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Safer Internet Day 2009: sicurezza per i più piccoli contro il cyber-bullismo

Il 10 febbraio 2009 si è celebrato il Safer Internet Day: cyber-bullismo e sicurezza dei minori sono stati i temi portanti dell’evento. Nell’occasione 17 giganti del web hanno trovato un accordo per contrastare il problema e tutelare la navigazione dei più giovani.

Safer Internet Day 2009: sicurezza per i più piccoli contro il cyber-bullismo

Il 10 febbraio si è tenuto il Safer Internet day 2009, la giornata per la sicurezza in Internet.

Tante le iniziative e i dati raccolti su alcuni dei fenomeni più allarmanti e rischiosi che si possono incontrare in Rete. Il tema portante è stato quello dell’incolumità dei minori e del bullismo on-line che sempre più contraddistingue alcune comunità digitali.

La blogosfera si è rivelata estremamente sensibile all’argomento e moltissimi post sono stati dedicati a sottolineare l’importanza di questa iniziativa che ha coinvolto tutti gli Stati dell’Unione Europea e ha prodotto documenti, filmati e accordi tra i giganti del Web affinché si crei un protocollo condiviso tra tutti riguardo alla tutela dei più giovani.

FranzRusso sintetizza così le finalità della giornata:

La sicurezza digitale è tra le maggiori priorità, sulla base dei dati forniti dalle società di analisi sui cyber-crimini. Non meraviglia infatti, che la pedofilia, le minacce e le truffe sono in aumento, soprattutto per la diffusione e l’accesso non controllato dei piccoli internauti ai social network, come Facebook, a blog e community. Il bullismo non è soltanto un disagio sociale che attraversa le scuole e colpisce bambini e ragazzi, ma anche un pericolo sulla rete, dove si incontra il 33% dei giovani con età compresa tra 7 e 11 anni. Ma diamo qualche numero: il 24% dei ragazzi è appassionato di giochi di ruolo, il 56% di videogames, il 49% di loro scarica musica, video e film, il 22% blogga mentre il 78% si diverte su YouTube.

Safer Internet è nato per proteggere la rete dal 1999 per poi estendersi sino ai giorni nostri coinvolgendo 120 organizzazioni in 56 Paesi diversi. Una delle tappe più importanti del progetto è in Lussemburgo, dove il Commissario europeo per la società dell’Informazione Viviane Reding ha promosso una campagna contro il fenomeno del cyber-bullismo, a cui partecipa anche l’Italia con una lunga serie di eventi ed iniziative tese alla sicurezza in Internet dei minori.

Mozenda riporta le indicazioni di Trend Micro (via Diario del Web) a genitori e insegnanti per promuovere un uso consapevole della Rete da parte dei minori:

Osservare e limitare l’utilizzo di internet: il computer di famiglia dovrebbe essere collocato in un punto della casa ben in vista ai genitori in modo tale che possano controllare il comportamento dei bambini mentre navigano. A seconda dell’età del bambino è neccessario limitare la durata dell’accesso a Internet.
Parlare dell’uso del Web: soprattutto per i bambini più piccoli Trend Micro raccomanda ai genitori di stilare una lista dei siti preferiti dai loro figli. I genitori dovrebbero visitare questi siti per decidere innanzitutto se sono adeguati all’età dei loro figli.
Controllare i contenuti e proteggere i dati: navigare sui siti preferiti dai figli per meglio approffondire gli argomenti trattati e per accertarsi che siano appropriati. I bambini devono essere educati a non diffondere in Rete dati come indirizzi o numeri di telefono.
Mantenere il dialogo: i genitori devono stare in allerta nel caso qualche sconosciuto voglia mettersi in contatto con i propri figli attraverso Internet. Per tenersi informati sugli inconvenienti che possono capitare a tale proposito, è molto utile condividere le esperienze tra genitori sull’utilizzo di Internet da parte dei figli.
Identificare siti Web non sicuri: verificare la sicurezza delle pagine Web visitate con l’aiuto di programmi che permettono di valutarne la reputazione, come ad esempio TrendProtect, in modo tale da bloccare l’accesso a siti Web infetti che distribuiscono malware.
Utilizzare filtri URL: le soluzioni di sicurezza come Trend Micro Internet Security 2009, comprendono filtri URL che evitano l’accesso a siti Web con contenuti inappropriati.
Google, il prinicipale motore di ricerca attualmente esistente, ha approfittato dell’occasione per offrire il proprio punto di vista sull’argomento e dichiarare la propria politica (fonte Onegoogle):

Con un post sul blog ufficiale, la società di Mountain View ha espresso la propria posizione su questo delicato argomento. Chiunque acceda a Internet ha necessariamente bisogno di uno strumento per cercare le informazioni che desidera e molti cybernauti fanno affidamento al motore della grande G.

Ecco quindi che la società si sente chiamata in causa direttamente, per evitare che i giovani navigatori inciampino in siti che sarebbe meglio evitare.

Google oltre ha da tempo pubblicato una breve guida in cui spiega i piccoli accorgimenti per evitare di fare incontri sbagliati, ma ieri ha voluto rinnovare nuovamente la sua posizione

Oggi vogliamo cogliere l’occasione per dichiarare la nostra disponibilità a collaborare con chi desideri utilizzare le nostre piattaforme per campagne di sensibilizzazione ed educazione a un uso appropriato e responsabile della rete.

Come in moltissime situazioni, tanti problemi si possono evitare semplicemente prendendo piccoli precauzioni.

Google fornisce gli strumenti, sta poi a tutti i genitori scegliere come proteggere i propri figli.

A proposito di genitori, la giornata è stata anche l’occasione per evidenziare come, tra tutti, i genitori anglosassoni siano quelli più preparati sul tema. Ecco i dettagli letti su Bambini.info:

Complimenti alle mamme e ai papà inglesi. Secondo uno studio presentato ieri da EU Kids Online e dalla London School of Economics durante il Safer Internet Day i genitori inglesi sono risultati i più preparati sul tema della sicurezza online.

Per Sonia Lingstone, professoressa alla London School of Economics, alla base di questo risultato ci sono le numerose campagne di sensibilizzazione che il governo inglese ha dedicato al tema della sicurezza dei bambini.

Cosa rende i genitori inglesi migliori di quelli del resto della Unione Europea? L’approccio attivo a internet e al tema della sicurezza. Nel Regno Unito il 77% dei genitori usa software di protezione, mentre l’87% parla con i figli dei pericoli della rete. Inoltre, i genitori inglese sono quelli che più spesso stanno vicino ai propri bambini mentre navigano in internet.

Il Safer day 2009 sarà ricordato soprattutto per l’accordo firmato tra 17 dei maggiori protagonisti del Web, proprio per contrastare il fenomeno del bullismo digitale e per preservare la sicurezza dei più giovani (fonte PcTuner.it):

In questi giorni è stato firmato un accordo tra diciassette tra i maggiori protagonisti del web, tra cui spiccano Google, Facebook, Microsoft, Youtube, MySpace, Yahoo e Netlog. Il protocollo di intesa, raggiunto anche grazie alla collaborazione dell’Unione Europea, è dedicato alla difesa dei piccoli utilizzatori della rete, i soggetti più vulnerabili alle insidie che possono nascondersi su internet. La firma arriva nella sesta Giornata Mondiale per la sicurezza di Internet contro il bullismo, la pedofilia e la diffusione dei dati personali: il Safer Day. Nello specifico, i 17 siti che hanno firmato l’accordo, faranno in modo di rendere chiaro e semplice  difendersi dai pericoli che si possono incontrare sui propri portali, semplicemente premendo un tasto, che darà la possibilità di agire su più livelli, a seconda della privacy che si vuole mantenere. Per far conoscere l’iniziativa, a breve verrà messo in onda uno spot pubblicitario in cui una minorenne ritroverà la serenità perduta a causa di un bullo online, semplicemente premendo un tasto.

Ma cos’è esattamente il cyber-bullismo di cui tanto si parla? Ce lo spiega Michele Iaselli:

Per cyber-bullismo si intende la continua molestia verbale o psicologica eseguita da un individuo o gruppo di individui. Può prendere molte forme: derisione, insulti, minacce, pettegolezzo, commenti eccellenti, sgradevoli o calunnia. Purtroppo i servizi on-line ed interattivi (l’e-mail, chat rooms, instant messaging) nonché i cellulari hanno dato ai prepotenti nuove opportunità e modi per abusare delle loro vittime.

Le statistiche sui bulli del Web sono davvero sconcertanti. Su Quo Media è possibile leggere qualche dato che fa saltare sulla sedia:

I giochi di ruolo in rete sono di interesse del 24% dei giovanissimi, i videogiochi del 56%, il download di musica, video e film del 49%, i blog del 22% e YouTube del 78%. Sono fatti di tutti i giorni quelli che sentiamo riguardo a foto osé della ex fidanzatina messe su internet per rovinarne l’immagine, video denigratori diffusi da coetanei per vendetta e gelosia, fatti che non ci lasciano stupiti di fronte ai dati riguardanti la fascia adolescenziale, tra i 12 e i 19 anni, nella quale il 13,2% dei ragazzi ammette di diffondere false informazioni sui coetanei per ripicche e piccole vendette e l’11% ammette di avere molestato, minacciato e infastidito in modo aggressivo altri coetanei sempre attraverso la rete web, mentre l’11% afferma di avere usato la rete per escludere un coetaneo dal gruppo.

Gli adulti devono seriamente prendere in considerazione il problema e colmare il gap generazionale che li rende spesso meno informatizzati (e quindi più ingenui) dei propri figli: è necessario che il digital divide si azzeri e che i bambini possano trovare nei propri genitori e educatori dei validi supporti con cui condividere un mondo tanto vasto quanto bello e a volte insidioso.

Tag correlate: bullismo, social network, bambini, genitori, sicurezza

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