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U2, il nuovo album in Rete per errore. E i fan applaudono

L’album che gli U2 pubblicheranno il 3 marzo ha conquistato i fan. Ora l’attesa è per l’ufficializzazione delle date dal vivo

U2, il nuovo album in Rete per errore. E i fan applaudono

E’ bastato un errore umano. Un negozio digitale che per sbaglio ha messo on-line il nuovo album degli U2 e in un attimo il passaparola, tra gli internauti, è volato più veloce della luce.

Così, il nuovo e attesissimo disco degli U2, No line on the Horizon, atteso nei negozi tra pochi giorni, è già stato scaricato da milioni di fan. E poco è servita l’opera di salvataggio della loro casa discografica che – al volo – ha ritirato le canzoni e reso impossibile il download.

Poco male, diranno i fan, che hanno così avuto la possibilità di ascoltare le nuove canzoni della band irlandese in anteprima e – in alcun icasi – gratuitamente. Commenti positivi. Entusiastici. Tranne ovviamente da parte dei discografici diretti interessati, che si mordono le mani. Ecco cosa si dice sui blog.

Cominciamo da Musica.excite.it che spiega come sia stato possibile che il nuovo disco sia finito in Rete:

Ci siamo. Siamo a una settimana dall’uscita di “No line on the horizon” (3 marzo), il nuovo, attesissimo album degli U2. Ma – come puntualmente accade da ormai più di tre lustri – il disco circola già in rete. E la cosa più inquietante è che sembra che la diffusione arrivi direttamente dalla casa discografica, che avrbebe evidentemente commesso un grave errore. Secondo Rolling Stone, il colpevole della indebita diffusione del nuovo lavoro sarebbe il ramo australiano della Universal, che stava vendendo download ad alta qualità su Getmusic.au. Nessun commento ufficiale dalla comprensibilmente infuriata cerchia della band.

Ecco invece che cosa si legge su Buzzandmusic.com dove è stato postato un articolo della giornalista Marinella Venegoni:

Erano così consapevoli di avere in tasca uno splendore, che si sono permessi di mandare avanti come singolo Get On Your Boots con le sue lepidezze da «Pop»: i fans di mezzo mondo avevano pensato che la montagna avesse partorito il topolino, invece ad un ascolto totale delle 12 tracce del nuovo album No Line on The Horizon, il temebondo singolo si rivela per quello che è, un passaggio, un alleggerimento all’interno di un flusso di musica che cattura per atmosfere e ispirazione, per sfondi sonori, per la voce di Bono che sembra aver trovato una misura di più matura libertà espressiva. La paura di una delusione non mancava: aveva messo ansia il rinvio autunnale dell’uscita di No Line On The Horizon. Gli U2, si sa, sono un oggetto di culto per la cultura rock, ma gli anni passano anche per loro e qualche delusioncina negli ultimi album non era mancata. Invece, è come esser tornati alle sorprese di Achtung Baby, di 18 anni fa, con questo attesissimo album che esce finalmente in Italia il prossimo 27 febbraio, e si rivela fin d’ora notevole davvero: sarà una festa soprattutto ascoltarlo dal vivo, nel tour mondiale che partirà da Barcellona fra il 27 e il 30 giugno, e arriverà a San Siro fra il 6 e l’8 luglio, pare con due concerti. L’evento dell’estate.

Sempre sullo stesso blog, si può trovare anche un approfindimento brano per brano:

Quasi tutti i pezzi, a partire da quello del titolo dell’album che apre la scaletta, sono firmati da U2, Brian Eno e Danny Lanois, che sono anche i produttori; e poiché Brian Eno, si sa, si allarga un po’ troppo, sembra (unica pecca, non piccolissima) di sentire gli ultimi Coldplay in un pezzo cruciale come Fez-Being Born, brano evocativo ma anche il più «enesco», con sonorità elettroniche che si confondono con voci e umori della casbah e con un’inquieta chitarra; subito dopo arriva White As Snow, ballad acustica che è fra i pezzi migliori dell’album. Il testo ricorda certi viaggi di Springsteen in autostrade desolate, ma ha l’inconfondibile anelito alla spiritualità di Bono, qui tentato dalle proprie radici folk. Firmate solo dagli U2, oltre il già noto singolo, la veramente uduesca I’ll Go Crazy If You Don’t Go Crazy Tonight, e Stand Up Comedy: un pezzo nervoso e più pop, autoconfessione di Bono sulla propria doppia vocazione di istrione e idealista, dove si prende in giro da solo («Napoleone sta sui tacchi/Josephine stai attenta agli uomini piccoli con le idee grandi..»).

Applausi arrivano anche da Andyvmusic.blogspot.com:

Erano così consapevoli di avere in tasca uno splendore, che si sono permessi di mandare avanti come singolo Get On Your Boots con le sue lepidezze da «Pop»: i fans di mezzo mondo avevano pensato che la montagna avesse partorito il topolino, invece ad un ascolto totale delle 12 tracce del nuovo album No Line on The Horizon, il temebondo singolo si rivela per quello che è, un passaggio, un alleggerimento all’interno di un flusso di musica che cattura per atmosfere e ispirazione, per sfondi sonori, per la voce di Bono che sembra aver trovato una misura di più matura libertà espressiva. La paura di una delusione non mancava: aveva messo ansia il rinvio autunnale dell’uscita di No Line On The Horizon. Gli U2, si sa, sono un oggetto di culto per la cultura rock, ma gli anni passano anche per loro e qualche delusioncina negli ultimi album non era mancata. Invece, è come esser tornati alle sorprese di Achtung Baby, di 18 anni fa, con questo attesissimo album che esce finalmente in Italia il prossimo 27 febbraio, e si rivela fin d’ora notevole davvero: sarà una festa soprattutto ascoltarlo dal vivo, nel tour mondiale che partirà da Barcellona fra il 27 e il 30 giugno, e arriverà a San Siro fra il 6 e l’8 luglio, pare con due concerti. L’evento dell’estate. Quasi tutti i pezzi, a partire da quello del titolo dell’album che apre la scaletta, sono firmati da U2, Brian Eno e Danny Lanois, che sono anche i produttori; e poiché Brian Eno, si sa, si allarga un po’ troppo, sembra (unica pecca, non piccolissima) di sentire gli ultimi Coldplay in un pezzo cruciale come Fez-Being Born, brano evocativo ma anche il più «enesco», con sonorità elettroniche che si confondono con voci e umori della casbah e con un’inquieta chitarra; subito dopo arriva White As Snow, ballad acustica che è fra i pezzi migliori dell’album. Il testo ricorda certi viaggi di Springsteen in autostrade desolate, ma ha l’inconfondibile anelito alla spiritualità di Bono, qui tentato dalle proprie radici folk. Firmate solo dagli U2, oltre il già noto singolo, la veramente uduesca I’ll Go Crazy If You Don’t Go Crazy Tonight, e Stand Up Comedy: un pezzo nervoso e più pop, autoconfessione di Bono sulla propria doppia vocazione di istrione e idealista, dove si prende in giro da solo («Napoleone sta sui tacchi/Josephine stai attenta agli uomini piccoli con le idee grandi..»). Hanno pensato a tutto, gli U2, anche alle canzoni da concerto: No Line On The Horizon è un palpabile invito ad accendersi, con una vocalità superlativa; in Magnificent, con un omaggio a Morricone, Bono confessa: «Sono nato per cantare per voi». Eccellente il lavoro di The Edge, Clayton e Mullen, in un disco che non trascura nulla: la cantabilità dal vivo, il sottrarsi alla prevedibilità dei suoni, una comunicazione più immediata. Si chiude con la più dura Breathe e con Cedars of Lebanon, pagina di diario che pare strappata a un corrispondente di guerra.

Unica voce fuori dal coro qulla di Zorapide.wordpress.com. Laconico, scrive che il nuovo U2, per lui, è il peggiore degli ultimi anni:

L’attesa è stata disattesa. “No Line” è decisamente un passo indietro rispetto ai due precedenti lavori. I Led Zeppelin ed i White Stripes non sanno nemmeno dove stanno di casa.
Mi consolo ascoltando “Boy”.

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