Intervista a Elena Franco di DElyMyth
Il futuro del web? Lifestreaming e condivisione. La Rete fra 5 anni sarà “sempre più aperta, sempre meno anonima e di utilizzo quasi obbligatorio”
Qual è la prima cosa che ti ricordi di aver fatto da utente in Rete?
Ero in università, quindi mi dilettavo nella navigazione (del poco che c’era all’epoca) e nel vile perdere tempo su Little Italy.
Quali siti e servizi Internet usi abitualmente e quale avresti voluto inventare?
Abitualmente utilizzo soprattutto la posta elettronica, Skype, Twitter, FriendFeed, Flickr, YouTube e simili. Avrei voluto inventare Flickr.
Da quanto tempo ti occupi di web e come hai iniziato?
Mi occupo di Web dal 1998, anno in cui ho iniziato a creare i primi siti Web (e cosi’ ho iniziato).
Fai parte di qualche social network? Quale?
Facebook alcuni Social Network su Ning… pero’ non ricordo tutti i servizi a cui sono iscritta -.-.
Definisci Internet in tre tag?
Condivisione, Sociale, Informazione
Cosa non ti piace della Rete?
Non mi piace che molte persone la utilizzino come semplice strumento per perdere tempo, soprattutto quando sono in ufficio. E che pensino che, per il solo fatto che tu sia online su Skype, significa che hai tempo da perdere (sinceramente, io lo uso anche per lavoro…)
Quali sono, a tuo avviso, le killer application e i fenomeni emergenti?
Twitter e servizi di Lifestreaming analoghi, che permettono di condividere quasi ogni aspetto della propria vita.
Emerge quasi la necessita’ di far conoscere al mondo quello che facciamo anche durante la nostra vita privata (Flickr, aNobii…).
Si diventa insomma ogni giorno meno anonimi e piu’ facilmente conoscibili dal resto del mondo, con tutti i pro e contro di tutto questo (argomento su cui ci sarebbe sempre troppo da scrivere)
Una applicazione sopravvalutata?
Non ci ho mai pensato, sinceramente…
Come vedi la Rete fra 5 anni?
Sempre piu’ aperta, sempre meno anonima, di utilizzo quasi “obbligatorio” per le persone.
Navighi per blog e ne leggi qualcuno in particolare?
Leggo tanti blog, sicuramente quelli di chi conosco di persona.
Cosa manca al nostro Paese per diventare una nazione digitale al passo con le altre?
C’e’ troppo Digital Divide, e manca un po’ tanta cultura di come funzioni Internet e soprattutto il Web 2.0 e i servizi connessi.
Non e’ possibile che non si capisca che i siti che ospitano video, foto e anche scritti e opinioni di utenti siano visti come responsabili di quanto pubblicato, quando il responsabile e’ comunque la persona che pubblica e non il titolare del sito, che non puo’ fisicamente controllare ogni “bit” che passa per i suoi server.
Che consigli daresti a giovani che aspirano a fare del web il proprio mestiere?
Mettetevi in gioco, rischiate, datevi un tempo limite e poi tirate le somme.
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marzo 26th, 2009 at 11:55
Wow! Top Secret! L’ho rivisto l’anno scorso ed era una vita che non me lo godevo.