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Current TV: campagna pubblicitaria censurata a Roma

Current TV lancia le nuove puntate di Vanguard con una campagna destinata ai mezzi pubblici. E a Roma l’ATAC e il Comune decidono di non procedere alle affissioni: un gesto che ha molto più di un retrogusto di censura. Ecco cosa si dice nella blogosfera

Current TV: campagna pubblicitaria censurata a Roma

Tempi duri per le coscienze. Ma anche per il marketing, l’advertising e… i trasporti pubblici.
Già: e non stiamo certo parlando di ritardi, “portoghesi” che non pagano il biglietto e corse saltate per via del traffico tentacolare.

Il riferimento è alle campagne pubblicitarie che abitualmente vengono ospitate su bus e carrozze della metro. Dopo quella promossa dall’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti a Genova (con conseguente polemica sui cosiddetti “bus atei”) è la volta della campagna promozionale di Current tvper lanciare Vanguard, programma di punta del canale – censurata dall’ATAC di Roma.

Ecco come descrive l’episodio Tommaso Tessarolo, General Manager di Current Italia:

voglio ribadire quanto stupiti e preoccupati ci abbia lasciato la decisione del Comune di Roma di CENSURARE la campagna di affissioni programmata nella Metropolitana (e non sugli autobus come dichiarato dall’ATAC).

Il ragionamento che ci troviamo a fare è: perché quello che a Milano è risultato tranquillamente accettabile a Roma è stato brutalmente censurato? La risposta è probabilmente in due parole chiave: Bibbia e Vaticano, quest’ultimo come sappiamo decisamente più vicino a Roma che a Milano. Peccato che chi ha preventivamente censurato la nostra campagna non si sia neanche preso la briga di capire a cosa si riferisse: è il lancio del nostro VANGUARD, una puntata dedicata ad un PRETE UCCISO DALLA CAMORRA. E sono questi secondo voi i messaggi che vanno censurati?

O forse la censura preventiva vuole colpire l’unico canale in Italia che porta finalmente il giornalismo d’inchiesta puro, SENZA CENSURA né CONDIZIONAMENTI POLITICI dentro le case di milioni di persone, ogni giorno.

Noi crediamo fermamente che la gente sia stanca, stanca della situazione in cui decenni di politica orrenda ci ha trascinati, stanchi di essere presi per il culo con continue menzogne, anestetizzati da una televisione che tutto fa tranne informare.

Vi ricordiamo che è stato anche creato un apposito gruppo su Facebook per mettere in risalto la notizia: si chiama Censurato dal Comune di Roma.

Vediamo ora cosa si dice nella blogosfera italiana a proposito di quanto avvenuto.

Politica live, innanzitutto, sottolinea nuovamente come la campagna fosse destinata alla linea metropolitana, smontando la linea di “difesa” del Comune di Roma:

La campagna pubblicitaria di Current, prevista per lanciare la nuova stagione, sarebbe stata affissa nelle stazioni della metropolitana della capitale. E non, specifica con forza il network, sugli autobus, come invece sostiene il Presidente dell’azienda. Tabacchiera, infatti, ci aveva tenuto a sottolineare che quelle immagini, su un autobus, sarebbero state non “opportune”, perché la gente non può fermarsi a guardare e comprendere il messaggio.

OpenWorld analizza più a fondo evidenziando le differenze tra Roma e Milano nel gestire la situazione:

Il fatto grave che fa pensare alla censura, è non soltanto perché sono stati valutati in base alle immagini e ai titoli della campagna pubblicitaria – “I martiri della camorra” e “La guerra segreta all’Iran” -, ma perché “Con riferimento alla richiesta relativa alla campagna in oggetto, pianificata a Roma dal 20 Febbraio, ATAC, dopo aver attentamente valutato i probabili impatti sulla sensibilità dei cittadini e della città tutta, ritiene di non poterne dare autorizzazione all’esposizione sui propri mezzi. Tale decisione trova fondamento nel difficile momento che la cittadinanza di Roma sta vivendo riguardo alla percezione della sicurezza personale e sociale, in considerazione del quale ATAC non può che coadiuvare l’Amministrazione comunale nell’evitare qualunque elemento che possa ulteriormente aumentare tale disagio“. Quale sarebbe il disagio? Allora come mai l’amministrazione milanese non ha avuto nessuna remore – di destra anche loro e con gli stessi problemi di sicurezza – nel confermare la campagna pubblicitaria a partire dal 26 febbraio nelle stazioni della metro, mentre a Roma si parla di “disagi” perché la “gente non capirebbe” un messaggio letto di fretta affisso sugli autobus? Ma a quali autobus fanno riferimento: le affissioni riguardano solamente le stazioni della metropolitana capitoline, non andranno sui mezzi pubblici come riferisce la stessa società che si è occupata della campagna.

Anche Censurato non è d’accordo con l’oscuramento da parte del Comune di Roma e parla in termini molto positivi di Vanguard:

Avevo fatto personalmente i complimenti a Current per i servizi di Vanguard, che mi avevano portato nei mercati delle armi africane e nelle piantagioni colombiane del narcotraffico.

Si tratta di un giornalismo d’inchiesta puro, senza condizionamenti e senza peli sulla lingua, che ha il coraggio di svelare il “lato oscuro della luna”, le ragioni economiche e politiche che stanno alla base di alcuni fenomeni come il traffico di droga, il terrorismo.

Più misurato TLUC Blog, che quasi salomonicamente afferma:

Resto dell’idea che la scelta, operata dell’azienda di trasporto pubblico di Roma, sia stato un grave errore di comunicazione e un potenziale danno d’immagine.
Sono altresì convinto però che un distributore (quale diventa l’ATAC nel momento in cui vende spazi pubblicitari) possa decidere cosa pubblicare e cosa no, senza che questo debba necessariamente passare come un proposito censorio.

Webnews si sofferma, infine, sul fenomeno del passaparola, evitando di prendere posizione sul merito della questione:

Ci si potrebbe inserire nel filone generale di quanti urlano alla censura. Oppure contrapporsi e pensare che in Italia è la filocultura imperante a dettare i canoni di quel che si può o non si può dire. Oppure, ancora, c’è un terzo filone possibile: pensare che c’è una situazione eccessivamente sensibile, e che qualcuno ha studiato un elemento di disturbo ad hoc.

Chi ha ragione? Il post non ha questo scopo. Ognuno giudichi in base agli elementi ed agli orientamenti culturale che possiede. L’interesse, semmai, qui è sul passaparola: una volta capiti i tasti giusti, è sufficiente premerli per scatenare la catena di reazioni. Il caso si gonfia e la pubblicità diviene più golosa (e meno onerosa) di un cartellone pubblicitario mai affisso. Lo si chiami “effetto Benetton“, se si vuole: anche applicato al Web, funziona.

Tag correlate: censura, ATAC

4 Commenti a questo articolo

  1. catepol says:

    “Dopo il rifiuto dell’Atac, comunque, la Current si è rivolta ad un altro gestore di spazi pubblicitari e promette: “le affissioni saranno visibili a Roma a partire dal 2 marzo”.

    Alla fine i romani le immagini incriminate le vedranno. Strano che nessuno lo stia però precisando.

  2. kttb says:

    Se siete interessati a leggere anche le opinioni degli autori della campagna censurata, seguite il link. Ciao :)

  3. giovanni says:

    Perchè cate? lo abbiamo dichiarato in un comunicato di domenica tanto che l’articolo di domenicas di repubblica lo ha scritto pari pari.

  4. Giovanni says:

    Ecco le affissioni a Roma e a Milano mappate con google.
    Lo abbiamo fatto per quei romani che non avrebbero potuto capire. In questo modo possono vedere dove si trova, andare in tutta calma ad osservarli e farsi una propria opinione.
    Ecco dove le troverete a Milano dal 26 Febbraio e a Roma dal 2 Marzo:

    http://current.com/items/89850035/ecco_le_mappe_delle_affissioni.htm

3 Trackbacks di questo articolo

  1. Gabriele Lunati - Blog » Blog Archive » Current e la censura says:

    [...] Illuminante puntata di ieri sera – 23 febbraio – di Radiopodcast: Frank ospita Tommaso Tessarolo e Michele Boroni per tentare di vederci chiaro riguardo la vergognosa censura dell’Atac su Current. [...]

  2. la pupa c’ha sonno » Blog Archive » current dal signore says:

    [...] passando davanti al cartellone blasfemo affisso in metropolitana, una signora anzyana si è fatta il segno della [...]

  3. www.LiberaReggio.org » Archivio » Giornalismo in Festival - Vanguard, all’attacco della verità! says:

    [...] esempio concreto di limitazioni ve lo do io e riguarda proprio Current e Vanguard. A Roma sono state censurate, e quindi vietate, 2 immagini che l’emittente televisiva partecipativa americana aveva [...]

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