Amazon censura i gay, la Rete si ribella (e vince)
Mobilitazione sul Web, la libreria online fa marcia indietro: tornati sugli scaffali virtuali i testi legati al mondo omosessuale. La scusa: “Errore di catalogazione”. Erano spariti oltre 57000 titoli
Niente discriminazioni contro i gay, solo un disguido tecnico.
Amazon, la prima compagnia di commercio elettronico al mondo, ha spiegato così la provvisoria sparizione dalla propria libreria online dei titoli legati al mondo omosessuale.
Gore Vidal, James Baldwin, Edward Morgan Forster… tra romanzi, saggi e manuali, erano stati esclusi dal catalogo oltre 57.000 volumi, ricomparsi lunedì pomeriggio dopo la segnalazione dello scrittore Mark Probst, che ha scatenato la protesta della Rete.
E se – in un primo momento – Amazon aveva parlato di un filtro per tenere lontani i minori da materiale pornografico, il sito ha chiuso la questione ammettendo “un grossolano errore di catalogazione“. E con le scuse sono naturalmente tornati tutti i libri a tematica gay e omosessuale.
Gaylib, l’associazione nazionale gay di centrodestra, interpreta così il dietro-front di Amazon:
Le reazioni della comunità gay non si sono fatte attendere: in rete si è scatenato un passaparola che invitava a boicottare il portale e ad attuare azioni di protesta. Davanti ad una tale mobilitazione, e soprattutto alla minaccia di perdere un gran numero di clienti, Amazon ha deciso di attribuire l’eliminazione ad un “errore” informatico e ha cosi reintrodotto i testi in questione, tra cui The Well of Loneliness di Radclyffe Hill e Lessons in Love, di Charlie Cochrane.
A proposito della prima spiegazione data da Amazon, Patchi – su Haisentito.it – ricorda un caso simile accaduto proprio a casa nostra:
Diciamocelo chiaro: non e’ che se un libro parla di due omosessuali, per forza deve essere etichettato come “libro per adulti“. A questo proposito ci ritorna in mente la polemica che ha riguardato la Rai, rea di aver censurato Brokeback Mountain, un film che parla della storia d’amore tra due cowboy omosessuali, ma che non ci presenta scene cosi’ piccanti da dover essere censurato (al contrario di tanti altri film, che pero’ parlano di amori eterosessuali!). Per la cronaca, il film venne poi riproposto in versione integrale, ma in secona serata!
Ironizza Robo su Queerblog.it:
Secondo il sito, però, i vibratori non sono per adulti, visto che li vendono senza problemi. Chissà, forse li considerano come calippi (in un certo senso…)
Sarcastica la chiusura dell’intervento di Patchi (sempre su Haisentito.it) sulla seconda e conclusiva uscita di Amazon:
Un guasto tecnico che ha riguardato solamente i libri scritti da autori omosessuali o che parlano di tematiche che riguardano i gay? Che curioso errore tecnico.
Insertosatirico.com commenta l’homo-sexgate con una bella vignetta di Mauro Patorno, dall’emblematico titolo Censure dal mondo:
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