Su Twitter i falsi profili di vip e famosi
Il servizio di microblogging aumenta la sua poplarità e sempre più celebrità lo utilizzano per comunicare con i fan. Ma dietro a ogni profilo vip si potrebbe nascondere un falso. Ecco alcuni casi eclatanti
Nato nel 2006, Twitter è un servizio di microblogging che consente, a chi si iscrive, di aggiornare il proprio stato, di segnalare link e notizie. Il tutto – però – senza superare i 140 caratteri per ogni entry.
E’ possibile, poi, seguire altri utenti – amici, conoscenti, blogger che ci piacciono o anche celebrità – e ricevere gli aggiornamenti che postano di volta in volta.
I Vip hanno dimostrato grande interesse per questo mezzo di comunicazione, probabilmente per la sua semplicità e anche perché possono comunicare direttamente con il proprio pubblico.
Dallo scrittore come Paolo Coehlo al premio nobel Al Gore (ma anche cantanti e attori) creano la loro pagina personale.
Ma quanti di questi vip sono veri? Spesso dietro un nome famoso si nasconde un fake, un falso, che mina, in qualche modo, la credibilità del servizio di Twitter.
blog.edelman.it ci aggiorna su come si evoluto il fenomeno dei fake, partito da un altro social network, MySpace:
Il primo è stato MySpace, che già tre anni fa raccoglieva i profili di rock star decedute o di icone della musica che ne malcelavano la finzione. Ancora oggi è piuttosto labile il confine tra spammer professionisti – che creano un finto profilo solo per diffondere spam – e spammer improvvisati, semplici utenti che esagerano nel tentativo di promuovere qualcosa, idolatrare il proprio mito o dalla mania di inoltrare qualsiasi cosa a chiunque. Negli altri social network la situazione non migliora: solo su Facebook esistono, ad oggi, 60 Silvio Berlusconi, 27 Britney Spears, tantissimi Barack Obama; l’elenco è lunghissimo e comprende politici, attori, cantanti, vip e meno vip. Rubare un’identità, in fondo, è facilissimo: informazioni sulla vita reale di ogni persona sono sparse nella rete e rintracciarle è molto semplice. Da qui, costruire un profilo fasullo diventa un gioco da ragazzi.
Il neopresidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, è stato uno dei primi ad essere preso di mira su Twitter, come riporta Elezionipresidenziali-dani.blogspot.com:
Con un blitz nel corso del fine settimana oltre 30 account di celebrità americane sul sito di social networking Twitter sono stati manomessi da un gruppo di pirati informatici, che hanno pubblicato a nome dei legittimi proprietari messaggi diffamanti e in alcuni casi pornografici. Tra le vittime dell’assalto cibernetico anche il presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, Sulle pagine di Obama si potevano leggere finte offerte di buoni benzina da 500 dollari in cambio della sottoscrizione di un questionario. Messaggio che hanno ricevuto tutti i 155.000 sostenitori di Obama sul sito.
Obama però non usa più il sito dal giorno successivo alle elezioni. «Consideriamo la vicenda un’infrazione molto seria del sistema di sicurezza», si legge nella dichiarazione ufficiale dei responsabili del sito.
Altra vittima illustre di un profilo fake è stato il Dalai Lama, come racconta Punto-informatico.it:
Dopo l’apertura di un canale ufficiale del Vaticano su YouTube sarebbe anche potuto essere credibile l’account Twitter del Dalai Lama lanciato sabato scorso dal suo segretariato OHHDL. D’altronde il sito istituzionale del religioso era già munito di strumenti web 2.0 quali il feed RSS e il webcast. Il falso è durato solo un weekend, il tempo di mobilitare le agenzie di stampa, inclusa l’autorevole AFP, per approdare sino alla prima pagina di qualche quotidiano, salvo frettolose smentite sull’edizione seguente. I giornali non sono stati gli unici ad ingannarsi, con loro sono caduti nel tranello poco meno di 20mila iscritti al servizio di microblogging, ben felici dell’inatteso filo diretto. Wangpo Bashi, segretario generale dell’ufficio tibetano a Parigi, liquida come falsi i profili del Dalai Lama su Facebook, MySpace e altrove, limitandosi a segnalare casi di sostituzione di persona anche a suo danno, e chiedendone rettifica ma senza impegnarsi in alcuna iniziativa legale. Secondo Bashi si tratta quasi sempre di buontemponi, nessun tibetano di sicuro, perché non scherzerebbero mai su un argomento così serio e sentito. Incalzato su di un possibile blog ufficiale, il segretario lo ha escluso adducendo ragioni di fattibilità temporali. In ogni caso, si raccomanda di diffidare dalle imitazioni.
Anche i profili della famosissima Britney Spears, Bill O’ Really (presentatore americano) e – addirittura -quello di Fox News sono stati attaccati; ne dà notizia Marcopasqua.eu:
Due hackeraggi, a distanza di poche ore. Il primo vede protagonista la stella del pop, Britney Spears. A meno che la cantante non abbia molto voglia di scherzare coi suoi fan, qualcuno ha scritto sul suo twitter: “”Hi Y’all. Brit Brit here, just wanted to update all on the size of my vagina. It’s about 4 feet wide with razor sharp teeth”. Messaggio a sfondo sessuale anche per Bill O’ Really, presentatore americano, noto per le sue posizioni “tradizionaliste”. Sul twitter di Fox News è apparso il messaggio: “Bill O’Really è gay”. Aggiornamento cancellato non appena qualcuno ha segnalato l’outing (a rischio querela).
Non poteva mancare l’idolo degli adolescenti Miley Cyrus, come ci spiega Mileycyrusshock.blogspot.com:
Gli hacker sono penetrati nell’account di Miley Cyrus su Twitter e hanno scritto frasi ingiuriose facendole passare per farina del sacco della cantante. Nei messaggi sono stati presi di mira Miley, la sua amica Mandy Jiroux, Hannah Montana, Selena Gomez, Nick Jonas e Demi Lovato. I fan di Miley Cyrus e Hannah Montana hanno letto cattiverie come:
“Non sono una fottuta brava ragazza da prendere come modello. Odio i bambini e faccio Hannah Montana solo per $$$$$$$$$”
“Io e Mandy facciamo sesso indossando la parrucca di Hannah Montana”
“Odio Selena Gomez. Quando lei e Nick stavano assieme spedivo loro foto del mio sesso”
“Chi vuole fare sesso con me?”
Demi Lovato invece se l’è cavata con poco: “Demi Lovato ha le extension”
E infine l’annuncio – falso come tutto il resto – che la settimana prossima Miley poserà per Playboy.
Per evitare altri danni l’account è stato sospeso.
Matteomoro.net ci conferma che questi fake fanno perdere credibilità sia al personaggio sia al servizio; e avanza qualche dubbio sull’account di Beppe Grillo (poi fugato!):
Da un paio di settimane qualcuno ha creato un account a nome di Beppe Grillo su Twitter: ne hanno parlato in molti. Secondo me è un fake, pure grossolano, perché: l’aspetto dell’account non ha niente a che vedere con quello del blog di Grillo: la società di consulenza che lo segue avrebbe perlomeno adeguato sfondo e avatar. Non ne ha mai parlato sul suo blog, i messaggi pubblicati fino a oggi non contengono link: magari non serve ed è fatto apposta, ma mi puzza. A suo favore, invece: non segue nessuno, la parola “psiconano” compare per ben tre volte su 13 messaggi. AGGIORNAMENTO: pare invece che l’account sia autentico (e segnalato, in piccolo, nell’header del blog di Grillo). Da questo deduco che sono un pirla e che avevano ragione i succitati “più informati di me“, oltre al fatto che un account senza following è abbastanza inutile (oltre che bruttino a vedersi). Passo e chiudo, per ora.
Dietro a tutto questo ci sono persone a volte comuni che prendono a prestito l’identità dei personaggi famosi, ma la maggior parte delle volte vi è un hacker che lo fa per mestiere. Delfinsblog.it ci racconta le confessioni di un giovane hacker:
Si può riassumere così il profilo di GMZ, diciottenne recentemente divenuto famoso per aver hackerato (cioè violato, in termini tecnici) il noto servizio di “micro blogging” Twitter ed aver conquistato di conseguenza l’accesso non autorizzato ad account di celebri personaggi quali il neo-eletto Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama (che ne ha fatto strumento di comunicazione con gli elettori) e la cantante pop Britney Spears. Del ragazzo non vi possiamo rivelare il nome, ma dopo averlo incontrato siamo in grado di svelarvene personalità, convinzioni e motivazioni. Ma cosa spinge giovani come lui ad azioni come queste? “Il desiderio di andare oltre, di superare le barriere; mi piace il sentimento di sfida, soprattutto quando riesco a vincere” confessa GMZ, che si occupa di hacking da circa tre anni, lui che oggi ne ha 18. Alla luce delle precedenti dichiarazioni gli ho chiesto se si sente più hacker o lamer (gli hacker cattivi, quelli che causano danni e si servono delle proprie capacità per scopi prettamente personali): “Sinceramente, forse, lamer; – ammette – non ho mai aiutato nessun amministratore ne webmaster dei portali o servizi che ho danneggiato. Ho però indirettamente fornito loro le occasioni per aggiornare i propri sistemi di sicurezza”; una risposta che mi aveva già suggerito il primo approccio con lui e la community di cui fa parte: hanno come prima cosa manifestato l’intenzione di hackerarmi il blog.
Tag correlate: Twitter, microblogging, Paolo Coehlo, Al Gore, MySpace, Barack Obama, Dalai Lama, Britney Spears, Beppe Grillo


maggio 20th, 2010 at 22:25
io voglio i loro numeri di telefonooooooo!!!:( …
luglio 24th, 2010 at 11:09
ma attori come.. russell crowe.. brad pitt..angelina jolie… credete siano fake? mi sembra molto improbabile che possano rispondere veramente ai loro fan. e poi.. se fossero davvero loro.. si ritroverebbero sommersi.. non è che sono loro agenti.. fake.. o cazzate varie?.. dubito che personaggi così importanti possano mettere a rischio la loro fama per fake o per chattare con ragazzine di 13 anni provenienti da tutto il mondo. . . . . . aspetto risposta. grazie
aprile 16th, 2012 at 17:54
Odio i social network!!! non sai mai se stai parlando con la vera celebrità o è un imbecille che si spaccia per il VIP!!! >_<