Eco-cinema. I film che raccontano l’ambiente
Negli ultimi anni si è assistito a una crescita del numero dei film dedicati a tematiche ambientali. E anche l’interesse del pubblico è più elevato. Una maggiore coscienza ambientale passa anche dagli schermi cinematografici
Parlando di cinema ed ecologia il primo pensiero è ovviamente per Una scomoda verità, il documentario di Al Gore che ha portato sotto gli occhi del mondo un tema sino a quel momento sottovalutato da molti.
Ma il panorama dell’eco-cinema è molto più complesso. Negli ultimi anni si è assistito ad una crescita di proiezioni per i film su tematiche ambientali, complice anche un rinnovato interesse del pubblico verso il cinema documentario.
I temi trattati sono numerosissimi.
Un esempio tutto italiano è Biutiful Cauntri. Scrive Lorenzo Cairoli:
Raffaele Del Giudice, la vera forza di ‘Biutiful Cauntri’, anche lui con un bellissimo sorriso alla Jean Dominique, e la stessa intelligenza, la stessa lepidezza, la stessa capacità di dirti le cose in faccia senza timori. Un Don Chisciotte dello sfacelo campano, che anzichè scagliarsi contro i mulini a vento si scaglia contro le discariche abusive, i rifiuti tossici, le ecomafie. Se non avete ancora visto ‘Biutiful Cauntri’, correte a comprarlo. C’è quella coscienza civile che generazioni di registi, Oliver Stone in testa, studiavano nei film di Rosi, e che oggi abbiamo barattato come gli indios di Colombo per un pugno di perline e di veline.
Sullo stesso tema anche Toxic Napoli, segnalato da Verdenero:
Si parla di Chiaiano, di Marano, ovvero dei siti scelti dal Governo per realizzare le discariche, ma anche delle pecore deformi di Acerra, della situazione drammatica di Ponticelli, delle promesse mancate di Berlusconi, dello smaltimento dei rifiuti industriali provenienti dal Nord, degli scontri con la Polizia e infine delle pile di rifiuti che continuano a bruciare a cielo aperto.
Preferisco non aggiungere altro. Godetevi Toxic Napoli, all’interno del quale troverete anche un’intervista a Roberto Saviano
Non mancano ovviamente i festival. Cineblog segnala il festival Di Terra e di Cielo, sino al 24 maggio a Varese:
Di terra e di cielo: un festival di cinema dedicato all’ambiente, alla natura e all’esplorazione. Uno sguardo al mondo attraverso gli occhi del documentario ma anche di quella fiction che racconta il rapporto tra l’uomo e la natura. Un viaggio che per oltre un mese porterà il pubblico verso i confini della Terra, dalle steppe del Kazakistan di Tulpan alle cime alpine di North Face, splendido documentario visto allo scorso Festival di Locarno sulla conquista dell’Eiger nel 1936 e il premiato documentario sui cambiamenti climatici Going North, di Eugenio Manghi
Si terrà invece a giugno la prima edizione del Sila Festival, come avverte Falso Movimento:
Dall’11 al 14 giugno 2009 il Parco Nazionale della Presila catanzarese sarà teatro della prima edizione Sila Festival, mostra internazionale di cinema eco ambientale. Al festival è abbinato un concorso internazionale per opere che raccontino attraverso differenti generi audiovisivi il delicato rapporto tra uomo e ambiente.
In Italia il decano dei festival del cinema ambientale è CinemAmbiente, che si tiene ormai da più di un decennio, come ci dice Persinsala:
In Italia il Festival Cinemambiente è un vero e proprio pioniere: da più di un decennio infatti affronta e diffonde le tematiche ambientali attraverso il cinema, i dibattiti e gli eventi che compongono un programma originale e sempre molto ricco. Lo scorso anno 115 film da 21 paesi hanno raccontato durante i sei giorni di festival lo stato di salute dell’uomo e del pianeta per immaginare insieme un nuovo modello di vita ecosostenibile.
Al momento sono aperte le selezioni per la nuova edizione che si terrà in autunno. I dettagli su Tafter:
Diretto da Gaetano Capizzi e organizzato con il Museo Nazionale del Cinema, il Festival Cinemambiente sarà a Torino dall’8 al 13 ottobre 2009. Il Festival propone inoltre dibattiti, incontri per le scuole, dialoghi con gli autori, mostre, presentazioni di libri, spettacoli teatrali e concerti sempre a tema ambientale.
I registi intenzionati a presentare e promuovere le proprie opere cinematografiche e video che trattino i temi e i problemi legati all’ambiente naturale, umano e culturale e ai diritti umani possono iscriversi gratuitamente a partire da oggi e fino al 30 giugno 2009.
Proprio CinemAmbiente nelle sue precedenti edizioni ha proposto The Nuclear Comeback, un documentario sulle conseguenze del ritorno in auge del nucleare negli ultimi anni. Leggiamo su Torino 2.0:
Parlando di ambiente ricorderete senz’altro che il Festival Cinemambiente di quest’anno fece da avamposto culturale in materia, assegnando il premio a The Nuclear Comeback, documentario neozelandese diretto da Justin Pemberton.
Al centro della sceneggiatura c’è proprio la riscossa dell’energia nucleare in questi ultimi anni, quando il progetto di costruire nuove centrali si è propagato in tutto il mondo. E sarebbero molti gli ambientalisti pronti a schierarsi a favore dell’energia atomica.
E’ uscito invece nelle sale americane a febbraio Fuel, un film incentrato sulla dipendenza dal petrolio e sulle nuove fonti di energia. Scrive Io e la Transizione:
Esce domani negli USA il film FUEL che promette una visione positiva del futuro fondata sulla fiducia nelle tecnologie verdi. Nelle prime immagini del trailer si legge: “invece di andare al cinema per dimenticare i nostri problemi, andiamo a vedere un film che potrebbe risolverli”.
Ci sono poi casi curiosi come quelli del film Who Killed the Electric Car?.
Scrive Vittorio Pasteris:
Who Killed the Electric Car? (Chi ha ucciso l’auto elettrica?) è un film documentario che esplora la nascita, la limitata commercializzazione e la successiva morte dell’automobile elettrica a batterie negli Stati Uniti, e nello specifico della General Motors EV1 degli anni novanta. Il film esplora il ruolo delle case produttrici di automobili, dell’industria petrolifera, del Governo degli USA, dei limiti tecnologici e dei consumatori nel limitare lo sviluppo e l’adozione di questa tecnologia.
Ma la parte più interessante arriva adesso.
Muta il contesto, la ricerca di un’alternativa al petrolio diventa strettamente necessaria, le auto elettriche tornano a riaffacciarsi sul mercato e Chris Paine, l’autore del documentario, decide di girare un seguito, come ci racconta Milioni di euro:
I tempi però, paiono già cambiati. La Gm ha appeso il suo futuro al successo della Chevrolet Volt, l’auto elettrica che dovrebbe uscire l’anno prossimo. E Paine sta già girando il sequel del suo documentario: «The revenge of the electric car», la vendetta dell’auto elettrica.
Già, i tempi paiono già cambiati, e speriamo che non sia solo un’impressione.
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