Scuola. La protesta dell’Onda vista dai blog
Torna sotto i riflettori il movimento studentesco: le analisi e le opinioni dei blogger, fra favorevoli e contrari
Negli ultimi giorni si è tornato a parlare dell’Onda Anomala. Dopo un periodo di relativa calma, il movimento studentesco che protesta contro le ben note riforme al sistema scolastico e universitario è tornato sotto ai riflettori nella scorsa settimana.
La causa principale è data dalle manifestazioni conclusesi violentemente all’Università della Sapienza di Roma e le successive esternazioni del ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta – che, in una conferenza stampa congiunta con il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini, ha definito i ragazzi dell’Onda come dei “guerriglieri” che “verranno trattati come guerriglieri”.
Sia questi commenti che le immagini degli scontri hanno riaperto il dibattito sulla protesta – pacifica o meno – degli studenti. A partire dalle discussioni su cosa sia realmente successo fuori dalla Sapienza. Diversi mezzi di comunicazione hanno attribuito l’inizio dell’offensiva ai manifestanti, altri invece incolpano la polizia per quanto avvenuto.
Di fronte alle diverse versioni risulta poco chiaro chi abbia attaccato per primo. Il blog d’informazione Corriere Universitario, ad esempio, scrive:
Dietro allo striscione “Sciopero in Onda, libertà in movimento”, circa 300 studenti hanno sfilato all’interno della Città Universitaria ma, una volta fuori, sono stati bloccati dalle Forze dell’Ordine che hanno impedito il corteo. Momenti di tensione culminati in una serie di cariche di alleggerimento da parte di polizia e carabinieri. (…)
La mancata autorizzazione alla manifestazione per le strade della Capitale si deve alla zelante applicazione del recente Protocollo di restrizione dei percorsi dei cortei a Roma varato nelle scorse settimane dalla giunta Alemanno. Gli studenti hanno tentato di forzare il cordone di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa che li stava trattenendo all’interno dell’ateneo. Quindi è partita una prima carica alla quale gli studenti hanno cercato di rispondere con un lancio di oggetti, tra cui alcune scarpe.
La dinamica si può capire meglio da quanto riportato dal blog di Stefano Minguzzi che, invece di lanciarsi in analisi e teorie come hanno fatto in molti, ha semplicemente riportato pari pari i rilasci d’agenzia relativi a quelle ore.
Più che le teorie sulle dinamiche degli eventi, a noi però interessano principalmente i pareri espressi nella blogosfera riguardo al movimento studentesco. Ed effettivamente possiamo riscontrare una netta divisione, fra chi sostiene i protestanti (o in molti casi è uno di loro) e chi invece è più vicino alle posizioni del Ministro.
Fra i primi troviamo Alessio del blog dei giovani Reggini LiberaReggio, che dopo aver analizzato con attenzione molte caratteristiche dell’Onda decide appunto di sostenerla:
La conoscenza degli strumenti della comunicazione ha reso anche possibile, fino ad ora, l’effettiva assenza di portavoce e cappelli politici su questo movimento. Ai cortei degli studenti non ci sono bandiere di partito; un ragazzo nello spezzone di Roma3, ricordo diceva, durante lo sciopero generale dell’università, dal camion con l’amplificazione che gli unici simboli di quel corteo erano una bandiera dei pirati e un toro di cartapesta portato in piazza dagli studenti di Architettura di Roma3. In effetti non c’era altro. (…)
A me sembra che i ragazzi siano diventati grandi prima del tempo e questo mi incuriosice parecchio. Non so quanto questo stato di mobilitazione potrà durare ma è certo che sta nascendo qualcosa di nuovo.
Anche Rolli dà ragione agli studenti, ricordando i motivi della loro protesta:
E se la scuola pubblica nel frattempo cade a pezzi, mentre si finanzia quella privata, facciamocene una ragione
E guai se protesti senza appartenere categoricamente a qualche gruppo regolarmente eletto: ti considera alla stregua di un terrorista, e come tale farà in modo che tu venga trattato.
Pur ammettendo che alcuni manifestanti hanno alzato troppo i toni, Luca Rinaldi spiega perché questa protesta deve essere ascoltata, e non solo dalle autorità:
Il Governo ha paura degli studenti, ha paura di coloro da cui il paese dovrebbe ripartire. Dovrebbero al contrario sostenere il confronto e non fare finta di niente e classificarli sempre come farraginosi e piantagrane, perché così non è. Che alcune manifestazioni siano andate oltre non si può negare, ma etichettare tutti indiscriminatamente in questo modo non è corretto caro ministro.
Il blog Sentieri di Viaggio è tenuto proprio da una di quegli studenti che stanno manifestando – pacificamente – il loro dissenso. Non sorprendono quindi le sue affermazioni:
Beh, se poi essere guerriglieri vuol dire battersi per questioni giuste, per difendere i propri diritti e la propria istruzione pubblica, allora fieri di essere guerriglieri!
Sono diversi invece i blogger che si dichiarano più vicini alle posizioni del ministro Brunetta, ad esempio Il Blogantropo che ne aprofitta per una steccata verso l’attuale leader del PD:
Oggi è’ il turno del Ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, il quale ha giustamente apostrofato come “proteste di guerriglieri senza dignità” le manifestazioni degli studenti dell’onda. A lui ora sono rivolte le attenzioni del cattocomunista Dario Franceschini, che sull’onda dei leader del Pd, in perenne ricerca di consensi, crede più proficuo attaccare il Governo italiano che lavorare per il bene comune.
Anche Luca Landoni di Polisblog getta dei dubbi sull’operato dei manifestanti, in particolare nei confronti dei loro metodi:
Ricordiamo che nei disordini di ieri (…) è stato violato il protocollo con una carica contro la polizia, che è stata fatta anche oggetto di ripetuti lanci di sassi, bottiglie e quant’altro. Infine i manifestanti hanno tentato persino di forzare l’ingresso del rettorato, senza riuscirvi.
La domanda sulla loro reale rappresentatività all’interno dell’ambiente universitario è più che legittima, così come è legittima la recente proposta di introdurre i tornelli negli atenei, al fine di farvi entrare solo il personale addetto e gli studenti veri. Anche per vedere la quota di infiltrati che infesta le assemblee di quello che si autoproclama movimento studentesco.
In seguito al suo post si possono leggere più di un’ottantina di commenti, naturalmente di entrambi gli orientamenti (c’è chi interviene con parole più sensate e chi meno, chi educatamente e chi meno): una discussione a cui vale la pena dare un’occhiata, per il modo in cui rappresenta le varie posizioni di chi si informa on-line.
Un’ottima analisi è invece offerta da L’Anti-Zanzara, che giustifica con intelligenza il suo non trovarsi troppo dalla parte dei manifestanti, ma neanche del ministro:
Gli studenti della cosiddetta Onda (tanto chiassosa quanto minoritaria) possono avere mille valide ragioni per protestare, ma nel momento in cui impediscono il regolare svolgimento delle lezioni e creano problemi di ordine pubblico per me passano dalla parte del torto.
Il ministro Renato “Gigi La Trottola” Brunetta (altro che Ufo Robot) nel momento in cui paragona gli studenti dell’Onda a dei guerriglieri (ovviamente sottintendeva terroristi), per poi correggersi e ridurre il suo commento ad una sequela di parole di puro inutile scherno (“quelli dell’onda sono quattro ragazzotti in cerca di sensazioni più o meno violente”), può avere anche ragione al “centocinquanta percento”, per citare Giuseppe Cruciani alla Zanzara di ieri, ma per me con questo linguaggio a metà tra il provocatore e il reazionario il ministro passa dalla parte del torto.
Aggiungendo poi una frecciatina sempre a Brunetta:
Ciò detto, c’è una cosa che un po’ mi infastidisce: anziché chiedere a Brunetta commenti su fatti che non sono minimamente di competenza del suo dicastero, perché nessuno pone al ministro questa banale domanda: a che punto è il promesso processo di totale informatizzazione e digitalizzazione dell’amministrazione pubblica?
Restando in argomento, fa sorridere la citazione usata nel blog di Nino Malgeri:
Le demenziali dichiarazioni del ministro Brunetta sugli studenti guerriglieri sono talmente ridicole che possono riassumersi parafrasando un corsivo di Fortebraccio: “Se qualcuno non avesse avuto l’ardire di offrirglielo fritto al ristorante, Brunetta non avrebbe mai saputo dell’esistenza del cervello”.
Tornando alle giornate di protesta convocate dall’Onda, troviamo molto interessante il resoconto del blogger Roberto Calabrò, che, in una delle manifestazioni precedenti (ottobre 2008), si è “infiltrato” fra gli studenti delle scuole medie nel corteo di Reggio Calabria, traendone un’opinione decisamente positiva:
Oggi c’era l’entusiasmo anche un po’ naif degli adolescenti, la voglia di sentirsi protagonisti per un giorno (in una società che condanna i giovani ad essere eterni teenager), l’allegria di chi ha marinato la scuola con un buon motivo e – anche se non in tutti gli studenti – il desiderio di essere parte attiva di un processo di democrazia diretta in cui si rivendicano i propri diritti. (…)
Una manifestazione pacifica, allegra, colorata. Senza alcun momento di tensione.
Molti gli slogan urlati durante il corteo. Tra i tanti sberleffi alla Gelmini e a Berlusconi, qualche coro da stadio e anche una presa di distanza dalle strumentalizzazioni politiche: “Né rosso, né nero: libero pensiero”.
Niente di rivoluzionario. Ma forse il primo timido segnale di un’inversione di tendenza dall’apatia e dall’immobilismo.
Le sue parole ci servono da stimolo, come hanno fatto diversi blogger, per tornare sulle vere ragioni della protesta, così facilmente messe da parte dai media in seguito alle polemiche nate da violenze e dichiarazioni varie. Corriere Universitario, ad esempio, ci ricorda alcuni dettagli della riforma Gelmini:
Per quanto riguarda l’università, infine, la Gelmini ribadisce la ferma intenzione di ridurre i corsi del 20%, andando a tagliare quelli meno gettonati e quelli che non garantiscono un buon inserimento nel mercato del lavoro, questo – però – a partire dal prossimo anno accademico. Con molteplici obiettivi: disattivare i percorsi formativi non essenziali, rendere più razionale l’organizzazione delle attività didattiche per offrire agli studenti didattica di qualità. “In questi anni – sottolinea la Gelmini – si è assistito a una proliferazione dei corsi di laurea non sempre motivata da reali esigenze del mercato del lavoro”.
Il blog programmaticamente intitolato Italiani Imbecilli ha, in contrasto col suo nome, la saggezza di fornire direttamente la voce degli interessati, offrendoci un’intervista a uno dei tanti insegnanti precari:
Ma noi che scriviamo, abbiamo voluto toccare con mano le difficoltà reali di questi precari. Un gentile lettore, insegnante -che ringraziamo- ci ha inviato una breve intervista fatta a un precario (ATA). Due parole semplici, per chiarire. Ve la proponiamo:
Da quanto tempo lavori nelle scuole?
Sono già passati nove anni dalla prima chiamata. Era il 25 settembre del 2000.
Qual è stato il meccanismo burocratico per cui tu non potrai più lavorare nelle scuole?
Nella graduatoria permanente del personale ATA (nello specifico ‘collaboratori scolastici’) io sono al posto N° 128, ma sarò spostato al 160° per via della legge 104 (legge sul diritto di precedenza). E se io sono al 160° posto, i tagli previsti dal governo mi fanno stare a casa, come tutti gli altri dopo di me in graduatoria. Non è un licenziamento, ma un non rinnovo del contratto. Ecco perché il governo dice che non licenzierà. Non licenzia, è vero, ma non rinnova il contratto… che è la stessa cosa!
E’ solo un altro esempio di come i blog possono dare voce a persone dai problemi reali, lontano da futili polemiche ed abbracciando il meglio dell’informazione “dal basso”. Concludiamo con la riflessione di Tentativi Digitali, che vede le proteste degli ultimi giorni sotto una luce più ampia, nell’ottica generale di come stanno cambiando le cose nel nostro Paese:
Dopo le manganellate di ieri a Roma … con un crescente clima di crisi accompagnato da uno “strano” clima politico: pare sia più importante limitare o addirittura eliminare il diritto di sciopero piuttosto che cercare di sanare l’economia … a me viene spontaneo seguire l’unico movimento che sta veramente cercando di non farsi/farci travolgere, l’onda anomala degli studenti universitari.
Marcaval, il fotografo amatoriale autore di quest’ultimo blog, chiude il suo post suggerendo di visitare i siti di chi organizza la protesta:
E’ possibile seguire le notizie su Uniriot, un altro buon punto di informazione è Global Project.
Che, per seguire giorno per giorno il seguito delle proteste, ci sembrano degli ottimi punti d’inizio.
Tag correlati: Renato Brunetta, Gelmini, riforme, studenti, polizia


marzo 25th, 2009 at 02:21
Sono sempre più convinto che bisogna insistere nella protesta, questi signori stanno sfasciando giorno dopo giorno la scuola pubblica a favore delle private, facendosi beffe della costituzione.
marzo 26th, 2009 at 11:41
Ciao, vi segnalo anche il nostro articolo: http://www.ilfaromag.com/?p=1271
ottobre 15th, 2009 at 20:51
Chi è la Gelmini? Da dove arriva? Come mai fa il Ministro della Pubblica Istruzione? Con quali credenziali meritocratiche? Leggiamo su Cat: Interessi Comuni – Politica Descrizione: Nel marzo 2000 una signora, presidente del consiglio comunale del Comune di Desenzano sul Garda per Forza Italia, fu espulsa dal consiglio, su mozione del suo stesso partito, con la seguente motivazione: Manifesta Incapacità ed Improduttività Politica ed Organizzativa (Delibera del Consiglio Comunale n. 33 del 31/3). Questo consigliere si chiamava Maria Stella Gelmini!!! Il suo ruolo odierno è di esecutrice dei tagli, niente più. Esegue come un soldatino mascherando da riforma un sistema di tagli indifferenziato, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell’istruzione del nostro paese. Alla fine però si sono accorti tutti del tipo di riforma e la stessa Gelmini ha dovuto ammettere che il decreto comporta 7,8 miliardi di euro di tagli alla Scuola. Ormai solo tra i fedelissimi chiamano ancora “riforma” quello che in realtà si è rivelato un vero e proprio colpo di scure all’istruzione scolastica. Gli ultimi fatti sono sotto gli occhi di tutti: approfitta dell’agosto scorso per cancellare con un tratto di riga 40.000 precari, si becca continue manifestazioni e NO GELMINI DAYS ed ora la sentenza del TAR che la commissaria sulla graduatoria dei precari ([ascuoladibugie.blogosfere.it] In qualsiasi paese normale avrebbe dovuto rassegare le dimissioni, ma dove la trovano un altro soldatino che esegue gli ordini senza far domande? W L’Italia meritocratica… W La coerenza… E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!