calibro 35, Dente, Disco Drive, Marco Iacampo, Mariposa, Marta Sui Tubi, Marco Parente, Reverendo, Settlefish, Teatro degli Orrori, Amerigo Verardi e Marco Ancona, Zen Circus e Zu.

Citando il comunicato ufficiale, Indiemusic aggiunge:

Per i prossimi mesi si annuncia inoltre una serie di eventi che coinvolgeranno, singolarmente e insieme, i musicisti presenti nel disco e diversi ospiti.
«Non una compilation, ma un’affascinante rassegna di proposte musicali di varia ispirazione, stimolante, ricca di spunti» ha spiegato Manuel, «che speriamo venga trainata dalla nostra presenza al festival, che nel nostro piccolo vuole contribuire ad infrangere quella cortina d’indifferenza che penalizza la nuova musica».

Loudvision aggiunge poi il dettaglio del prezzo ridotto della compilation, cosa non da sottovalutare per questo genere di proposta:

il disco sarà venduto esclusivamente dalla Fnac, online o nei punti vendita, al prezzo di 9.90 euro. Attenzione: acquistando l’album su internet le spese di spedizione sono omaggio della casa. Non è finita: chi da oggi prenoterà il disco online lo riceverà due giorni prima della data ufficiale di uscita, fissata per il 25 febbraio.

L’iniziativa ha subito convinto molti appassionati, sia della band stessa che della scena musicale indipendente (o indie, per chi ama usare questo termine un po’ indefinito). E’ positivo, ad esempio, il commento del blog Musica di excite.it:

Il punto è che se, come in molti sostengono e loro stessi affermano, gli Afterhours saliranno sul palco per essere semplicemente sé stessi, e anzi magari per ricordare al mondo dei parrucconi che c’è davvero un altro universo musicale oltre quel palco luccicoso e pieno di fiori che sembrano finti, allora la partecipazione avrà una sua dignità e un suo perché. (…)
Insomma, il senso è: se Sanremo è una vetrina, sfruttiamola per esporre il meglio di quel che la scena underground nostrana offre ogni sera nei luoghi da concerto di mezza Italia.

Esprime parole di sollievo anche il fan Alex Pennywise:

Se fosse questo il motivo principale della partecipazione a Sanremo allora così cambia tutto o quasi.Non c’è che dire,ancora una volta Manuel mi ha stupito,questa volta in positivo.E poi aver “mollato” quella merda di “Universal” è un’altra ottima notizia.Finalmente una etichetta propria per poter promuovere la musica alternativa italiana.BRAVI e CORAGGIOSI.Mi sa tanto che questa estate ci può scappar fuori un altro “Tora Tora Festival”.

Il riferimento al Tora Tora, il festival itinerante ideato da Manuel Agnelli che dal 2001 al 2004 ha ospitato il meglio della musica indipendente, viene ripreso anche dall’attenta analisi di Stereogram:

Un’iniziativa coraggiosa, non tanto per la cosa in sé (già vista, una sorta di revancha del Tora,Tora!), ma per quello che rappresenta.
L’alternativa possibile al modo in cui le case discografiche vivono e vedono il festival. Non per niente, per riuscire a realizzarla in questo modo, secondo la loro volontà, sono stati costretti a stracciare il contratto che li legava alla Universal che avrebbe certamente preferito far uscire l’ennesima riedizione del disco (tra l’altro, mi piacerebbe che lo si notasse un po’ di più, “I milanesi ammazzano il sabato“ è quanto di più coraggioso gli Afterhours potessero tirare fuori in un momento come questo), o peggio ancora una raccolta.
E certo, di sicuro anche l’idea di una compilation del genere può tranquillamente rientrare tra le operazioni di marketing, ma c’è operazione ed operazione. E questa mi sembra buona. Forse non farà vendere più dischi ai Mariposa, ma di sicuro permetterà al loro nome di girare un po’ di più. Ed è già abbastanza.

Non sappiamo ancora come sarà l’esperienza sanremese degli Afterhours, né vogliamo fare previsioni sul successo della loro canzone – sia nel concorso musicale, che in classifica.
Al momento, però, possiamo dire una sola cosa con certezza: grazie all’impegno dimostrato con la compilation Il paese è reale la band ha già riconquistato anche i suoi fan più critici, oltre a guadagnarsi il consenso della cosiddetta scena indipendente.
Tant’è che, sempre commentando la compilation, Joyello di Fard-Rock sentenzia:

Per me gli After hanno già vinto.

E ci auguriamo che le classifiche di vendita gli diano ragione.

Tag correlate: Afterhours, Festival di Sanremo 2009

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