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Foodblogger: dalla cucina al blog e viceversa

Il cibo è una passione che ha bisogno di essere condivisa per essere davvero apprezzata. E se prima le chiacchiere si facevano solo in cucina o intorno a un tavolo, ora un po’ di quel cicaleccio si è spostato sui blog

Foodblogger: dalla cucina al blog e viceversa

La cucina, si sa, è un fatto sociale, anzi forse IL momento sociale per eccellenza. E non intendiamo soltanto il momento di mangiare, ma anche il gesto di cucinare.

Si cucina e si chiacchiera. La storia della cucina è una storia di ricette tramandate e condivise, più ancora che di ricette custodite gelosamente. Sembra quasi naturale perciò che parte di questo modo di vivere il cibo e il cucinare si sia spostato sui blog.

I foodblogger in Italia sono tantissimi, un universo fittissimo di relazioni, scambi di ricette, suggerimenti e idee. Scegliamo qualche post da cui prendere spunto, lasciando a voi l’esplorazione.

Uno degli aspetti più intriganti del foodblogging sono le storie che si intrecciano alle ricette.

Questa è quella dei Lamoun Bakbouss su Comidademama:

Come utilizzare i lamoun makbouss una volta pronti? Dalla sua Israeli Kitchen Mimi racconta che non solo i limoni ma in genere tutta la verdura conservata in questa maniera viene servita in abbinamento a tantissimi piatti, dai più semplici falafel take away al piatto servito al ristorante.

Semplice e poco laboriosa, basta che il tempo faccia il suo corso. Nelle pagine dedicate ai ringraziamenti Claudia Roden traccia una vera e propria mappa dei luoghi e degli affetti, dei saggi e delle ricette della tradizione che si passano di bocca in bocca. Dai foglietti spiegazzati ai poemi antichi di tema gastronomico ai trattati medievali di al-Bagdadi. Dalle visite alle cucine domestiche fino ai vapori di quelle dei ristoranti. Tutte memorie ed esperienze che hanno nutrito le pagine del libro.
Ecco come Claudia Roden ( e sua mamma) mette sott’olio i limoni.

Non c’è bisogno di scomodare la Madeleine di proustiana memoria per sapere come il cibo possa risvegliare ricordi che non sapevamo più di avere. Parte da un suo ricordo dell’infanzia Gloricetta per la sua ricetta della ciambella domenicale:

aprendo un mobile del soggiorno, ho trovato uno stampo da ciambella che era proprio quello, quello che la mamma utilizzava tutte le domeniche, ogni domenica della mia infanzia. E’ uno di quelli stampi in alluminio con il coperchio che ha la funzione di renderlo un fornetto. Si posa direttamente sulla fiamma del fornello con dentro l’impasto, si coperchia e…ne esce una ciambella bella alta e che sprigiona un delizioso profumo per tutta la casa. Ecco il mio ricordo olfattivo! Appena aprivo gli occhi, mi arrivava un delizioso odorino di ciambella che arrivava dalla cucina ed era il segnale inequivocabile che era domenica e che avrei avuto la mia mamma tutto il giorno per me. Ritrovare questo stampo è stata un emozione davvero forte, e l’idea di perpetuare la tradizione, davvero irresistibile.

Richiama invece le chiacchiere in cucina la “ricetta colloquiale” della Torta buona della zia Gabriella, su Anice & Cannella:

Gabrie’, ma chi l’ha fatta quella torta lì??

Io!

Teeee???

No, perchè come dicevo lei i dolci non li fa mai, non le piace dice…

E come l’hai fatta? La guardo e aggiungo… hai montato prima burro e zucchero, vero?

Sì, come hai fatto a capirlo?? ehehehe, si vede!

Insomma, dammi ‘sta ricetta, va’, le dico dopo averla assaggiata un pezzettino… delicata, soffice, si scioglie in bocca… e buona, buona, sa di casa

La ricetta? boh, ho fatto a occhio!

Oddio, no! … a occhio come?

Ho preso 3 uova grossissime di galline ruspanti, me le ha regalate un’amica… vedi com’è bella gialla?

Vedo, vedo…

E poi?

Sì, come dicevi ho montato burro e zucchero con le fruste elettriche, il burro non l’ho pesato ma era poco meno di 1/2 panetto…

Ok, memorizzo, 100 gr circa.

E lo zucchero?

Lo zucchero ‘na manciata!

Come ‘na manciata, Gabrie’…

sisi na manciata!

vabbè…

e poi?

Poi ho aggiunto i tuorli…

Uno ad uno?

Sì, e poi latte, farina…

Quanto latte, e quanta farina?

Il latte un bicchiere normale…  la farina boh, a occhio!

Aiutooooo!!

Ok, com’era l’impasto finale, prima degli albumi, perchè questi li hai aggiunti alla fine montati, vero?

Sì, era morbido, ma se lo lascavi cadere dal cucchiaio non colava, cadeva a pezzi.

Perfetto, ho capito!

Ah, e il lievito una bustina alla fine, e una grattatina di limone!

Ah, senti, e come l’hai cotta?

In forno…

Ma va’? A quanti gradi?

Ah, boh e che ne so, m’ero pure scordata di accenderlo, l’ho messa in forno quasi freddo, insomma appena acceso…

Una finestra di fronte propone una ricetta davvero primaverile: Zeppoline salate alle margherite e pinoli. Vediamola:

L’equazione primavera = fiori è tanto ovvia quanto vera: come non associare alla primavera, lo schiudersi di miriadi di corolle colorate e vezzose, in cerca di sole amico. Ogni essere vegetale, in primavera, sollecitato dal nuovo tepore, si esprime per fiori, antesignani di frutti e/o di semi, in un ciclo di vita che si rinnova con forza. La primavera è la stagione che preferisco, quella che più di ogni altra, rappresenta la vita, quella che mi ha dato i natali.

L’idea nasce da una fugace lettura invernale de L’Enciclopedia della Cucina Italiana che proponeva una frittata di zucchine e petali di margherite. Elaborando lo spunto e rispettando il candore delle margherite, ho trovato congeniale racchiuderle in un involucro croccante, dal cuore soffice, per un aperitivo floreale, delicato e semplice.

Il cavoletto di Bruxelles fa il suo “cambio di stagione” culinario:

leggera brezza marina, un bel sole, una grande luce, un tepore da andare in giro in camicia, quasi che si possa anche abbandonnare il foulard. Ecco, lo diceva mia nonna anversese che bisognava aspettare il primo maggio per iniziare a togliere gli strati prottettivi dell’inverno, e quest’anno ci avrebbe proprio preso, sembra :-)
Insomma,oggi, operazione casalinga importanta quanto il famoso ‘cambio di stagione’: tirar fuori la gelatiera dal suo dormitoio invernale e verificare se tutto funziona ancora bene (specie se usate un modella anni 70 come me, sissammai che decida di andare in pensione per sempre :-) .

Angolo cottura propone invece qualcosa che potremmo definire quasi un servizio di pubblica utilità: le ricette di cucina per single! Vediamo gli spaghetti profumati alle triglie:

Continuano i nostri appuntamenti con ricette per single,le definisco tali perche’sono di semplice

preparazione,non sempre comuni,ideali da proporre anche per una serata romantica o tra amici.

Oggi si sente il profumo del mare…i banchi del mercato erano stracolmi di triglie..mi hanno ispirato cosi tanto che ne ho comprate e cucinate in parte alla livornese e le restanti le ho
accompagnate a questo delizioso piatto di pasta.

Una delle componenti fondamentali dei foodblog sono le fotografie delle ricette presentare, elevate a vera e propria arte. Tra le altre consigliamo Mele al forno, Il Pranzo di Babette, Il ricettario di Anna, Lo spazio di Staximo e Brodo di giuggiole .

La cuisine de Fabien ha invece avuto un’idea curiosa: le ricette in 140 caratteri su Twitter. Leggiamo:

vorrei utilizzarlo per proporre delle ricette rapide e di facile preparazione (e magari anche per riproporre le più vecchie ricette del blog) come già fanno molti food-blogger, soprattutto americani, e già ho iniziato a testare la cosa con il rotolo di baklava ed un pesto veloce di zucchini.
Il problema più grande è riuscire a concentrare nome, ingredienti e preparazione nello spazio dei 140 caratteri di un post di Twitter e quindi mi ero messo alla ricerca di una legenda che funzionasse per le ricette in italiano… Purtroppo mi sono accorto che questa cosa ancora non ha preso piede da noi e quindi sfrutto questo post per proporre la mia idea di legenda, sperando che la cosa possa tornare utile anche ad altri e che si possa quindi avere un linguaggio standard univoco per tutti

Cucinamente invece racconta la sua esperienza in Abruzzo, a cucinare per chi si trova nelle tendopoli dopo il terremoto:

“Grazie, ce sito fatto magnà ‘na cosa straordinaria” sono le più belle parole in aquilano (pronuncia e la cadenza) che un cuoco si possa sentir dire!
Torno dalla tendopoli di Coppito (Aq) dove per 2 giorni ho cercato di rendermi utile con quello che nella vita mi piacerebbe fare davvero: cucinare!
Il mio amico, lo chef Luca Mastromattei a cui potete dare un occhiata qui, mi ha coinvolto in questa bellissima (seppur triste) esperienza, gettandomi, senza chiedermi, nella mischia, tra fornelli, pentoloni mastodontici e coltelli affilatissimi.
L’Associazione cuochi Villa Santa Maria in pianta stabile dal maledetto 6 aprile cucina ininterrottamente per queste persone sfortunate che in 20 secondi hanno perso tutto, cercando di regalare almeno a tavola un pò di spensieratezza.
Stiamo in un tendone di 10 metri per 3, con 8 fuochi, un lavello industriale e 2 banchi da lavoro; tra le 7 e 8 persone a rotazione chi più, chi meno esperto che cucinano per 400.
Incredibile girare per il paese in divisa e trovare tanta riconoscenza per un semplice pasto preparato con quello che arriva dagli aiuti umanitari, chi ti offre il caffè, chi ti fa complimenti, chi semplicemente ti regala un sorriso in segno di gratitudine.

L’elenco dei foodblogger che ci hanno colpito e fatto venire un qual certo languorino allo stomaco potrebbe continuare ancora a lungo, ma come dicevamo all’inizio, preferiamo lasciare a voi il piacere dell’esplorazione. Che altro dire: Buon appetito?

Tag correlate: cucina, ricette, cibo, Italia, margherite, pinoli, Twitter

6 Commenti a questo articolo

  1. mirtilla says:

    divertentissimo questo post,una gran bella carrellata nel mondo dei food blogger,onorata di esserne stata citata ;)

  2. comidademama says:

    bellissima carrellata, complimenti ( e che bello vedere i lamoun makbouss nel post)

  3. Tostoini says:

    Grazie a entrambe! È stato un vero divertimento scrivere questo post, spero possa essere uno spunto per chi legge a esplorare la miriade di food blogger interessanti che ci sono Italia, come è stato per me :)

  4. Paoletta S. says:

    Grazie, bellissimo articolo!!
    E poi avete capito benissimo, quello che io col mio post, avevo solo intuito ;)

  5. comidademama says:

    sei tu, allora Tostoini!

    Brava, bravissima.

    Per me i fotografi mozzafiato della foodblogosfera italiana sono tanti, ma quelli che mi sorprendono ogni volta sono in questo periodo

    . La Cucina di Calycanthus- http://lacucinadicalycanthus.net/
    . Alex Cuoche dell’Altro Mondo http://cuochedellaltromondo.blogspot.com/
    . Claudia Castaldi http://www.claudiacastaldi.com/blog/
    . AG Photography http://foodografia.blogspot.com/

  6. comidademama says:

    - Paoletta ospita una rubrica tenuta da Alessandro Guerano, l’autore di A G Photography dedicata all’argomento
    http://aniceecannella.blogspot.com/2009/05/food-photography-for-dummies-imparare.html

1 Trackbacks di questo articolo

  1. Una mamma al cospetto di Davide Oldani | SMamma says:

    [...] cucina contemporanea. Voi comprenderete che, abituata ai momcamp, ero un po’ spiazzata dai food blogger e dagli esperti del [...]

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