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Libri: top ten di vendite (settimana 16 – 22 febbraio)

Classifica tutta al femminile. Scende al secondo posto la signora Cornwell ed entra P.D. James, la baronetta del giallo inglese. Nella top ten due scrittrici italiane oltre la Bignardi: Simonetta Agnello Hornby e Margaret Mazzantini

Libri: top ten di vendite (settimana 16 – 22 febbraio)

La classifica di Tuttolibri di sabato 28 febbraio, realizzata dall’istituto Demoskopea di Milano, fa registrare qualche terremoto nella top ten nella settimana dal 16 al 22 febbraio.

Innanzitutto il balzo dall’ultima alla prima posizione del libro di Erri De Luca, Il giorno prima della felicità (Feltrinelli, p.133, euro 13,00), che ha venduto circa 15.000 copie nell’ultima settimana. Insomma in classifica c’è Napoli, se si considera che in quella della narrativa italiana, da ormai 146 settimane continua ad essere presente il best seller Gomorra di Roberto Saviano.

La signora Cornwell e la sua Kay Scarpetta (Mondadori, p. 478, euro 20,00), slittano al secondo posto, posizione ottima se si considera che è in libreria e in classifica da sole due settimane. La new entry di questa settimana è il romanzo di P.D. James, baronetta del giallo inglese doc: La paziente privata ( Mondadori, p. 468, euro 20,00)

Protagonista del suo ultimo romanzo è la giornalista Rhoda Gradwyn, che ha molto successo ma pochissimi amici. Angolonero scrive:

Rhoda Gradwyn, nota giornalista investigativa inglese, decide di farsi operare un’antiestetica vecchia cicatrice sul viso da un noto chirurgo plastico a Cheverell Manor, un’esclusiva clinica privata che ha sede in una antica residenza nel Dorset. Rhoda non uscirà viva dalla clinica perché viene uccisa in circostanze misteriose. Mentre l’ispettore Dalgliesh e la sua squadra sono impegnati a investigare sulla sua morte, a Cheverell Manor ha luogo un secondo delitto. Un nuovo appassionante caso per l’ispettore Dalgliesh.

Insomma la classica ma appassionante storia alla P.D. James con protagonista il suo ormai celebre detective Dalgliesh, come sottolinea Booksblog:

Ancora una volta P.D. James torna a orchestrare con la consueta maestria i destini dei suoi personaggi, intrecciandoli sapientemente e costruendo una storia che, come sempre, ha il suo fulcro in Adam Dalgliesh, investigatore abilissimo e sensibile, capace come pochi altri eroi della letteratura gialla di scandagliare i misteri dell’animo umano.

Sale dalla settima alla quarta posizione il romanzo della conduttrice delle Invasioni Barbariche Daria Bignardi, Non vi lascerò orfani (Mondadori p. 160, euro 17,50). Sempre presente Stieg Larsson, con due dei suoi libri della Trilogia Millennium. Se Uomini che odiano le donne (Marsilio, p.676, euro 21,50) è stabile in terza posizione, scende in sesta La regina dei castelli di carta (Marsilio, p. 857, euro 21,50).

In discesa verso l’ottava posizione anche Andrea Camilleri, mentre è stabile in quinta La solitudine dei numeri primi (Mondadori, p.304, euro 18,00) di Paolo Giordano.

A fine classifica è importante segnalare due new entry tutte al femminile: Simonetta Agnello Hornby e Margaret Mazzantini. Alla nona posizione c’è Vento Scomposto (Feltrinelli, p. 405, euro 19,00). Lo consiglia La piuma:

I coniugi Pitt si sono appena trasferiti nella loro nuova casa nell’elegante quartiere di Kensington. Mike lavora nella City come merchant banker, Jenny è consulente di una prestigiosa catena di negozi; hanno due figlie, Amy e Lucy. Una famiglia borghese, benestante, “normale”. E tuttavia qualcosa comincia a non funzionare quando la maestra della piccola Lucy legge nei comportamenti della bambina turbamento e disagio. Sembrerebbe soltanto una seccatura, invece per Mike Pitt è l’inizio di un incubo. Per uscire dal labirinto di accuse che lo mettono con le spalle al muro si rivolge a Steve Booth, avvocato specializzato in diritto di famiglia abituato a confrontarsi con la clientela disagiata e multietnica di Brixton. Mentre Jenny continua a ripetere che “Lucy sta benissimo” e crede fermamente nell’innocenza del marito, cosa che esaspera il clima di sospetto e l’ostilità dei servizi sociali, Steve Booth e il suo studio devono muoversi in una ragnatela di accuse che si infittisce di giorno in giorno, in un gioco sempre più paradossale di ambiguità e ossessioni. Un thriller sociale e familiare in cui innocenza e colpevolezza si dividono la scena fino all’ultima pagina, un romanzo davvero interessante

Dello stesso parere è anche Booksblog:

Simonetta Agnello Hornby lascia per la prima volta da parte la sua terra, la Sicilia, finora vero e proprio motore delle sue narrazioni, per approdare in Inghilterra, a Londra, il paese che l’ha adottata, la città dove vive e lavora da più di trent’anni.
Simonetta Agnello Hornby è avvocato minorile e giudice a Londra, dove, nel quartiere multiculturale di Brixton, ha fondato uno studio legale, ed è proprio sul proprio vissuto quotidiano che parte per costruire l’intelaiatura del romanzo, un misto tra romanzo giudiziario e thriller familiare al cui centro evolve il dramma di una famiglia londinese borghese, travolta dall’accusa di pedofilia e di violenza domestica che coinvolge il padre, banchiere. La pedofilia e la violenza domestica sono sicuramente tra gli argomenti da trattare con più prudenza, il rischio di cadere nel patetico e nel retorico è grande, ma Simonetta Agnello Hornby, che tra storie simili ci vive da trentanni, le carte per farcela dovrebbe averle.

Il tema dell’abuso, al centro di questo romanzo, è trattato dalla Agnello Hornby in modo impeccabile, anche secondo La poesia e lo Spirito:

Simonetta Agnello Hornby con Vento scomposto scrive un romanzo giudiziario, thriller sociale, affresco di costume, che, senza tradire la continuità con la “trilogia siciliana”, sorprende per il “teatro” contemporaneo della vicenda, una Londra di interni altoborghesi, parchi e aule di tribunale. Il tema dell’abuso, già presente nei romanzi precedenti, entra qui con la forza dell’attualità enfatizzando l’ambiguità e le contraddizioni delle istituzioni (scuola, assistenza sociale, psichiatria, giustizia).

L’ultima posizione è occupata da Margaret Mazzantini e il suo Venuto al mondo (Mondadori, p. 531, euro 20,00), un libro uscito lo scorso dicembre, ma che ancora fa discutere, come sostiene Giulia Dattilo nel blog Mangialibri:

Margaret Mazzantini è prodigiosa, in questo nuovo romanzo che arriva sette anni dopo Non ti muovere. Un’altra donna, ora come allora, incarna la sofferenza, il dolore di vivere, il disagio di desideri sterili e di felicità impossibili da perpetuare. Gemma vuole essere madre, ma in questa rincorsa quasi maniacale, che scavalca ostacoli e viola convenzioni e leggi, finisce per perdersi. Ma Venuto al mondo non è solo un romanzo sulla maternità negata: è soprattutto un anatema contro la guerra, un resoconto lucido e terribile, a volte, in cui la morte confonde le etnie e rende tutti vittime. Una costruzione narrativa densa, corposa, poetica e struggente disegna i destini di una decina di personaggi, rimanendo salda e palpitante fino all’ultima pagina. “Tieni un capo del filo, con l’altro capo in mano, io correrò nel mondo”, e Pietro, simbolo salvifico di una nuova rinascita, corre senza fermarsi. E – ostinatamente – spera.

Un libro d’amore e di guerra, come scrive Geebo:

Dopo Non ti muovere Margaret Mazzantini ritorna con un altro libro egualmente forte ed emozionante, Venuto al mondo. I lettori impareranno come dall’orrore possa nascere il bene e che la speranza a volte è ben più di un minuscolo raggio di luce…

L’avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché questo è un romanzo contemporaneo, di pace e di guerra. La pace è l’aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L’assedio di Sarajevo diventa l’assedio di questa vicenda di non eroi scaraventati dalla storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto.

E il blog di Panorama ribadisce:

Insomma, la storia recente, quella vera, alta e drammatica dei nostri giorni, una storia più di guerre che di pace, fa da ambientazione a una vicenda personale, d’amore, di coppia, di nascite, nell’arco che va dagli anni Ottanta dell’Italia del benessere (anche se ormai più illusorio che reale) e che conduce alla fine delle certezze, della stabilità, dei valori di riferimento. Ma Gemma è anche il simbolo di una ribellione al lasciarsi andare, al cedere alla paura e anche al desiderio di maternità.

Tag correlate: Erri De Luca, Roberto Saviano, Cornwell, Stieg Larsson

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