Internet Explorer e Windows in calo, sale MacOs. La hit parade del Web di gennaio 2009
La classifica mensile di Net Applications ci svela i sistemi operativi più diffusi e i browser più utilizzati a gennaio 2009. Dati interessanti che mostrano Apple in salita, una frenata nella diffusione di Linux e qualche incertezza per Microsoft
Qual è il sistema operativo più diffuso? E – tra Firefox e Internet Explorer – i netizen quale preferiscono?
A queste domande risponde la classifica mensile di Net Applications, azienda californiana produttrice di applicazioni e fornitrice di servizi per web master ed esperti di web marketing.
Importante è sapere, infatti, chi si collega alla Rete e quali veicoli adopera per farlo; i server Web sono in grado di monitorare il tipo e la versione del sistema operativo e del browser utilizzati dagli utenti e Net Applications elabora le proprie statistiche sugli oltre 160 milioni di accessi ai siti gestiti.
Particolarmente attesi erano i dati del mese di gennaio. Perché? Ce lo spiega Luca Annunziata su Punto Informatico:
Sono queste le informazioni contenute nell’ultimo aggiornamento delle ormai celebri classifiche Net Applications: gli ultimi dati, quelli relativi a gennaio 2009, servono un po’ a fare il punto su come sono andate le cose nel 2008 e su come se la sono cavati i rispettivi brand durante le compere natalizie. E così si scopre, ad esempio, che Vista ha ricevuto una bella iniezione di fiducia rispetto al mese precedente: merito evidentemente dei regali che si sono fatti o hanno fatto i consumatori, visto che – Net Applications conferma – Vista raccoglie più utenti durante il weekend che durante la settimana.
Com’è ovvio questi dati sono da interpretare: il fatto che gli utenti di Vista siano più presenti nel fine settimana fa intuire che l’ultimo sistema operativo di casa Microsoft è particolarmente diffuso in ambito domestico, mentre fatica a penetrare il mercato aziendale.
La presenza di massicce dosi di Windows XP e di tracce non trascurabili della versione beta di Windows Seven fa pensare che le imprese stiano aspettando l’erede di Vista per aggiornare il proprio parco macchine (o almeno i sistemi operativi).
Quello che colpisce, al primo sguardo, è il fatto che l’insieme delle versioni di Windows è, da ben quattro mesi, in costante calo al di sotto della fatidica, e psicologica, soglia del novanta per cento, essendo oramai prossimo all’ottantotto per cento, mentre MacOs sta, a spron battuto, arrivando a una percentuale a due cifre.
Com’è naturale questa notizia ha scatenato i commenti dei blogger più o meno addetti ai lavori. Leggiamone qualcuno. Su Melablog.it aWilito pone l’accento sui grandi progressi fatti registrare dal sistema operativo della mela morsicata:
La classifica stilata questa volta mostra un agguerritissimo Mac OS X al 9,63%, cioè salito di ben il 9% rispetto allo scorso novembre e quasi il 32% in più rispetto al lontano dicembre 2007. Ma ancora più sorprendenti, tuttavia, sono i numeri prodotti dagli iPhone, saliti allo 0,44% di marketshare, e cioè tre volte e mezza i valori registrati solo un anno fa nello stesso periodo.
Va male invece per Windows, in calo del 1,1% nello spazio di appena un mese. E se Microsoft domina ancora e saldamente il mercato dei PC nel Web, tuttavia lo fa con un 88,68% di diffusione.
Al quarto posto, dopo un Linux il cui risultato fa pensare, troviamo un altro prodotto di casa Apple: l’iPhone, poi via via tutti gli altri, con percentuali decimali.
Su Citynews, troviamo altre interessanti considerazioni, anche se riferite a dati di un paio di mesi fa:
Windows, secondo NetApplications, ha subìto un calo graduale nell’utilizzo già a partire da due anni fa, arrivando quest’anno a scendere di un bel po’ fino all’89,6% durante il mese appena concluso. I sistemi operativi di Apple hanno aumentato i loro utenti più affezionati, con un incremento che ha permesso all’azienda di arrivare fino all’8,9% dell’utilizzo.
Anche per Linux l’aumento è notevole, ma resta comunque un dato significativo il fatto che gli utenti utilizzano questo sistema saltuariamente. I dati raccolti infatti variano di molti punti nell’intervallo di pochi mesi.
Sono diminuiti invece gli utilizzatori di Windows XP. Una parte di loro è passata a Windows Vista, ma molti hanno preferito approfittare dell’uscita del nuovo sistema operativo Microsoft, considerato da molti non all’altezza del suo predecessore, per migrare verso altre piattaforme.
Quale affidabilità è da attibuire ai dati di Net Applications? Sono da considerare veri in assoluto oppure esistono altre fonti che, in qualche modo, li smentiscono o li convalidano? Leggiamo in proposito A ovest di Paperino, che cita le statistiche che Wikipedia pubblica e tiene aggiornate:
Con cadenza mensile Net Applications rilascia alcune statistiche di market share che spesso sono spunto di discussione. Ci sono alcuni blogger che con la stessa cadenza dedicano un post intero all’analisi di tali statistiche. Considerando che tali statistiche siano poco indicative dello status quo in quanto poco affidabili, mi faccio la seguente domanda: com’è possibile che ci sia una variabilità significativa quando si confrontano le statistiche di Net Applications con quelle di altri servizi equivalenti?
E oltre conclude così:
Net Applications sembrerebbe rilevare una percentuale doppia rispetto al valore mediano della share di OSX. Similmente W3 Counter sembrerebbe spostato “significativamente” verso Linux.
Altre considerazioni le troviamo su TuxJournal:
Altro che Vista, Windows 7 e Ubuntu. La grande sorpresa, a detta di Net Applications, si chiama Mac OS X. Il sistema operativo di Steve Jobs, infatti, non ha mai vissuto un momento così magico negli ultimi anni. In barba alla crisi economica, infatti, Mac OS X è riuscito a raggiungere il 9.93% dell’intero settore dei sistemi operativi. Un balzo davvero entusiasmante se si pensa che ad aprile Mac deteneva solo il 7.38%.
Bene anche Windows 7, che in poche settimane è riuscito a guadagnare l’interesse dello 0.23% dall’intero mercato. Precipita Windows, passando dal 91.50% dello scorso anno all’88.26% di oggi.
Anche GNU/Linux delude le aspettative. Evidentemente il grande salto nel settore desktop che ci si aspettava con l’esplosione dei netbook non è mai arrivato. Anzi, ad agosto 2008 Linux deteneva lo 0.93%, oggi lo 0.83%. Chissà cosa ci riserverà il futuro.
E la scarsa performance delle distribuzioni Gnu/Linux colpisce anche il vostro autore che, onestamente, si aspettava dati diversi, soprattutto in considerazione della più che discreta diffusione che hanno avuto i netbook dotati del sistema operativo del pinguino.
Torniamo alle classifiche di Net Applications e vediamo come va nel settore dei browser. Vincenzo Ciaglia, su The Inquirer, ci dà le ultime notizie dal fronte:
Stando agli ultimi dati pubblicati da Net Applications, l’utilizzo a livello globale di Internet Explorer è sceso dal 78.58% del dicembre 2007 al 68.15% di fine 2008. Durante lo stesso periodo i 10.43 punti percentuale persi dal gigante del software sono serviti a Firefox e Safari per guadagnare ulteriormente terreno. In particolare, il browser open source è passato dal 14.95% al 21,34%, guadagnando pertanto 6.39 punti percentuale. Safari, invece, è passato dal 4.85% al 7.93%. Fanalino di coda resta Google Chrome, con l’1.04%.
E continuiamo con Sbavi che, su WinTricks, riporta la notizia e ci aggiunge le sue considerazioni:
La ricerca evidenzia il calo inesorabile del browser di casa Microsoft che oramai da 7 mesi consecutivi perde terreno rispetto ai concorrenti, avendo lasciato sul campo 7 punti percentuali in meno di un anno.
Il terreno perso da IE manco a dirlo è battuto ovviamente dal clan Mozilla, che con FireFox riesce a seguire un andamento inverso guadagnando costantemente e confermandosi medaglia d’argento con il 21,53% delle preferenze.
Subito dietro si fa largo Safari, il browser targato Apple che nello stesso arco di tempo quasi raddoppia il suo share consolidando il terzo posto con l’8,29% di gradimento, segno questo che i computer di Cupertino si stanno facendo strada. Le briciole che restano sono divorate da Chrome, che a pochi mesi dal rilascio ha già scalzato i browser minori e promette una battaglia senza esclusione di colpi.
Ad onor del vero i numeri dicono che IE ancora è il padrone indiscusso delle pagine web, visto che riesce ad accaparrarsi il 67,55% di gradimento, ma il costante trend negativo deve far riflettere: cosa accadrà tra un paio di anni? Cosa sarebbe accaduto se IE non fosse stato imposto agli utenti? Riuscirà la release definitiva di IE8 a far recuperare il gradimento perso? Ai nostri mouse l’ardua sentenza!
In proposito leggiamo anche le parole di PCSelf:
Non sembra essere un buon inizio di anno per Microsoft. Nella guerra dei browser Internet Explorer continua a perdere quote di mercato. Stando ai dati forniti da Net Applications, nello scorso mese di gennaio ha fatto registrare il 67,6% di market share, con una perdita dello 0,6% rispetto al mese precedente. In 12 mesi ha ceduto circa l’8%. Il browser del big di Redmond segna il minimo storico dal 2005, anno di inizio delle rilevazioni da parte di Net Applications. Magra consolazione per Microsoft è quella di constatare che la perdita è inferiore rispetto a dicembre (-1,6%) o novembre (-1,5%).
Veramente una magra consolazione per il browser di casa Microsoft che paga, forse, una maggior lentezza nell’apertura delle pagine web e nell’esecuzione degli script, e il ritardo con il quale ha offerto agli utenti caratteristiche come la navigazione a schede.
Questi dati spingono Mitchell Baker, presidente della Mozilla Foundation, a pubblicare sul suo blog alcune considerazioni in ordine alla querelle che contrappone la Commissione Europea e Microsoft a proposito di Internet Explorer e delle pratiche messe in atto dall’azienda di Redmond per favorire l’uso del proprio browser. La notizia è riportata da Gianluca Masone su Oneopensource:
Stando alle statistiche relative al market share pubblicate a dicembre 2008 da Net Applications la suddivisione delle quote dimostra la superiorità di posizionamento di Internet Explorer: Opera 0.71%, Google Chrome 1.04%, Safari 7.93%, Firefox 21.34%, Internet Explorer 68.15%.
Mozilla Foundation, data la situazione, concorda con la Commissione Europea sul fatto che sia necessario adottare dei rimedi. Per tale motivo essa “metterà a disposizione della Commissione” una task force di esperti di tecnologie Web e del settore browser in generale. L’intento di Mitchell Baker e i suoi è quello di ristabilire gli equilibri atti ad una sana concorrenza nel mercato dei browser.
Il prossimo capitolo della guerra dei browser vedrà di fronte l’ottava versione di Internet Explorer contrapposta a Firefox 3.1, mentre entro l’anno prossimo usciranno le nuove versioni di tutte le distribuzioni Gnu/Linux più popolari e, forse, il nuovo Windows Seven. Ci aspettano nuove statistiche e nuovi commenti.
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