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Intervista a Daniele Vietri alias Marlenek

Condividere le proprie idee “con un pubblico più o meno ampio contribuisce a spostare pian piano il potere dell’informazione verso il basso”

Intervista a Daniele Vietri alias Marlenek

Da quanto tempo gestisci un blog?
Dal 16 giugno 2003.

Quali blog leggi regolarmente?
Se dovessi scegliere in questo momento direi: TagliaBlog, Smashing Magazine, Mamma Vale.

Perché hai cominciato?
Ho iniziato perché il fenomeno blog era in forte espansione e avevo bisogno di uno spazio personale dove condividere qualche idea. Nei giorni successivi ho pensato di rendere pubblica e gratuita la piattaforma che avevo sviluppato per gestire il blog, una scelta che mi ha portato a conoscere nuove persone e vivere esperienze davvero interessanti.

Descrivi il tuo blog in tre parole.
Esperienze, Internet, personale.

Come ti informi e da dove prendi ispirazione?
Nel mio aggregatore ci sono circa 150 blog e siti d’informazione più o meno verticali che sono di fatto la mia principale fonte di ispirazione “a tema”. Spesso prendo spunto anche da situazioni personali/professionali oppure dalle vicissitudini quotidiane del povero navigante, come ad esempio esperienze di acquisti online piuttosto che di utilizzo di applicazioni web. Appunto l’argomento sul mitico file “post.txt” e quando possibile lo completo.

A cosa pensi sia dovuto il successo del tuo blog?
Proprio non direi che si tratta un blog di successo: la maggior parte dei visitatori è certamente occasionale e approda al mio blog tramite i motori di ricerca, grazie al fatto che quasi tutti gli articoli sono ben posizionati. Invece i visitatori assidui sono gli amici di vecchia data e le nuove amicizie online: persone con le quali ho avuto a che fare per il progetto dBlog, per qualche Barcamp o più in generale per attività sul web. Con alcuni non abbiamo ancora avuto il piacere di conoscerci di persona, ma bisognerà rimediare.

Che valori associ al mondo dei blog e in generale alla Rete?
Senza dubbio una grande rivoluzione: la possibilità per chiunque di esprimere facilmente le sue idee e di condividerle con un pubblico più o meno ampio contribuisce a spostare pian piano il potere dell’informazione verso il basso. Le opinioni e le esperienze raccontate dalle persone assumono quindi un maggior valore perché sono disinteressate, trasparenti e sincere. E gli strumenti messi a disposizione dal web completano il quadro: garantendo potenzialmente a tutti un accesso veloce a qualsiasi informazione di prima mano, utile per ogni verifica e confronto.

Che cosa manca nella blogosfera italiana?
Forse i lettori: non sono molti in confronto al mainstream. E poi un po’ di apertura.

Cosa manca al nostro Paese per diventare una nazione digitale al passo con le altre?

Credo principalmente un po’ di coraggio e la giusta politica. Qualche sera fa un amico trasferitosi a Barcellona mi ha ricordato che tutti i giovani spagnoli hanno ricevuto in regalo un dominio “.es”, chiaro segno di apertura verso il mondo Internet e di un forte interesse allo sviluppo in questa direzione. Nel nostro paese invece soffriamo ancora di problemi legati ad una scarsa alfabetizzazione informatica, cosa che possiamo riscontrare quotidinamente nelle persone, nelle istituzioni e addirittura negli imprenditori.

Che consigli daresti a un blogger agli inizi?
Molto dipende dal motivo per cui ha scelto di aprire un blog. Se posso permettermi gli consiglierei di sentirsi libero di fare ciò che vuole nel suo spazio online e sopratutto di offrire contenuti originali o punti di vista personali su ciò per cui nutre una forte passione. Il “come” invece è pura tecnica. Poi a prescindere dagli obiettivi è molto interessante partecipare ad eventi come i Barcamp e frequentare le conversazioni sui blog altrui.

Tag correlate: Barcamp, politica, Barcellona, intervista

Post pubblicato da: il 17 aprile 2009 - 96 posts su Liquida magazine.

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