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Hiroshige, il maestro della natura in mostra

Arrivano a Roma duecento opere del maestro dell’arte giapponese del secolo XIX. Nelle sue stampe si ritrovano simboli, gesti e comportamenti tipici della cultura nipponica. Una mostra aperta a tutti, con due interessanti iniziative dedicate ai bambini e alla salute

Hiroshige, il maestro della natura in mostra

Il Sol Levante arriva nella capitale con una mostra al Museo Fondazione Roma – dal 17 marzo al 7 giugno 2009 – intitolata Hiroshige il maestro della natura.

Prima esposizione in Italia dedicata a uno dei più grandi artisti giapponesi dell’Ottocento. In rassegna una raccolta di 200 opere dell’artista Utagawa Hiroshige (1797-1858), provenienti dalla Honolulu Academy of Arts, istituzione che possiede forse la più grande raccolta di stampe di Hiroshige in Occidente – oltre 3000 fogli che provengono in gran parte dal lascito di James Michener,  autore dei libri Sayonara e Hawaii, divenuti in seguito sceneggiature degli omonimi film, oltre a diverse foto appartenenti alla fondazione JCII di Tokyo, il più importante museo fotografico giapponese.

La mostra è presentata da Livincool:

Prodotta in collaborazione con Arthemisia, la mostra è a cura di Gian Carlo Calza, con il coordinamento scientifico di The International Hokusai Research Centre. La mostra, rappresenta un’occasione unica per conoscere Utagawa Hiroshige, uno dei più grandi artisti giapponesi di ogni tempo, che ebbe una notevole influenza sulla pittura europea e soprattutto sull’impressionismo e post-impressionismo. Imitato da numerosi artisti del XIX secolo, primo fra tutti Vincent Van Gogh che si ispirò profondamente alla sua tecnica e alle sue tematiche e
riprodusse in modo fedele alcune delle sue opere in quadri famosissimi.

Hiroshige, il maestro della natura, è suddivisa in cinque sezioni. Ne parla Amosgitai:

Il mondo della natura, punto di partenza del viaggio espositivo, è riservata alla rappresentazione di animali e paesaggi: uno stormo di oche selvatiche che in volo attraversano uno scorcio di luna piena (..)
Cartoline dalle province raccoglie i disegni di località del Sol Levante attraverso simbologie mitologiche o letterarie (..) La via per Kyoto è invece dedicata alle due grandi vie che collegavano la capitale imperiale di Kyoto a quella amministrativa di Edo, sezione nella quale si trova era Cinquantatré stazioni di posta del Tokaido,
considerato il capolavoro di Hiroshige, realizzato tra il 1833 ed il1834, in seguito ad uno dei suoi viaggi in quelle province.
Nel cuore di Tokyo si concentra su Edo, città dello shogun, capo militare e politico del Giappone. Edo fu la città dove Utagawa Hiroshige nacque, visse e morì, dipingendo la maggior parte dei suoi paesaggi (..)
Una sezione particolare è
Il vedutismo di Hiroshige nella prima fotografia giapponese, a cura di Rossella Menegazzo. Questa sezione testimonia con foto e cartoline di paesaggi e di luoghi celebri, a qualche decennio di
distanza, l’influenza che il maestro ebbe sui primi fotografi attraverso il suo modo di vedere la realtà.

Una vita avventurosa e poetica, quella di Hiroshige, samurai che diventa uno tra i pittori più importanti del secolo XIX, in Giappone.
Nelle sue stampe si ritrovano i simboli, i gesti e i comportamenti tipici della cultura nipponica e della vita quotidiana: il cibo, i vestiti, le acconciature, gli oggetti e le architetture. Sempre Amosgitai riporta una breve biografia dell’artista giapponese:

Nato a Edo (il nome della città di Tokyo fino al 1868), Utagawa Hiroshige era il figlio di un samurai funzionario dei vigili del fuoco e, dopo la scomparsa di entrambi i genitori, a soli tredici anni, ne ereditò la carica. Tra i massimi esponenti dell’arte ukiyoe – “immagini del mondo fluttuante”-, un genere di stampa artistica su blocchi di legno prodotta in Giappone tra il XVII e il XX secolo, che aveva in genere come soggetti paesaggi, rappresentazioni teatrali e quartieri a luci rosse, Hiroshige fu un pittore ed incisore molto prolifico, con una produzione artistica di circa 4000 stampe policrome e immagini per libri appartenenti a diversi generi: stampe di attori, guerrieri e cortigiane ma in particolare immagini della natura
(fiori, animali e paesaggi). Un’arte destinata ad ambienti domestici, che riflette la natura nella sua sostanza in piena armonia pur se rappresentata nel bel mezzo di bufere di neve o tempeste di mare, avvicinando l’uomo al fluire del cosmo. Fu proprio il suo singolare approccio religioso nei confronti della natura che rese unico lo stile di Hiroshige tanto da influenzare notevolmente impressionisti e post-impressionisti europei.

Artisti come Claude Monet e Edouard Manet furono conquistati dai suoi colori vivaci, dal meraviglioso alternarsi di luce ed ombre, dagli incantevoli effetti atmosferici di nebbie e piogge. Ma fu soprattutto Vincent Van Gogh a rimanerne sbalordito, a tal punto che non solo trasse palese ispirazione dal maestro giapponese, ma riprodusse a olio alcuni fogli di Hiroshige.

Accanto al tradizionale percorso espositivo, la mostra ne contempla uno ludico e sensoriale per avvicinare bambini e ragazzi al mondo delle flora e della fauna nipponica.
Inoltre, dato che dal 29 aprile al 6 maggio in Giappone si celebra la
Golden Week (festività paragonabile al nostro Capodanno), il 5 maggio – che è il Kodomono Hi, cioè il giorno del bambino – verrà organizzato un evento speciale riservato ai piccoli. Lo presenta Smamma:

Un percorso ludico e sensoriale, tra gli animali, le piante e i paesaggi del Sol Levante. Per avvicinare le famiglie e i bambini alla rassegna Hiroshige. Il maestro della natura, la Fondazione Roma e Arthemisia hanno
voluto introdurre un percorso indirizzato ai più piccoli per trasformare la visita in una fantastica esperienza di “viaggio” nella cultura del Giappone. Un viaggio divertente e accattivante che stimola la curiosità dei ragazzi e li invoglia a partecipare attivamente alla mostra arricchendo la loro cultura. Le opere di
Hiroshige come le illustrazioni di una fiaba, possono essere lette a metà tra mondo reale e mondo immaginato: magnifiche immagini della natura, dei paesaggi e delle città giapponesi interpretati e tradotti dall’artista con i colori della poesia.

E ancora sempre Smamma:

Per tutti i giovani visitatori che intraprendono questa avventura è a disposizione gratuitamente un Quaderno di viaggio da utilizzare nel percorso della mostra, con informazioni sulla cultura giapponese, sulla tecnica di stampa e sul maestro Hiroshige. In ogni sezione della mostra si trova una “stazione”, costituita da una piccola pedana e da un tavolino in legno, con un timbro speciale da apporre sul quaderno, proprio come avviene in Giappone, dove ogni tempio buddhista ha un timbro ufficiale e una “stazione
dei timbri” per il quaderno del viaggiatore pellegrino. Ogni timbro è un ricordo del viaggio che ognuno porta con sé.

Fino al 31 marzo, i visitatori della mostra hanno avuto modo di ricevere in omaggio i cosiddetti ideogrammi della salute. Una promozione voluta dalla casa farmaceutica Takeda Italia. Ne dà
notizia Arteesalute:

Si tratta di un’iniziativa che rientra nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione sugli stili di vita corrett proposta da Takeda Italia. Durante le prime due settimane di apertura, dal 17 al 31 marzo, tutti i visitatori potranno ritirare gratuitamente, cartoline raffiguranti cinque ideogrammi giapponesi espressione di altrettanti concetti chiave: Soboku (semplicità), Ryōshitsu (qualità), Heikō (equilibrio), Chōw-a (armonia) e Henka (cambiamento). Ad ogni ideogramma è legato un pensiero che sottolinea il ruolo centrale ricoperto da ciascuno nella costruzione della propria salute. Un invito, positivo e rassicurante, ad abbracciare una sana filosofia di vita.

Tag correlate: Utagawa Hiroshige, Tokyo, samurai, Edouard Manet, Claude Monet, Vincent Van Gogh, ideogrammi

Post pubblicato da: il 01 aprile 2009 - 32 posts su Liquida magazine.

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1 Commenti a questo articolo

  1. concetta says:

    c’e’ qualcosa di emozionante, che evoca lontane e presenti meraviglie

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