Intervista a Davide Bennato di Tecnoetica
“La tecnologia è qualcosa di profondamente umano e sociale: prima di capirne gli effetti, dobbiamo capirne i valori ad essa sottesi”
Da quanto tempo gestisci un blog?
Da sei anni (5 con l’indirizzo attuale).
Quali blog leggi regolarmente?
Techcrunch, Infosthetics, Datamining.
Perché hai cominciato?
Per prima cosa per capire cosa fossero questi blog, poi per usarlo come strumento per riflettere sui miei studi e le mie ricerche, quasi fosse un blocco di appunti online. Infine per gestire la mia presenza online.
Descrivi il tuo blog in tre parole.
La tecnologia è qualcosa di profondamente umano e sociale: prima di capirne gli effetti, dobbiamo capirne i valori ad essa sottesi.
Come ti informi e da dove prendi ispirazione?
Ho una collezione di feed piuttosto articolata frutto della mia esperienza di navigazione. Poi spesso uso la mia competenza sociologica per interpretare fenomeni legati ai media sociali. E poi almeno una volta la settimana faccio un giro su delicious per cercare materiale su alcune delle keyword che mi interessano.
A cosa pensi sia dovuto il successo del tuo blog?
Dal punto di vista dei contenuti, perché gli argomenti sono piuttosto di nicchia anche se affrontanti con un tono scanzonato. Poi sicuramente la mia consistente attività didattica, seminariale e convegnistica fa si che le persone che mi conoscono in queste occasioni rimangono interessate ai temi e così cominciano a seguirmi. Poi sicuramente alcuni trucchetti da SEO per farmi trovare attraverso Google.
Che valori associ al mondo dei blog e in generale alla Rete?
Apertura, condivisione e voglia di lasciarsi coinvolgere da un modo alternativo di relazionarsi con persone che – come me – condividono un interesse rispetto alla Rete.
Che cosa manca nella blogosfera italiana?
In molti casi, il senso del limite. Dei propri limiti.
Cosa manca al nostro Paese per diventare una nazione digitale al passo con le altre?
Infrastrutture, cultura dell’innovazione e una amministrazione pubblica più snella.
Che consigli daresti a un blogger agli inizi?
Di non lasciarsi incantare dall’aspetto ludico della piattaforma, ma di usarlo come modo per coltivare un proprio interesse.
Tag correlate: intervista, blogger, google
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Tecnoetica » Intervista Liquida (no, non è Bauman) says:
marzo 21st, 2009 at 11:15[...] contattato dalla gentile Annarita Ficco della redazione di Liquida Magazine, per rispondere ad una rapida intervista sulle mie idee rispetto ad internet e alcune info sul mio [...]






marzo 23rd, 2009 at 00:41
devo dire che vien fuori molto della sua personalità in questa intervista se pur breve.
certo se poi uno immagina il modo in cui parla e gesticola allora tutto è molto più chiaro… anche questo è un trucco.?
su bauman devo dire che avendolo studiato ho afferrato la battuta ed è stato prorpio quella ad aver attirato l’attenzione.
sono d’accordo sul fatto che ormai il blog sia diventato una forma quasi necessaria ma non sufficiente di comunicazione come direbbe qualche teoria sociologica… forse i ragazzi dovrebbero essere aiutati e “istruiti” nell utilizzo di un mezzo così potente che può essere il massimo dell utilità o il peggior modo per fossilizzarsi e mostrarsi.
uno dei motivi per cui ero restia nei confronti di blog e network era prorpio la mancanza di privace quasi mi infastidiva non si possono ritenere mezzi del genere, diari personali, purtroppo spesso è così …in realtà credo che debba essere usato per lo scopo con cui è nato: mezzo di informazione (alternativa alla”formazione” dataci dai mezzi classici: tg, stampa,…) e comunicazione in tempo reale. se questa è la funzione che svolge allora evviva il blog e tutti i suoi simili.
condividere interessi “rispetto alla rete” su questo siamo d’accordo.