Nomine Rai, si decide il 29 aprile
Berlusconi smentisce i nomi circolati nei giorni scorsi per i nuovi vertici Rai. Ancora polemiche sul meeting di Palazzo Grazioli e mercoledì sono annunciate manifestazioni sotto tutte le sedi della tv pubblica
Largo ai giovani. Silvio Berlusconi ha smentito le voci circolate nei giorni scorsi riguardo i nuovi vertici di viale Mazzini concordati durante un meeting a Palazzo Grazioli: “Tutto sbagliato, saranno altri”. Secondo il Premier, infatti, il direttore generale della tv di Stato Mauro Masi “vuole innovare”.
Così, i nomi dei direttori delle reti Rai e dei rispettivi telegiornali si sapranno solo settimana prossima, dopo la riunione del Consiglio di Amministrazione in programma per il 29 aprile.
Mercoledì, invece, mentre a Roma si discuterà ancora del caso Santoro, sono previste manifestazioni sotto tutte le sedi Rai d’Italia.
L’organizzatore della mobilitazione è Gianfranco Mascia, fondatore dei comitati Bo.Bi, Boicotta il Biscione:
Siamo alle solite. Le nomine della “squadra” di Berlusconi per la RAI, sono state discusse in un incontro a casa del Premier.
(…)
A questo si aggiungano i tentativi di bloccare la libertà di espressione e di informazione (vedi casi Vauro e Santoro).
Insomma, è arrivato il momento di riprendere in maniera seria e articolata la lotta. Come cittadini ci dobbiamo ribellare a questa situazione.
Per questo come comitati BOBI (BOicotta il BIscione) insieme all’Associazione Libera Cittadinanza abbiamo deciso di promuovere una giornata per la libertà di informazione e di espressione:
“Libera TV in Libero Stato”
con presidi davanti a tutte le sedi RAI d’Italia per Mercoledì 22 aprile in occasione della riunione del CDA della RAI che dovrebbe decidere nomine ed eventuali ulteriori sanzioni nei confronti di Vauro e Santoro.
Dal presunto pranzo a casa Berlusconi, era uscito il seguente quadro: Mauro Mazza a Raiuno, Susanna Petruni a Raidue, Antonio Di Bella a Raitre, Carlo Rossella a Rai Fiction, Clemente Mimun al Tg1, Mario Orfeo o Augusto Minzolini al Tg2, Bianca Berlinguer al Tg3.
Il balletto di poltrone è scattato dopo la partenza di Gianni Riotta per Il Sole 24 Ore e conseguente posto vacante a capo del tg della rete ammiraglia.
Uno scenario degno di Lewis Carroll, come fa sarcasticamente notare Lameduck sul suo blog L’Orizzonte degli Eventi:
Ricordate la fiaba lisergica di “Alice nel paese delle meraviglie”, quando tra funghi magici, biscotti dopati, narghilè caricati oltre la dose minima consentita e profumo di ganja ed assenzio in ogni pagina, la bambina si ritrova per un tè con il Cappellaio Matto, la Lepre Marzolina e il Ghiro? E’ una situazione curiosa perchè, pur essendo solo in quattro, siedono ad una lunghissima tavola imbandita per molti. Quando hanno finito una tazza si spostano di una sedia e ricominciano il rito, con una tazza pulita. Questa versione allucinogena della cerimonia del tè avrà fine solo quando tutte le tazze saranno sporche.
Non so perchè ma questa immagine mi è tornata in mente dai ricordi infantili pensando al girotondo delle nomine RAI e a quelle conseguenti dei vari direttori di giornali, posizionati con cura affinchè Sua Maestà Silvio IV non si ritrovi danneggiato da una stampa interamente in mano ai comunisti.
Il descamisado Gianni Riotta che si alza dalla poltrona del TG1 (temo che lo rimpiangeremo quando torneranno i panini di Mimun), e va a sedersi davanti alla tazza del Sole 24 Ore. Mimun che, avendo completato il giro, ritorna al TG1 dopo aver sporcato la tazza del TG5. De Bortoli che, dopo essersi vista togliere la sedia da sotto il culo al Corriere della Sera, ci torna non si sa se da figliol prodigo o no.
La tanto discussa lottizzazione della tv di viale Mazzini, in realtà, non sorprende più di tanto nessuno. Proprio oggi, Il Giornale ha pubblicato un editoriale del direttore Mario Giordano dall’ironico titolo “Guarda un pò la Rai è lottizzata“.
Da tutt’altro punto di vista scrive Francesco Zanfardino sul suo Discutendo:
Sinceramente però non capisco perchè ci si stupisca: siamo pur sempre nel Paese dove la RAI nei secoli immemori è stata sempre totalmente gestita dalla politica e dalle sue spartizioni; siamo pur sempre nel Paese dove si ritiene un “finto scandalo” che un Premier agisca sui direttori dei Tg della RAI per controllare il consenso, o che telefoni il direttore generale per segnalare attricette in cerca di carriera; siamo pur sempre nel Paese dove il conflitto d’interessi è considerato un’invenzione dei maligni; siamo pur sempre nel Paese dove il giornalismo indipendente è una nettissima minoranza, e dove perfino nelle trasmissioni della domenica si ha paura a nominare il nome di Sua Emittenza invano (assolutamente da vedere il video che vi ho allegato, riferito alla puntata di Domenica In di Pasqua, e l’irriverente articolo che Gramellini della Stampa ha scritto sul fatto). Ci si finisca di stupire, e chi di dovere, giornalismo indipendente e partiti meno coinvolti, comincino a battagliare sul serio per la libera e buona informazione. E per un vero servizio pubblico.
E sulla qualità del servizio pubblico riflette anche Ambrogio Crespi su Clandestinoweb:
Berlusconi ha detto che arriveranno facce nuove in Rai riferendosi alle nomine che poco elegantemente ha discusso a casa sua. Io penso che il problema della Rai non stia nella capacità di inventarsi “facce nuove”, semmai competenti, perché la prima industria culturale del nostro Paese non può essere terreno di questo tipo di sperimentazione e dovrebbe essere finalmente liberata dalla morsa vorace dei partiti e garantire una equa, badate bene, non dico, imparziale ma equa informazione, capace come è stata nella sua storia di contribuire alla crescita del Paese.
Inserto Satirico sintetizza ed esorcizza le paure di molti con questa vignetta:
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