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Gialappa’s Band: 20 anni di risate in tv

Tre voci divenute inconfondibili, tanti personaggi comici lanciati grazie ai loro programmi di successo, sempre all’insegna dell’ironia. E i blogger continuano a divertirsi con le trovate della Gialappa’s Band

Gialappa’s Band: 20 anni di risate in tv

Io me lo ricordo, di quando avevo sei anni e vedevo Mai dire Banzai, verso sera, e c’erano Gennaro Ulivieri e Guido Pancaldi e il Jovanotti giapponese. E poi, qualche anno dopo, Gianni Drudi, “Fiki Fiki” che diventa un tormentone e la voglia di sapere come va a finire la torbidissima telenovela piemontese.

Essere figli degli anni Ottanta significa essere anche un po’ figli della Gialappa’s Band, che per tutto questo tempo ci ha accompagnato con alcuni fra i programmi più taglienti e ironici della televisione.
Carlo Taranto, Marco Santin e Giorgio Gherarducci hanno compreso in anticipo sui tutti le potenzialità del commento camp ai programmi più trash, già con Mai dire tv; per giungere – negli ultimi anni – a occuparsi del fenomeno reality, che hanno seguito nei suoi aspetti più sguaiati, riuscendo a cogliere, con i loro sapidi commenti e con le imitazioni che da sempre arricchiscono i loro programmi, le particolarità della più varia umanità che si mette sotto l’occhio della telecamera.

Sono passati vent’anni da quando il trio comico è approdato in televisione – pur sempre con la scelta di rimanere invisibili dietro le quinte, partecipando solo con le loro voci – qualcuno di più da quando hanno esordito in radio. E non si è mai sentito qualcuno criticare le loro scelte o i loro programmi, il pubblico li ha sempre premiati con ascolti alti (anche quando vanno in onda in tarda serata) e i blogger sono sulla stessa lunghezza d’onda, soprattutto con la scelta di condividere in Rete spezzoni e filmati provenienti dai programmi della Gialappa’s, per poi commentarli entusiasti.

Ma quali sono stati gli esordi di Carlo, Marco e Giorgio? Ci racconta i loro primi anni CineTiVu:

I tre comici hanno iniziato la loro attività in una radio locale milanese, Radio Popolare, nel lontano 1985: da semplici ascoltatoti e commentatori delle partite calcistiche della domenica, diventarono prima collaboratori e poi conduttori del programma Bar Sport. Ma da quella prima esperienza, la loro ascesa è stata inarrestabile! Nel 1986 commentarono le partite durante i Mondiali di calcio in Messico (da lì la scoperta della famosa pianta e la nascita del nome), e poco dopo entrarono in Fininvest nel programma Un fantastico tragico venerdì, nel quale commentavano in modo sconclusionato e caotico come loro solito, alcune telenovelas argentine di moda in quegli anni. Poco dopo ottengono un contratto per Radio Deejay e parallelamente intervengono in famose trasmissioni televisive come Smile con Gerry Scotti, Candid Camera Show, Il Gioco dei nove, Telemeno, Emilio, Vicini di casa e L’Araba felice. Poi nel 1989 approdano come commentatori fuori campo a Mai dire banzai, programma storico che rievoca Giochi senza frontiere, ideato in Giappone, nel quale i concorrenti sono chiamati a sostenere delle prove fisiche di assoluta stupidità, ma divertentissime per i telespettatori.

In effetti la Gialappa’s Band non ha mai scordato il suo primo amore, la radio, e ogni anno conduce, su Radio Due, Rai Dire Sanremo, programma costruito sulla satira dissacrante a tutto ciò che è la kermesse del Festival: canzoni melense, pomposità e conduzioni più o meno riuscite.
Apprezza questo appuntamento annuale Tvblog:

Raramente è capitato, nel corso degli ultimi Festival di Sanremo, che i conduttori sul palco si ricordassero di chi segue la kermesse in radio e non in tv. Tra tutte le varie dirette che si possono seguire da una stazione all’altra, è diventata ormai un cult quella che la Gialappa’s Band -da martedì in onda su Italia 1 con “Mai dire grande fratello show”- propone ogni anno su Radiodue con “Rai dire Sanremo”. Come anche per i grandi eventi calcistici (leggasi europei e mondiali), il trio formato da Marco Santin, Giorgio Gherarducci e Carlo Taranto dissacrano la pomposità di un palco così inquietante per chi lo calca con una noncuranza disarmante, ma irresistibile per chi non regge tre ore di Festival puramente “televisivo”.

E lo stesso blog si occupa di un’altra recente vicenda radiofonica legata a Marco Santin, e dai toni ben più seri, scrivendo:

Su YouTube è apparso un video con il commento di Marco Santin, della Gialappa’s Band, giunto ieri all’interno della tramissione radiofonica di RadioDue “Grazie per averci scelto“. Santin, che compone insieme a Carlo Taranto e Giorgio Gherarducci il trio della Gialappa’s, è durissimo con Mentana e lo accusa di essersi nascosto dietro la “foglia di fico” dell’interesse di Mediaset per l’informazione sul caso Englaro mentre la sua preoccupazione è rintracciabile esclusivamente nell’auditel. Marco Santin rivela anche un “retroscena”, la ragione per la quale la sua irritazione nei confronti di Enrico Mentana è facilmente spiegabile: la settimana precedente il giornalista ha chiesto (ed ottenuto) che Mai Dire Grande Fratello venisse spostato di qualche minuto per favorire gli ascolti della puntata di Matrix che andava in onda a mezzanotte su Canale 5, subito dopo la diretta del Grande Fratello 9.



La Gialappa’s Band è tornata sugli schermi all’inizio del 2009 con le nuove edizioni di due format ormai più che sperimentati: Mai dire Grande Fratello, ogni lunedì, e Mai dire Grande Fratello show (in onda il martedì, che vede la partecipazione, anche questa più che consolidata, del Mago Forrest e della new entry Lola Ponce). Del primo programma scrive Grande Fratello 9:

Mentre su Canale5 vediamo in prima serata di ogni lunedi il collegamento in diretta con la casa del Grande Fratello dove tra prove, interviste e nomination, i protagonisti tengono incollati milioni di telespettatori di tutta Italia, sulla rete sorella di Mediaset vedremo (sentiremo) da stasera la divertente Gialappa’s Band che spieranno i ragazzi per noi per rivelarci in chiave comica tutti i loro particolari e quello che ci era sfuggito in streaming. E si, non possiamo mica vederlo 24 ore su 24, abbiamo anche altro da fare. L’aspetto comico delle imitazioni ha fatto ridere e divertire gli stessi personaggi, che usciti dalla casa si sono trovati ancora più famosi grazie ai loro difetti e alle caratteristiche messe in evidenza dal gruppo di comici di “Mai dire Grande Fratello”.

Lo show del martedì viene invece minuziosamente commentato in un bel post di Format tv:

Dovrà ricredersi chi sentiva puzza di chiusura lo scorso anno, dopo la non eccellente stagione di “Mai dire martedì”, lo show è rinato, con comici “seminuovi”, vecchie glorie e una presenza femminile di gran lustro (almeno per come canta eh). Il mitico Mago Forrest, alla sua ennesima conduzione dello show (è forse il decimo anno), è accompagnato da una star del mondo della musica, dedita nell’ultimo anno anche alla recitazione: sto parlando di Lola Ponce, che archiviata l’esperienza sanremese del 2008 accanto al desaparecido Di Tonno, si cimenta come co –conduttrice [...] una figura femminile era d’obbligo in un programma così frizzante, in itinere, nuovo settimana dopo settimana. Una bomba sexy, che non mastica perfettamente l’italiano, ma che riesce a sostenere le “torture” di Forrest, con spontaneità ed ironia, ed una “grinta vocale” non indifferente. Tra uno spezzone e l’altro, estrapolato dal mondo gieffino, tra strafalcioni e “balle colossali”, c’è spazio anche per le mitiche imitazioni dei coinquilini di Cinecittà: quest’anno ad essere sotto torchio sono l’isterica ed istrionica Federica e la “pettoruta” Cristina, imitate magistralmente da Virginia Raffaele, con tocchi di pungente sarcasmo ed eccessiva caricatura. Gerry invece è preso di mira da Andrea di Marco: la parodia non convince molto, ma il comico riesce a rifarsi nei panni dell’ “omofobico” Povia. E come ogni anno, e questo è ormai il quinto anno, ritorna “Sensualità a corte”: Marcello Cesena è il protagonista di questo surreale fuilletton, stile “Orgoglio”, ma rivisitato in chiave tragicomica, tra comparse improvvise, attacchi d’ira assurdi, recitazione “barocca”.

Marcello Cesena e Natalino Balasso sono forse i protagonisti più esilaranti di questa stagione, insieme a Marcello Macchia – meglio noto come Maccio Capatonda – anche se non bisogna dimenticare le performance negli anni passati di Fabio De Luigi, Paola Cortellesi e Caterina Guzzanti (e Ugo Dighero, e Maurizio Crozza, e Luciana Littizzetto, e se li citiamo tutti dimenticheremo comunque qualcuno…).

E’ sui più recenti protagonisti, però, che si concentrano i blogger; ad esempio Mondocinemablog segnala, a propositi di Cesena e del suo fortunatissimo Sensualità a corte:

Diventerà un film “Sensualità a corte“, la mini serie comica che Marcello Cesena scrive, dirige e nel quale interpreta Jean Claude, pulzello del ‘700 tenuto sotto scacco da una madre dominatrice e sbeffeggiato dalla fata madrina. Il baronetto della nobilità francese, dai modi equivoci e raffinati derivati dalla sua natura gay, si trova in conflitto con la madre, ed è in cerca del suo idolo di turno; in ogni serie viene cambiato, nella prima è Batman, poi Darth Fener, seguito da Diabolik per finire con Robin Hood, che solitamente tenta di aiutare ma finisce goffamente per mettere nei guai, e nonostante riceva l’aiuto di madrina, ogni puntata incappa in una disavventura diversa. [...] oltre alle vicende di cuore, stavolta il protagonista dovrà vedersela anche con il suo gemello, Jean Francois personaggio di cui tenterà di sbarazzarsi per continuare a tenere segreta la sua età.



Anche il ritorno di Natalino Balasso è molto gradito dal pubblico, vediamo cosa propone con CarlOOgle:

La storia dell’arte è molto importante, e per dimostrarlo vi propongo questo video, in cui Natalino Balasso vi spiega, direttamente dall’interno, alcune tra le opere d’arte più famose e più studiate.



Happyblog sembra apprezzare in particolar modo – e come dargli torto? – la nuova proposta di Maccio Capatonda:

Il geniale Maccio Capatonda ci sforna il suo nuovo personaggio: dopo aver ridicolizzato le serie televisive dedicate alle figure religiose ora è il turno dei polizieschi: a causa «di un errore della costumista» Padre Maronno diventa l’Ispettore Catiponda, l’uomo piegato alla giustizia. Il tutto commentato dalla Gialappa’s Band durante Mai Dire Grande Fratello Show.



Chiudiamo con un commento a Mai dire Grande Fratello show pubblicato da Chissenefrega 2.0, che vede in questa edizione una possibilità di ritorno alle stagioni più divertenti:

Per fortuna, la vera forza del programma gialappiano non sta nelle evitabilissime gag in diretta, bensì nei “contributi video” che sono il sale dello show e che, grazie alla lunghezza contenuta, e ad una comicità a volte demenziale, a volte eccessiva, ma sempre di apprezzabile originalità e fattura, risultano fruibili da un pubblico mediamente avanti (ovvero che ha un rapporto moderno coi media) e che ama il fast-food internettiano. In pratica: Youtube applicato ad un programma come “Mai dire Grande Fratello show” ti consente di vedere solo quello che merita realmente di essere visto on-demand, senza doverti per forza sorbire le esibizioni canore anglospagnoleggianti (paragonabili per accento maccheronico ed inascoltabilità a quelle dei Farias) della Ponce.

Tag correlate: Jovanotti, Gialappa’s Band, trash, radio, Radio Due, Festival, Marcello Cesena, Natalino Balasso,Fabio De Luigi, Paola Cortellesi, Caterina Guzzanti, Luciana Littizzetto

1 Commenti a questo articolo

  1. darth wanax says:

    Triste la parabola dei Gialappi: da grandi innovatori della tv italiana a conduttori di programmi traino per il Grande Fratello e palestra per le future squnzie del Berlusca. Sob!

    PS Grande Maccio!

1 Trackbacks di questo articolo

  1. MAI DIRE GRANDE FRATELLO SPACCA IL TERMOMETRO DELL’AUDITEL SU CANALE 5! - GREG REALITY says:

    [...] mancato di parlare di “Mai dire Grande Fratello” che ha ottenuto nei giorni scorsi una eccellente segnalazione in home page nel magazine di Liquida Blog e al buon Fusco, nostro giovan…! Per leggere tutto articolo vai al sito ufficale Notizie, Reality, [...]

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