Intervista a Marco Cilia di 30 seconds to Tambu
“Volevo un posto dove scrivere riflessioni sulla mia vita, ma un diario di carta non andava bene perché mi interessano le opinioni degli altri”
Da quanto tempo gestisci un blog?
Da settembre 2003.
Quali blog leggi regolarmente?
Andrea Beggi, Matteo Balocco, Federico Fasce.
Perché hai cominciato?
Volevo un posto dove scrivere riflessioni sulla mia vita, ma un diario di carta non andava bene perché mi interessano le opinioni degli altri.
Descrivi il tuo blog in tre parole.
Personale, minimale, bianco.
Come ti informi e da dove prendi ispirazione?
Un aggregatore rss molto fornito, e cerco sempre di pensare abbastanza da farmi venire in mente dei post.
A cosa pensi sia dovuto il successo del tuo blog?
Quale successo? Ho avuto un po’ di fortuna con i post su Google Analytics (infatti poi ho aperto un blog monotematico) e sono stato nell’organizzazione dello ZenaCamp. La maggior parte dei miei lettori sono anche i miei amici, conosco di persona o informaticamente più della metà dei commentatori, insomma non è proprio un blog per le masse. Diciamo che però cerco sempre di essere sincero e spontaneo, e infatti ho subito una querela…
Che valori associ al mondo dei blog e in generale alla Rete?
Alla rete l’intelligenza collettiva, superiore alla somma delle singole intelligenze. In una puntata del telefilm “Dharma & Greg” il padre hippy chiama internet “il cervello alveare del mondo”, e ha ragione. Ai blog associo la capacità di creare nicchie di discussione interessanti e la capacità di far trasparire la personalità dell’autore, che nei siti e nei portali manca del tutto nella maggior parte dei casi.
Che cosa manca nella blogosfera italiana?
La capacità di dimenticarsi di essere “la blogosfera italiana”, litigiosa e inconcludente. Va bene la passione e la personalità, come dicevo prima, ma spesso noto dinamiche che già non sopporto nella vita reale, figuriamoci trasposte nei bit!
Cosa manca al nostro Paese per diventare una nazione digitale al passo con le altre?
Una fibra ottica in tutte le case, perché la gente non ha idea – e difficilmente la potrà avere se prima non prova – di cosa si possa fare con la banda larga, di quanto tempo si risparmia, di quanta informazione aggiuntiva e “più corretta”, personale si può avere.
Che consigli daresti a un blogger agli inizi?
Di non leggere nessuna guida per “blogger agli inizi”. Non c’è niente di più triste – e falso – di vedere blog nuovi, perfettini, in cui qualsiasi cosa è riconducibile a un punto di una “guida per il successo” per blogger. Serve spontaneità, personalità. Frequentate i blog degli altri, o nessuno frequenterà i vostri!
Tag correlate: Google Analytics, telefilm, intervista
4 Commenti a questo articolo
1 Trackbacks di questo articolo
-
30 seconds to Tambu · Su Liquida Magazine says:
marzo 2nd, 2009 at 22:35[...] Casomai non sapeste già tutto di me, vi segnalo che su Liquida Magazine è appena apparsa una mia intervista [...]







marzo 3rd, 2009 at 14:17
Bhe io sono uno dei lettori, non amico, ne reale ne virtuale
marzo 4th, 2009 at 15:58
Attilio
marzo 12th, 2009 at 11:42
Intervista inutile e “virtuale”…
marzo 13th, 2009 at 10:24
Leggi solo tre blog regolarmente?
E poi alla fine la tua massima è: “Frequentate i blog degli altri, o nessuno frequenterà i vostri!”.
Predicare bene e razzolare male nel giro di 4 domande!!!