La voce dei cassaintegrati
La crisi stringe la morsa e – nonostante le indicazioni del Premier, che si dimostra sempre fulgidamente ottimista – la cassa integrazione si impenna fino a raggiungere picchi stratosferici. Ecco le voci di alcuni blogger toccati dal fenomeno e qualche riflessione sullo stato attuale delle cose
Il pesante maglio della crisi economica sta iniziando a farsi sentire, anche se – purtroppo – pare che i veri effetti, quelli più duri e crudeli, non siano ancora arrivati.
Anche se il Presidente del consiglio fa di tutto per rassicurare gli italiani, i segnali non sono davvero positivi.
E lo strumento della cassa integrazione sembra godere – purtroppo – di una rinnovata “gloria”, come misura che le aziende mettono in campo per affrontare il momento nero.
Ecco l’esperienza di un lavoratore cassaintegrato da un giorno all’altro, riportata su Trading Italia:
La scorsa settimana mi era stato proposto di consumare le ferie del 2008 in modo da sopperire la crisi che stava coinvolgendo anche l’azienda dove lavoro come impiegato, invece dopo soli 2 giorni c’è stata la comunicazione che l’azienda aveva attuato la cassa integrazione per 3 mesi a partire da marzo, ebbene è stata una piccola mazzata per me perchè non credevo che sarebbe potuto succedere anche a me di diventare un cassintegrato, in ogni modo mi ritengo fortunato lo stesso, perchè c’è chi sta peggio.
Già, c’è chi sta peggio, come il lavoratore la cui lettera è riportata su Irpinianelmondo:
Caro ministro, Le scrivo con tanta disperazione perche’ siamo al 5 di marzo e ancora devo ricevere i soldi della cassa integrazione ordinaria del mese di DICEMBRE.
Mi mandano da un ufficio ad un altro spendendo soldi per la benzina e nessuno sa darmi una risposta tranne che il mio numero di pratica e’:03001710671 ufficio di Fano o Ancona.
Non so piu a chi rivolgermi. PER FAVORE MI AIUTI HO UN MUTUO DA PAGARE….E MI CHIEDO: quando mai prenderò quelli di febbraio e di marzo? Aspetto Sue risposte e aticipatamente La ringrazio.
Luigi
Un’altra voce, purtroppo, dall’interno è quella di Romano Borrelli:
La realtà che si vive nella mia fabbrica, la KEY PLASTICS di Beinasco, e fuori da quest’azienda è disastrosa, purtroppo è così.
Da quando siamo in cassa integrazione ordinaria, non si vive più.
I lavoratori, che ormai sono passati ad un reddito pari a circa 700 euro mensili, non sanno più come fare a far quadrare il bilancio familiare (l’istruzione per i figli, assicurazione e bollo auto, IL MUTUO DA PAGARE: pesante come un macigno che grava sulla nostra, nostre, vite, … eccetera).
Io lavoro in un reparto prettamente femminile, dove molte di queste colleghe lavoratrici ormai da giorni hanno i propri mariti ( più sfortunati di noi), che sono stati appena licenziati per la chiusura della loro fabbrica, oppure non percepiscono salario da mesi perché il loro datore di lavoro non può permettersi più di pagarli.
Del resto i dati parlano chiaro. C’è poco da stare allegri e da pensare positivo, se come riporta Caffè News:
I dati pubblicati dall’INPS confermano la gravità della crisi nell’insieme dei settori dell’industria metalmeccanica. Con 23 milioni di ore di Cassa Integrazione Guadagni nel solo mese di Febbraio 2009, e con un incremento del 430% sullo stesso periodo dello scorso anno, tali settori rappresentano più del 60% di tutta la Cassa Integrazione Guadagni nell’industria”.
Anzi, nonostante le parole di Silvio Berlusconi, sembrano davvero imprescindibili misure importanti, come quelle di cui ci parla Bloglavoro:
tra gennaio e febbraio 370.561 lavoratori hanno perso il posto di lavoro e hanno presentato all’Inps la domanda di indennità di disoccupazione, 116.983 in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno pari ad un +46,13%. Tali richieste comprendono l’indennità ordinaria, speciale e con i requisiti ridotti.
In dettaglio, a gennaio le domande arrivate tramite gli sportelli INPS sono state 169.274 (con un picco nella sola giornata del 15 di 11.653 richieste) contro le 95.851 dello stesso mese del 2008. A febbraio sono salite a 201.287 (il picco è del dieci del mese) contro le 157.727 dello stesso mese dell’anno precedente.
Il segretario del PRC Paolo Ferrero, riporta La Repubblica nell’edizione odierna, chiede per tutti i nuovi disoccupati “immediatamente la cassa integrazione, come pure va estesa la cassa integrazione a tutti coloro che perdono il posto di lavoro“. “Non è accettabile infatti – aggiunge Ferrero – che chi lavora in piccole o piccolissime imprese, in società cooperative o in qualità di lavoratore interinale abbia meno diritti di altri lavoratori meglio tutelati. Non è accettabile perché, oltre al danno, vorrebbe dire per loro subire la beffa“.
E, come prevedibile, l’ombra del fenomeno si estende anche alle banche (fonte: Il brigante rosso) – che in questa crisi sono state, in molti casi, attori determinanti:
anche i lavoratori delle banche cercano di correre ai ripari, soprattutto dopo la diffusione su alcuni mezzi di informazione dell’ipotesi della cassa integrazione negli istituti di credito.
«Non c’è stata nessuna smentita da parte dell’Abi» hanno lamentato i sindacati di categoria, Dircredito, Fabi, Fiba Cisl, Fisac Cgil, Silcea, Sinfub, Ugl Credito e Uilca, chiedendo all’Associazione bancari italiana di aprire subito un confronto con le parti sociali per discutere di una possibile crisi occupazionale e dei mezzi con i quali fronteggiarla.
I sindacati hanno al contempo osservato che al momento il sistema del credito non sta evidenziando condizioni di difficoltà generalizzate, ma che se dovessero essere accertate andrebbero affrontate «tramite un confronto aperto e idoneo a trovare soluzioni ampiamente condivise».
Restando sempre in tema di banche, le brutte notizie sembrano non cessare. Stiamo parlando dell’applicazione del decreto denominato Tremonti Bond, volto ad agevolare disoccupati e cassaintegrati sollevandoli dall’obbligo di pagare rate di mutui che momentaneamente non possono permettersi (leggiamo su Prestiti, Mututi e Tassi Online):
Per far sì che l’applicazione della legge da parte degli istituti di credito sia effettiva è necessario che le banche raggiungano un’ intesa con il Ministero delle Finanze e che le rate di queste persone e famiglie alle prese con problemi e disagi familiari siano sospese per la durata di dodici mesi. In ogni caso c’è da considerare un’ altra problematica relativa ai Tremonti Bond: non tutte le banche firmeranno l’accordo ma solamente quelle che aderiranno all’iniziativa e dunque Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Intesa Sanpaolo e Banco Popolare. A questo punto ci viene da chiedere… l’ennesima beffa a danno dei mutuatari?
Chiudiamo questa istantanea tutt’altro che gioiosa, con la riflessione riportata da Polisblog, che analizza l’atteggiamento ufficiale del Premier italiano e del suo Governo:
Al nostro governo sembra non piacciano gli ammortizzatori sociali. Che per dirla in soldoni sono, appunto i soldi assegnati a chi perde il lavoro per fare sì che la botta sia meno terribile. E che si abbiano le risorse minime per cercarsene o costruirsene un altro.
Il governo, alla proposta dell’opposizione di destinare fondi per migliorare gli ammortizzatori sociali, ha fatto sapere che costerebbe troppo. Si tratta, notiamolo, dello stesso governo che ci esortava a consumare per uscir dalla crisi. Mettendosi nei panni di chi teme per il proprio lavoro il messaggio è un filino contraddittorio: intanto spendete, per il bene di tutti, ma sia chiaro che poi se vi va male ve la dovete cavar da soli. Somiglia molto a suggerire di espirare per bene, svuotando completamente i polmoni, casomai dovessi finire sott’acqua.
Tag correlate: cassa integrazione, Berlusconi, Tremonti
[Foto: copertina del numero di The Economist del 27/09/2008, dedicato alla crisi economica mondiale]


giugno 14th, 2009 at 21:50
la mia banca è la ex banca intesa san paolo attualmente crveneto, ma mi hanno detto che non ne sanno niente del decreto tremonti e poi dopo che mi sono data da fare per informarli tramite link inviati nelle email mi hanno detto che ancora non ci sono le direttive, in sostanza noi poveri lavoratori cassa integrati o disoccupati siamo sempre nella beffa di qualcuno, e allora quello che mi chiedo è come ci si puo difendere dalla burocrazia e dalle istituzioni che promettono e poi fanno finta di non sapere. a chi ci dobbiamo rivolgere per far valere i nostri diritti nel caso li avessimo, trovare sempre muri di gomma non fa bene perchè porta solo all esasperazione delle persone, specialmente quando le difficoltà sono molte e la prospettiva di perdere la casa già sudata duramente non piace sicuramente a nessuno, chiedo gentilmente aiuto e se possibile delle risposte. grazie