Microsoft accusa TomTom di violazione di brevetti

Microsoft denuncia Tomtom per la vuiolazione di otto brevetti software. Ma cosa c'è sotto, veramente? Sembra proprio un attacco trasversale a Gnu/Linux...

Un paio di anni fa due dirigenti dell’ufficio legale di Microsoft dichiararono che alcuni dei più diffusi software liberi violavano brevetti della casa di Redmond; sotto accusa, tra gli altri, Linux e OpenOffice.

Ci fu chi bollò la notizia come un fud, ossia come un mezzo per instillare dubbi e incertezze negli utenti, soprattutto nel settore aziendale. Chi, infatti, avrebbe intrapreso la migrazione a Linux con il rischio di vedersi citato per violazione di brevetto da Microsoft?
Ci fu chi vide nell’iniziativa uno strumento per spingere aziende impegnate nel settore del software libero a stringere accordi di partnership o commerciali con Microsoft
, sulla scia di quelli in essere con Novell e Sun Microsystem.

Quel che è certo è che i brevetti violati, a detta dei legali di Microsoft, sarebbero stati oltre 200; le dichiarazioni, peraltro non provate, almeno in quella sede, non portarono a iniziative legali di alcun tipo, almeno fino a poco tempo fa.

Leggiamo Giovanni Amodio su Techno Magazine:

Microsoft ha avviato una procedura legale contro l’olandese TomTom, leader nella navigazione satellitare, per la violazione di ben 8 brevetti.

A detta dell’azienda di Redmond, ci sarebbero cinque brevetti violati nell’area della navigazione via GPS, mentre tre riguarderebbero il kernel Linux e il filesystem FAT.

Horacio Gutierrez, consigliere generale per la proprietà intellettuale di Microsoft, ha rilasciato alcune dichiarazioni che spiegano le motivazioni di questa citazione rivolta a TomTom; le riporta e le commenta Luca Annunziata su Punto Informatico:

la questione secondo BigM ruota attorno all’utilizzo del file system FAT32 da parte del kernel Linux montato dagli apparecchi TomTom. In particolare, tra i brevetti incriminati ce ne sono due intitolati “Common name space for long and short filenames” (5,579,517 e 5,758,352), inerenti appunto la gestione dei nomi di file da 32 caratteri in ambienti in grado di supportarne solo 11 (come accadde ai tempi del passaggio da DOS6 a WindowsXP), e un terzo complementare (“Method and System for File System Management Using a Flash-Erasable, Programmable, Read-only Memory”, il 6,256,642) che attiene all’utilizzo di memoria flash come archivio.
Tutti e tre questi brevetti coinvolgerebbero Linux. Ma Gutierrez spiega che “La faccenda riguarda solo le violazioni commesse da TomTom” e non il kernel Linux in generale, e si tratterebbe soltanto “del normale corso di un rapporto di affari tra due aziende”: il Pinguino “non è il punto focale delle rivendicazioni”, e Gutierrez esclude pure che si stia preparando un’azione legale di massa per tutte le aziende che utilizzano il kernel Linux. “Non è davvero quello che abbiamo in mente” ha aggiunto.

Lo stesso Gutierrez spiega perché l’azienda di Redmond ha deciso di passare alle carte bollate; la dichiarazione è riportata da Quomedia:

Abbiamo intrapreso questa azione dopo avere tentato di parlare con TomTom per più di un anno. In questo tipo di situazioni, quando nessun accordo è raggiunto, non abbiamo altra scelta che intraprendere una procedura legale per proteggere le nostre innovazioni e i nostri partner possessori delle nostre licenze

L’azione legale, quindi, come forma di tutela degli interessi di Microsoft e dei suoi licenziatari; forse la realtà è diversa, più sottile di quelle che sono le apparenze. Secondo Shaytan, che scrive su Linux e dintorni, le vere ragioni di questa iniziativa, infatti, sarebbero ben diverse da quelle dichiarate da Gutierrez:

Più nello specifico Jeremy Allison, articolista del noto giornale Computerworld nella sua edizione pubblicata in terra britannica, si sbilancia sulle vere ragioni di questa azione legale e per farlo si avvale del contributo di uno che il “kernel TomTom” lo ha visto da vicino diverse volte.

Il personaggio in questione è Harald Welte e, viste le sue credenziali, penso sia una di quelle persone che possono dare un giudizio in merito alla questione dall’alto della sua profonda conoscenza dell’informatica ma soprattutto del kernel Linux.

Citando un suo post si può leggere:

claim that this lawsuit has no relation whatsoever to Linux, and they’re only targeting TomTom’s specific implementation of Linux. I have actually reviewed the TomTom kernel sources a number of times during the last couple of years as part of gpl-compliance reviews. I can tell you, there is nothing “TomTom specific” in their FAT FS code. It is the plain fat/msdos/vfat file system like in every kernel.org kernel.

Ecco quindi palesarsi a noi tutti le vere intenzioni di Ballmer.

La strategia è ormai chiara a tutti attaccare indirettamente Linux per vedere se in qualche modo si riesce a scalfire quella dura corazza legale che protegge il pinguino.

L’attacco a TomTom come cavallo di Troia per penetrare nella fortezza di Gnu/Linux? Paradossalmente le tutele garantite dalla seconda versione della licenza GPL potrebbero agevolare Microsoft e farle vincere la causa contro TomTom, come ci spiega Andrea Guida su Geekissimo:

In fondo, la sezione numero sette della GPLv2, con la clausola “Liberty or Death”, parla abbastanza chiaro: non è possibile ridistribuire il codice sorgente con delle restrizioni. Restrizioni che – guarda caso – si materializzerebbero con la vincita di questa causa da parte di Steve Ballmer e compagnia, la quale inibirebbe le aziende interessate ai brevetti a ridistribuire in toto il kernel del sistema del pinguno.

Sembra quasi che Microsoft abbia deciso di passare da una strategia “mi spezzo ma non mi piego”, di stampo occidentale, a una più elastica, basata sul principio di non resistenza, cuore della disciplina dell’aikido: in pratica ci si difende non con il muro contro muro, ma più morbidamente, cercando di sfruttare la forza dell’avversario contro di lui. In questo caso, però, non si tratta di una difesa, ma di una strategia d’attacco, con la quale Microsoft cerca di volgere a suo vantaggio i punti di forza della licenza GPL. Se vincesse la causa, infatti, TomTom non potrebbe più continuare a distribuire prodotti basati sul kernel Linux e proprio in virtù di una clausola contenuta nella licenza che lo protegge: una beffa, come scrive Shaytan nel citato post su Linux e dintorni:

Una mossa che ha del vile e che potrebbe rivelarsi molto pericolosa in quanto potenzialmente in grado di creare un precedente attraverso il quale mettere in profonda crisi tutto il comparto embedded del kernel open.

Qui si potrebbe entrare nella querelle sul principio della brevettabilità del software che, lungi dal tutelare chicchessia, sta dando origine a una serie di questioni legali pressoché infinita, ma esuleremmo dal tema principale di questo articolo. Restiamo in attesa di sapere come andrà a finire la questione, perché riteniamo che la cosa possa interessare tutti noi, che usiamo o meno il popolare navigatore satellitare olandese.

Tag correlate: Microsoft, TomTom, Gnu/Linux

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