Mostri contro Alieni, il trionfo del 3D
Il nuovo film d’animazione in 3D della Dreamworks ha conquistato il pubblico, ma i blogger sono divisi
Esiste, nella critica cinematografica, la definizione di high concept.
I film high concept sono quelli che si basano su una premessa molto semplice che ne riassuma la trama o il senso, invece che sul cesellare le caratterizzazioni dei personaggi o concentrarsi su altri dettagli che ne sottolineino il valore artistico.
Sono quindi film che partono da un concetto immediatamente riconoscibile e già ben radicato nell’immaginario collettivo; esempi possono essere il classico Lo squalo di Spielberg, ma anche l’ormai celebre flop (qualitativo e di pubblico) di un paio d’anni fa: Snakes on a Plane.
Questa settimana ha raggiunto le nostre sale un film d’animazione che dell’high concept fa la sua bandiera fin dal titolo: Mostri contro Alieni. E, come se non bastassero i mille richiami a fantascienza e letteratura d’infanzia che scaturiscono da quest’idea semplicissima, quei furbastri della Dreamworks – già dietro a grandi successi dell’animazione digitale come Shrek e Madagascar – vi hanno aggiunto un particolare non da poco: il 3D.
Un accorgimento visivo certo non inedito ma che ultimamente sta prendendo sempre più piede, e che a detta di chi ha potuto sperimentarlo nelle sale funziona decisamente bene. Tant’è che Giulietta Fara di Nova100, commentando il film, si concentra esclusivamente su questo fatto:
Il cambiamento è si nelle immagini, ma soprattutto negli spettatori, che per ora reagiscono spostandosi alle immagini troppo “in rilievo”, e che si spaventano tre volte tanto rispetto alla stessa proiezione in 2D senza occhialini. Ma anche questo finirà? Ci abitueremo alle immagini in rilievo da vedere con gli speciali occhialini, e ci sembrerà normale? Credo che la diffusione delle sale attrezzate per il 3D (a gennaio una cinquantina, e ora oltre 100 e in continuo aumento) faciliterà l’abitudine, e quindi la dimestichezza con questo tipo di visione tanto da non poterne più fare a meno.
Anche Smeerch, reduce da una proiezione in anteprima, non manca di esprimere la sua meraviglia nei confronti della visione tridimensionale:
Ieri sera ho avuto la fortuna di poter vedere questo film in anteprima presso la saletta privata della Universal, qui a Roma, e devo dire che sinceramente ne è valsa la pena. Ma tanto.
Innanzitutto per una scoperta stravolgente: il cinema in 3D funziona davvero. La sensazione che gli oggetti emergano dallo schermo è realistica. Anzi quasi iper-realistica. Non ci avevo mai creduto.
Continua poi la sua recensione, la prima a raggiungere la blogosfera italica, lasciando da parte il 3D e parlando un po’ del film in sé:
Altro merito di “Mostri contro Alieni” è quello di avere una grafica che ormai non ha più nulla da invidiare agli storici competitor della Pixar. La DreamWorks può finalmente scrollarsi di dosso ogni residuo di complesso d’inferiorità – se mai ne abbia avuto uno e procedere fiera per il suo cammino nel mondo dell’animazione. Il punto di pareggio è stato finalmente raggiunto. E questo ve lo dice uno che stravede per la Pixar.
Terzo elemento positivo per questa pellicola è la componente ironia. “Mostri contro Alieni” fa sorridere in diverse occasioni. In sala ho sentito un sacco di spettatori ridere di gusto anche per cose molto semplici. E mi ha fatto piacere. (…)
Della trama non vi dico nulla. Non la svelo perché – giuro – sarà un vero piacere scoprirla pian piano. Non è qualcosa di originalissimo ma funziona molto bene. I bimbi sorridono e gli adulti non si annoiano. Anche perché questa pellicola, in diversi frangenti, presenta delle chiavi di lettura tutt’altro che per giovani.
E’ invece proprio la debolezza della trama, un’invasione aliena debellata da comici mostri dal classico aspetto anni Cinquanta, a essere bersaglio della più critica recensione di Directorscup:
Il succo della storia di Mostri contro alieni è questo, ed è, in fondo, trito e ritrito — gli strani ma buoni che salvano il mondo dai cattivi. Non mancano ovviamente le trovate comiche, ma non sono nemmeno quelle a rendere il film speciale rispetto ad altri. E’ infatti la tecnica di animazione adottata a fare la differenza (…).
La sua unica, reale innovazione, quella per cui Jeffrey Katzenberg non ha avuto timore a dichiarare “questo è un film che rivoluzionerà la storia del cinema tanto quanto l’avvento del colore”, è appunto la tecnica di animazione, quella che permette di infondere un realismo mai raggiunto prima in un film di animazione e ne consentirà la fruizione solo nelle sale dotate di schermi adatti e occhiali per la visione 3D. Non sono sicura questo basti per “rivoluzionare” la storia del cinema — ed è forse soprattutto un peccato perdere, in nome della tecnologia, quell’aura di irrealtà che caratterizzava il cinema di animazione.
Anche Il Cinemaniaco si dice deluso dalla semplicità della sceneggiatura e da un umorismo forse troppo semplice, infantile:
Questo prodotto della Dreamworks ha purtroppo nel suo eccesso di politically correct il suo tallone d’Achille, la vena ironica presente in film come Shrek o Madagascar 2 qui è molto edulcorata, quasi totalmente assente, e alcune caratterizzazioni sanno pericolosamente di già visto. niente da eccepire sull’operazione in generale, ma sembra che questo 3D, come al solito sia piazzato ad arte per nascondere qualche problema di spessore ed evidenti fragilità a livello di sceneggiatura.
Mostri contro Alieni è sicuramente un film godibile, da gustarsi in sala con lenti speciali annesse, ma resta comunque, a livello di ironia, irriverenza e verve, ingredienti tipici degli ultimi prodotti Dreaworks un deciso passo indietro, più Shark Tales che Shrek per intenderci, un prodotto dal sapore decisamente disneyano, vedremo se il film resisterà ad una seconda visione priva di ammenicoli tecnologici.
Anche l’insoddisfazione di Film3D ha motivazioni simili:
La formula è sempre la stessa, i personaggi sono esilaranti, il Presidente degli Stati Uniti è divertentissimo, ma poi resta ben poco. Il film è troppo fanciullesco, può divertire facilmente un bambino ma ha poco senso e poca profondità per un adulto, forse è nato solo per essere visto in 3D. In effetti, grazie agli effetti 3D stereoscopici il cartone animato riesce a catturare un pò più l’attenzione ma è solo una questione dovuta alla novità del 3D, anche qui si poteva far meglio. Paragonandolo con Bolt (l’unico altro cartoon uscito in 3D prima di Mostri contro Alieni) direi che sotto l’aspetto del 3D stereo quest’ultimo è senza dubbio superiore forse anche grazie al tipo di occhiali che al momento li reputo migliori.
E’ decisamente più positiva l’opinione espressa dal blog Lo Hobbit, che ci segnala l’alto numero di citazioni che faranno la gioia degli amanti del genere:
Premettendo che Mostri Contro Alieni non è certamente il miglior film prodotto dalla Dreamworks, è altrettanto vero che nel complesso risulta essere molto divertente: i punti di forza sono certamente due:
- una parodia di tutti i più famosi luoghi comuni americani;
- una grande quantità di tributi e citazioni dei più rinomati film di fantascienza della storia. (…)
Il secondo punto è rappresentato da tanti piccoli segnali, più o meno riconoscibili a seconda delle conoscenze dello spettatore, che vanno a richiamare tutti i più famosi film di fantascienza della storia del cinema: primo fra tutti l’approccio con la sonda aliena, dove il presidente degli Stati Uniti digita su una tastiera le note dell’epico Incontri ravvicinati del terzo tipo. Da qui il richiamo della colonna sonora di E.T. durante lo sgancio dei missili dei caccia, o il saluto vulcaniano (Star Trek) sempre del presidente alla nave meccanica. Tutti piccoli tributi che rendono estremamente divertente il film per un appassionato di cinema che sappia cosa si sta citando.
Anche Indie For Bunnies, al termine di una dettagliata recensione, promuove il film scagionando il suo uso del 3D dall’accusa di essere una semplice trovata a effetto:
Tra il citazionismo sfacciato e solenni giuramenti di fedeltà alla propria natura – per ogni cosa c’è il proprio posto, anche per una gigantesca larva che all’inizio del film attacca Tokyo e si scopre più alta dei grattacieli – si ha la sensazione, per la prima volta da quando il 3D si è riaffacciato sullo schermo, che il suo uso sia incidentale, e non sia l’origine necessaria dell’intreccio.
Cioè, che non sia il film a mettersi al suo servizio, come pura esibizione o campionario delle sue potenzialità, ma che sia vero il contrario: che sia il 3D a mettersi al servizio del film. (…)Se i termini sono questi, la terza dimensione e gli occhialetti hanno un futuro garantito.
Un altro blog a consigliare caldamente il film (citando tra l’altro una divertente vignetta sulla Dreamworks che ha fatto recentemente il giro dei blog) è Screenweek. La ragione del giudizio positivo è proprio un fatto su cui altri blogger hanno glissato: grazie alla sua semplicità, è un film che piace ai bambini. E pure tanto:
Qualcuno potrà considerarlo un difetto e scherzarci sopra, ma quando si ha intenzione di andare al cinema tutti insieme, con bambini e ragazzi (pure con i nonni) di ogni età, si tratta indubbiamente di un grande merito.
A partire dall’indimenticabile Shrek la DreamWorks Animation di Jeffrey Katzenberg ha sempre saputo portare sullo schermo film in grado di mettere tutti d’accordo, divertendo con spensieratezza e senza troppe velleità la famiglia intera, pur riuscendo in alcuni casi a fare scuola e a ridefinire il ruolo e il respiro del genere Cartone Animato tanto quanto la Pixar. (…)
Il film è immediatamente comprensibile, curioso e cattura subito l’attenzione pure dei più piccoli. Anche se i mostri non entrano immediatamente in azione, una serie di “colpi di scena 3D classici”, ben inseriti in quello che avrebbe dovuto essere un tipo di 3D diverso e più coinvolgente, tengono alta la tensione fino alla presentazione dei protagonisti del film.
Come per Bolt il 3D si dimostra estremamente coinvolgente soprattutto per i più piccoli anche quando, come in questo caso, non è abusato e utilizzato, in linea con quanto ha più volte dichiarato Katzenberg, più per portare lo spettatore dentro al film che per sbattergli qualcosa in faccia.
Insomma, un film che ha la sua forza non nella trama e nella sceneggiatura ma nel suo mettere d’accordo grandi e piccini, grazie alla semplicità. Un high concept da manuale, premiato anche negli incassi internazionali, come ci segnala BlogForumChat:
Dopo i 104 milioni di dollari raccolti negli Usa, in appena 10 giorni, ben altri 46 ne sono arrivati dal resto del mondo. Di questi quasi 7 sono stati incassati in Inghilterra, quasi 3 in Italia e Spagna, mentre poco più di 1 in Germania, con il boom della Russia che continua a crescere, arrivando ai 12 milioni di dollari.
Qui da noi, stando ai dati riportati dal blog Fantasy di Blogosphere, i risultati sono stati più modesti:
Mostri contro Alieni, come previsto, balza in testa al box office italiano, ma non fa il botto: “solo” 2,1 milioni di euro è davvero un risultato modesto se confrontato ai 4,5 milioni con cui avevano esordito Madagascar 2 e Kung Fu Panda.
Sono numeri forse dovuti al sovrapprezzo che la maggior parte dei cinema impongono per i film in 3D, per ammortizzare l’installazione di apparecchiature ancora costose. Ciononostante, molti dei blog che abbiamo citato sono d’accordo nel vedere Mostri contro alieni come un ulteriore passo avanti nell’uso del tridimensionale a servizio della cinematografia, e non come semplice e vacuo effetto per stupire.
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