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I segreti del caffè spiegati dalla blogosfera

È la bevanda più amata dagli italiani, il suo aroma è la sveglia ideale. C’è chi lo preferisce amaro e chi dolce, chi espresso e chi corto o corretto, ma quanto fa bene alla salute? Sicuramente offre dei benefici ma ci sono anche dei rischi da tener presente per il proprio benessere

I segreti del caffè spiegati dalla blogosfera

Una bevanda dalle origini molto lontane, divenuta abitudine quasi imprescindible per molti di noi.
I suoi chicchi derivano dal seme di una pianta sempreverde delle Rubiacee, detta Coffea
: da qui anche il nome.

Il rito del caffè si è diffuso in tutto il mondo – in particolare in Italia, dove è diventato ben presto un fenomeno di costume. Rappresenta un momento di socializzazione e serve a segnare pause e break nell’arco di una lunga giornata.

E’ appurato che il caffè è una bevanda con blandi effetti eccitanti; secondo diversi studi stimola l’intelligenza, la creatività e la fantasia e possiede proprietà mediche e digestive.
Ovviamente tutto ciò presenta anhe un rovesci odella medaglia e – infatti – da tempo si indaga a fondo per caomprendere gli eventuali rischi correlati all’abuso.

Attraverso i contributi dei blogger scopriamone prima i benefici.
Secondo Pourfemme.it il profumo del caffè aiuta il risveglio:

Uno studio giapponese rivela che annusare l’aroma del caffè al mattino, aiuta il nostro risveglio quasi come sorseggiarne una tazzina. Ciò significa che anche se non bevete il caffè, vi basta entrare in cucina, dove quacun altro sta preparando la colazione, o entrare in un bar per svegliarvi! Vediamo come è possibile. Durante le ricerche condotte da Yoshinori Masuo del National Institute of Advanced Industrial Science and Technology di Tsukuba, è emerso che l’aroma del caffè è in grado di attivare nel Dna dei topolini di laboratorio molti di quegli stessi geni, accesi da quest’alimento, importanti per il risveglio. Dunque l’attività dei geni “spenti” dal sonno riprende a livelli quasi fisiologici. Ciò riguarda due geni in particolare, Gir (coinvolto nel controllo neuro-endocrino) e Nfgr (che controlla lo stress ossidativo). L’attività addirittura aumenta con il semplice odore di moka! Gli scienziati nipponici commentano dichiarando “E’ la prima volta che si trovano indizi di un effetto antistress dell’aroma del caffè e anche di un suo potenziale effetto antiossidante”.  Se gli stessi effetti dell’aroma si riscontreranno anche negli esseri umani si potrebbero estrarre le molecole che generano il profumo del caffè e diffonderle, ad esempio, nei luoghi di lavoro, dove è necessario aumentare lo stato di vigilanza dei lavoratori.

Donnapratica.it conferma che poche tazze di caffè possono difendere le donne dal rischio di ictus:

Non è la prima ricerca scientifica da cui risulta che il caffè abbia effetti difensivi dal rischio di infarto. La ricerca, riportata sulle pagine del quotidiano britannico Daily Mailda, è stata condotta da un gruppo di ricercatori dell’Universita’ Autonoma di Madrid (Spagna).
L’intento della ricerca era quello di valutare gli effetti dannosi del caffè, ma il risultato è stato opposto. La ricerca ha monitorato 83.000 donne di età superiore ai 24 anni ed è risultato che le donne che hanno consumato dalle due/tre tazze al giorno di caffè sono meno a rischio di ictus del 19%. Sembra che questo effetto positivo non sia dovuto alla caffeina ma agli antiossidanti contenuti nel caffè. Altri effetti benefici del caffè sarebbero stati già dimostrati da altrre ricerche: il caffè previene la gotta, la perdita di memoria, le malattie al fegato e alcuni tipi di cancro.

Alcuni ricercatori sono arrivati a concludere che il caffè aiuta a dimagrire, come ci racconta Dieta-dimagrante.blogspot.com:

Secondo una ricerca recentemente pubblicata dal Readers’ Digest, il caffè contiene molti elementi utilissimi, come la crème de la crème delle “cose che fanno bene”, ovvero i famigerati “antiossidanti”. Addirittura uno studio norvegese riferisce che il caffè nero conterrebbe più antiossidanti di una porzione di mirtilli o altri piccoli frutti, noti per essere un concentrato di queste miracolose sostanze. Alcune persone che risultano particolarmente sensibili al caffè e in genere con effetti negativi sulla loro qualità di vità: nervosismo, bruciori di stomaco, insonnia. E’ charo che chi presenta questa particolare sensibilità dovrebbe starsene lontano dal caffè. Ma per tutti gli altri invece il caffè, preso anche 3-4 volte al giorno, ha un effetto tonificante e può diventare persino un ottimo coadiuvante all’interno di una dieta dimagrante. Prendere un caffè, soprattutto lontano dai pasti, aiuta a combattere la tensione tipica di un regime dimagrante e delle privazioni imposte per perdere peso: l’effetto finale della tazzina è percio rilassante, al contrario di quello che dicono tutti i luoghi comuni sul caffè. Consigliamo di berlo tra i pasti proprio perchè l’effetto non sarebbe evidente bevendo il caffè al termine di un pasto completo.
Ovviamente, se stiamo parlando di dieta dimagrante, evitiamo di aggiungere latte o panna al nostro caffè. E’ consigliabile invece aggiungere dello zucchero, a meno che non si preferisca spontaneamente il caffè amaro.

Anche per gli anziani questa bevanda ha effetti benefici, come racconta Sanihelp.it:

Negli ultimi anni l’ INRAN ha condotto una serie di studi a lfine di valutare il ruolo e l’azione biologica degli acidi fenolici (caratteristici del caffè) nella modulazione di alcuni fattori di rischio cardiovascolare (capacità antiossidante plasmatica, suscettibilità all’ossidazione di LDL, aggregabilità piastrinica). Questi studi hanno dimostrato che bere una tazza di caffé induce un aumento significativo della concentrazione plasmatica di acidi fenolici cui corrisponde un aumento della capacità antiossidante totale del plasma. Gli acidi fenolici sono anche incorporati nelle LDL e nelle piastrine, ritardandone rispettivamente l’ossidazione e l’aggregazione. Nella popolazione anziana la somministrazione da 5 a 500mg/kg di caffeina induce attivazione dell’ elettroencefalogramma, percezione di benessere riferita come il sentirsi in forma, efficienti, svegli, ottimisti, motivati a lavorare, desiderosi di socializzare.
In soggetti anziani l’uso abituale del caffè ha evidenziato miglioramenti in test cognitivi; l’assunzione cronica di caffè, protratta per anni, dimostra una ridotta incidenza di malattia di Alzheimer e di Parkinson, per non parlare della riduzione del declino cognitivo legato alla età. Infine esistono evidenze che il caffè prevenga l’insorgenza del diabete di tipo 2 e migliori la resistenza alla insulina; attività dimostrata anche per il caffè decaffeinato: il diabete è fattore di rischio per la demenza, la resistenza all’insulina si accompagna a deficit cognitivi; la demenza è ipotizzata diabete di tipo 3.

Passiamo ora alle osservazioni negative. La caffeina pare sia pericolosa per la gravidanza; ne dà notizia Magazine.excite.it:

Due o più tazze di caffè (300 milligrammi) al giorno raddoppiano nelle donne incinte il rischio di andare incontro ad un aborto spontaneo rispetto a quelle che invece non fanno consumo di caffeina. Lo rivela uno studio condotto dai ricercatori americani della ‘Food Standards Agency’ e pubblicato sull”American Journal of Obstetrics and Gynecology’.
Il rischio riguarda soprattutto le prime dodici settimane di gestazione: il primo trimestre è, infatti, un periodo particolarmente delicato per la gravidanza ed è anche quello in cui il rischio di aborto spontaneo è più elevato. Lo studio compiuto su 1073 donne incinte ha rilevato che 172 di loro hanno subito un’interruzione della gravidanza perchè consumavano più di 200 mg di caffeina al giorno. La caffeina è uno stimolante del sistema nervoso centrale e la pericolosità della sostanza sta nel fatto che, una volta ingerita, attraversa la placenta e arriva al feto che non è in grado di metabolizzarla, influenzando lo sviluppo cellulare, la crescita e la salute del feto, oltre ad aumentare il rischio di aborto spontaneo.

Tempi duri, pare, anche per le donne che amano il caffè ma – in egual misura – preferiscono un seno prosperoso. Berne troppo, secondo alcuni, potrebbe far diminuire il seno. Yourself.it ci spiega perché:

Prima viene fuori che mangiare velocemente in pausa pranzo fa ingrassare ed ora che bere più di 3 caffè al giorno fa diminuire il seno! Una simile notizia rischia di far crollare l’economia dei bar di mezza Italia, quindi è bene entrare nello specifico e spiegare adeguatamente le cause! La notizia, un po’ curiosa se vogliamo, ci arriva dalla Svezia, dove, la dottoressa Helena Jernström ha portato avanti una serie di studi sui benefici del caffè nella cura del cancro al seno. Ha infatti dimostrato che la caffeina inibisce e rallenta lo sviluppo cellulare e questo aiuterebbe il non proliferare del tumore stesso, ma nel corso dei medesimi studi, la dottoressa ha scoperto che in alcune pazienti andava drasticamente riducendosi anche la taglia del reggiseno!
La motivazione è stata trovata in un gene, il CYP1A2, che pare essere molto sensibile alle inibizioni cellulari portate dalla caffeina, tanto da portare a regressione le dimensioni della ghiandola mammaria!Non tutte le donne sono portatrici di questo gene, ma scommetto che ora tutte, per sicurezza, ridurranno a 2 i caffè bevuti nell’arco della giornata, perchè non si sa mai.

Insomma, c’è il rischio di una riduzione, ma non sottovalutiamo gli effetti anticancro. Ammesso che questo studio sia confermato.

Benessereblog.it ci avverte anche del fatto che stress e troppi caffè possono provocare allucinazioni; certo, bisogna proprio esagerare:

Chi consuma caffè o altri prodotti ricchi di caffeina, infatti, è più esposto al rischio di allucinazioni. La novità arriva da uno studio condotto presso l’Università di Durham secondo cui gli studenti che bevono molti caffè sentono voci, odori e suoni che in realtà non esistono. Un fenomeno che viene ricondotto all’aumento dei livelli di cortisolo causato proprio dalla caffeina. Oltre a provocare palpitazioni di cuore, la caffeina contenuta nel caffè, nel tè e nella cioccolata può provocare comportamenti psicotici come la schizofrenia. Per verificare questa relazione di causa-effetto, i ricercatori hanno intervistato 219 studenti non fumatori chiedendogli di rispondere a domande sul loro consumo di caffeina, sullo stile di vita e anche sulla presenza o meno di allucinazioni e senso di persecuzione. E’ emerso che le allucinazioni sono presenti soprattutto negli studenti stressati, ma aumentano all’aumentare del consumo di caffeina. Una rivelazione importante che ha condotto i ricercatori alla conclusione che in presenza di forte stress, un maggior consumo di caffeina può determinare l’incremento di comportamenti psicotici. Del resto, gli studiosi non ritengono patologiche le allucinazioni. Quasi il 3% delle persone sperimenta regolarmente fenomeni di questo tipo senza per questo essere malati di mente. Talvolta può trattarsi di un effetto legato a traumi infantili oppure agli elevati livelli di stress.

Per concludere, Pinkblog.it ci riporta la differente reazione tra uomini e donne nell’assunzione di questa bevanda:

A volte sembra impensabile alzarsi dal letto senza una tazzina di caffè pronta a darci la carica. Le caratteristiche energizzanti di questa bevanda sono note ma quali sono i tempi di reazione di questa liquido scuro nel nostro organismo ce lo svela un gruppo di ricercatori dell’università di Barcellona. In particolare il gruppo, capitanato dalla dott.essa Ana Adan, ha verificato la reazione della caffeina nell’uomo e nella donna. Ha sottoposto a questo esperimento 688 studenti, con età media di 22 anni, tra cui 238 uomini e 450 donne. Il risultato è stato che in entrambi i casi il caffè ha un effetto stimolante, migliora la concentrazione e l’attività del cervello, ma ci sono differenze fra i due sessi nel tempo di reazione. Negli uomini questa bevanda risveglia la mente molto prima che nelle donne. Dopo solo 10 minuti, infatti, si possono vedere i primi effetti, mentre il picco di massima concentrazione avviene dopo 45 minuti. Nelle donne questo tipo di fenomeno avviene con effetto ritardato.

Tag correlate: ictus, gravidanza

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