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Mitì Vigliero: l’intervista

Per Placida Signora la blogosfera “si basa più sull’apparenza esteriore che sul talento, frena l’evolversi dal basso come avesse timore del confronto, tendendo a isolarsi sempre di più in circoli e stanze chiuse”

Mitì Vigliero: l’intervista

Da quanto tempo gestisci un blog?
Dal 2003.

Quali blog leggi regolarmente (max 3)?
Solo 3? Come faccio?
Vabbé, i primi tre che leggo ogni mattina, perché sono cari amici che frequento regolarmente altrove: Blimunda, Orientalia, Beggi. Seguiti immediatamente da almeno altri 30, tutti amici come loro. E poi ci sono gli altri 267 presenti nel mio blogroll.

Perché hai cominciato?
Innanzitutto perché mi piace il mezzo. Poi perché mi permette di rimanere sempre in contatto con i miei lettori “cartacei” e non, oltre che con gli amici di sempre.
E’ un’appendice di casa mia e del mio studio.

Descrivi il tuo blog in tre parole.
Sereno, sorridente, placido.

Come ti informi e da dove prendi ispirazione?
Dalla ricerca e dallo studio della società umana, vista nei comportamenti e usi quotidiani dall’antichità ai giorni nostri. Libri nuovi e antichi, antiche riviste e giornali. Archivi e interviste. E poi mi guardo intorno. E spesso seguo anche l’umore del momento.

A cosa pensi sia dovuto il successo del tuo blog?
Secondo i lettori, perché uso un linguaggio semplice e tratto argomenti accessibili a tutti. Perché coinvolgo in prima persona chi mi legge, perché rispondo regolarmente ai commenti, perché da me sono bandite discussioni e strilli, maleducazione e volgarità.

Che valori associ al mondo dei blog e in generale alla Rete?
Valori di conoscenza, scoperta e scambio dei “saperi” e pensieri più vari. O almeno, io ricerco quello.

Che cosa manca nella blogosfera italiana?

Mah…Forse la coesione e il senso di “democrazia paritaria”; la voglia sincera di allargare i propri orizzonti, di diffondere, scambiare, approfondire, ascoltare e conoscere pareri e storie diverse e nuove.
Essendo la Blogsfera italiana un minuscolo specchio della Società italiana- rimasta purtroppo ancorata in ogni dove all’antico romanico rapporto gerarchico dominus, clientes, plebe- è inevitabile che prevalga anche in essa un elitarismo snobistico che imbriglia l’evoluzione dei contenuti e delle idee, si basa più sull’apparenza esteriore che sul talento, frena l’evolversi dal basso come avesse timore del confronto e, tendendo a isolarsi sempre di più in circoli e stanze chiuse (penso a friendfeed, ad esempio) a discapito dello strumento blog, conduce spesso a un ripetitivo e superficiale vocìo probabilmente divertente per chi partecipa direttamente, ma che risulta inconcludente e privo di interesse per tutto il resto dell’umanità che usa la rete. Confido insomma in un futuro blogsferico più maturo e sensato (anche nel parlar di “leggerezze”, eh?), meno “egoista” e inchiodato al proprio giardinetto/feudo, privo cioè di quei privati e interessati provincialismi prettamente italici. Ma razionalmente credo che ciò accadrà solo quando cambierà la Mentalità italiana imperante, che su queste cose si basa da secoli in ogni ambito: politica, cultura, informazione, spettacolo eccetera.

Cosa manca al nostro Paese per diventare una nazione digitale al passo con le altre?
Posso esprimere solo mie piccole impressioni personali, non conoscendo abbastanza i dati tecnici. Ho l’impressione che in Italia il digitale – da chi ne fa uso non come blogger e non per mestiere – sia visto generalmente o come strumento di mero ca**eggio festaiolo (vedi ad esempio l’uso che i più fanno di Facebook), o come una sorta di “enciclopedia” da sfogliare comodamente per trovare notizie o musiche. E chi dovrebbe diffondere o insegnare l’uso del digitale a chi non ne sa nulla e continua a non usarlo (per diffidenza, irrazionale senso di inadeguatezza, timore di sbagliare ecc) spesso purtroppo utilizza linguaggi “difficili” e atteggiamenti altezzosi, spazientiti e scostanti, che allontanano anziché attrarre.

Che consigli daresti a un blogger agli inizi?
Scrivi solo di ciò che ti interessa e conosci veramente, senza considerare il blog come un lavoro obbligato. Per il resto, comportati esattamente come ti comporteresti andando a vivere in un paese a te sconosciuto: non “sgomitare” per emergere, leggi (ascolta e osserva) molto i comportamenti altrui, quando commenti esprimi concetti attinenti a quelli del post. Scegli di frequentare le persone che senti più affini a te, esattamente come fai nella tua vita quotidiana; sii discreto e gentile quando entri in casa d’altri, senza importi con comportamenti balzani, senza strillare per farti notare, rispettando chi non la pensa come te e ignorando semplicemente chi ti è antipatico o ti mette in qualche modo a disagio. Vedrai che la tua “urbanità”, merce rara, stimolerà presto l’interesse altrui e ti farà integrare perfettamente.


Post pubblicato da: il 16 febbraio 2009 - 96 posts su Liquida magazine.

Sito web: http://www.liquida.it/

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3 Commenti a questo articolo

  1. marcella candido cianchetti says:

    sei “MITICA”

  2. fatacarabina says:

    Grande Mitì!!!

  3. Arianna says:

    bella intervista cara Mitì.

2 Trackbacks di questo articolo

  1. Intervista su Liquida magazine » Orientalia4All says:

    [...] foto è di Samuele, che così lo faccio contento, e segnalo anche l’intervista di Mitì Vigliero. Che mi sembra che [...]

  2. BARI Repubblica.it - Blog - LIBRI » Blog Archive » Lo stato della blogosfera italiana secondo Mitì Vigliero says:

    [...] Leggi l’intervista completa. [...]

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