Leonardo: l’intervista
“Non è necessario appartenere a una famiglia importante o a un gruppo editoriale prestigioso per riuscire a interessare qualcuno”
Da quanto tempo gestisci un blog?
Da gennaio 2001, ininterrottamente.
Quali blog leggi regolarmente?
Non tantissimi. Tra loro segnalo inkiostro 2.0, Polaroid – un blog alla radio, Cloridrato di sviluppina. Ce ne sono anche di più bravi, ma sono i migliori tra quelli che nei prossimi giorni possono offrirmi da bere.
Perché hai cominciato?
Avevo sempre saputo che prima o poi avrei messo quello che scrivo in un grande sito personale, e nel frattempo mi allenavo scrivendo su un piccolo blog. Non ho mai aperto un grande sito personale.
Descrivi il tuo blog in tre parole.
Giurassico. Poliforme. Giustappunto.
Come ti informi e da dove prendi ispirazione?
Notizie via web e televisione. I giornali non li compro quasi più, c’è la crisi.
A cosa pensi sia dovuto il successo del tuo blog?
Sono arrivato prima a scrivere un tipo di cose che poi gli altri non hanno più voluto fare perché si sono detti: tanto c’è Leonardo che le scrive.
Che valori associ al mondo dei blog e in generale alla Rete?
Non è necessario appartenere a una famiglia importante o a un gruppo editoriale prestigioso per riuscire a interessare qualcuno.
Che cosa manca nella blogosfera italiana?
Gente che sappia scrivere bene. No, non mancano, ma a me non bastano mai, ne vorrei sempre di più.
Cosa manca al nostro Paese per diventare una nazione digitale al passo con le altre?
Un governo democratico, senza conflitto di interessi.
Che consigli daresti a un blogger agli inizi?
Non pensare mai, assolutamente mai, per nessun motivo, che il blog possa essere anche solo per qualche istante una seria fonte di reddito. In tre parole: va a lavorare.
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