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Intervista a Gianluca Diegoli di [mini]marketing

Nel nostro Paese “manca un progetto, una visione, per trasmettere i valori e le possibilità della Rete ai ragazzi”

Intervista a Gianluca Diegoli di [mini]marketing

Da quanto tempo gestisci un blog?
Ho cominciato con un blog collettivo nel 2003, poi ho scritto per qualche tempo su IMlog, per poi aprire minimarketing.it nel 2004.

Quali blog leggi regolarmente?
In realtà ne leggo molti di più regolarmente. Tra quelli meno noti citerei Spinoza, L’imprenditore, Maurizio Goetz.

Perché hai cominciato?
Perchè ho sempre amato la scrittura (e la lettura) in tutte le sue forme. Il blogging mi sembrava una grande opportunità da cogliere al volo. E anche un gran divertimento, devo dire: il contatto tra lo scrittore e il lettore non più mediato da un editore e dal tempo, mamixato, realtime, in cui i ruoli si confondono. Bellissimo, no?

Descrivi il tuo blog in tre parole.
Ridurre la complessità per cercare di capire meglio divertendosi.

Come ti informi e da dove prendi ispirazione?
Mi informo dal mio aggregatore, naturalmente. L’ispirazione invece arriva dal mondo reale, da cose inaspettate in momenti inaspettati. E infatti spesso devo trascrivere sul blog appunti scritti su scontrini
o pezzi di carta improbabili.

A cosa pensi sia dovuto il successo del tuo blog?
A un mix di dissacrazione, ironia, e a una linea editoriale, per così dire, abbastanza sopra le righe e fuori dagli schemi. In pratica, l’assenza di linea editoriale.

Che valori associ al mondo dei blog e in generale alla Rete?
Trasparenza, opportunità continuamente ridistribuite di poter dire o vendere o comunicare qualcosa di migliore e di nuovo.

Che cosa manca nella blogosfera italiana?
Manca il coinvolgimento di professionisti, manager, professori, al di fuori dei soliti ambiti della comunicazione, che abbiano voglia di comunicare direttamente.

Cosa manca al nostro Paese per diventare una nazione digitale al passo con le altre?
Manca un progetto, una visione, per trasmettere i valori e le possibilità della Rete ai ragazzi che, nati con essa, rischiano di conoscerne e usarne solo aspetti ludici e superficiali.

Che consigli daresti a un blogger agli inizi?
Dipende. Di focalizzarsi in un ambito magari ristretto, ma non ancora “sfruttato”, e soprattutto di utilizzare tutta la propria passione. Oppure di usare il blog soprattutto come strumento di socializzazione.


Post pubblicato da: il 20 febbraio 2009 - 96 posts su Liquida magazine.

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