Douglas Adams a otto anni dalla scomparsa
L’11 maggio del 2001 scompariva all’improvviso – a causa di un attacco di cuore – Douglas Noel Adams. Scrittore, sceneggiatore e autore, è il papà della Guida galattica per gli autostoppisti, libro cult di sci-fi dallo humour tagliente
Sono passati otto anni.
Già: l’11 maggio 2001, un po’ in sordina, giungeva la notizia della dipartita di uno degli scrittori di sci-fi più geniali sel secolo scorso. Douglas Noel Adams, da moltissimi conosciuto per avere scritto uno dei classici della fantascienza e dello humour: Guida galattica per gli autostoppisti (in originale: The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy).
La blogosfera – forse perché ambito leggermente geek, almeno in alcune sue frange – sembra conoscere e avere nel proprio dna l’opera omnia di Adams.
Certo, l’anniversario sta passando un po’ “in cavalleria” e finora l’unico tributo veramente tangibile lo troviamo su Macchianera:
Oggi fanno giusto 8 anni che questo pianeta fondamente innocuo ha perso un terrestre che lo aiutava a ridere.
Del resto si sa che Macchianera ha sempre avuto un legame a doppio filo con Adams, come ricorda Emmebi:
Che a Gianluca Neri piacesse Douglas Adams non è certo una novità, in ogni suo progetto web c’è sempre un dettaglio che rimanda all’autore della “Guida Galattica per Autostoppisti”. Di nuovo invece c’è che da qualche giorno Gianluca ha iniziato a pubblicare un divertente racconto a puntate che deve molto alle atmosfere e ai temi di fantascienza umoristica e surreale tipici di Adams.
Qui la prima, qui la seconda.
Ed ecco cosa scrive proprio Gianluca Neri di Macchianera a proposito di questo suo tributo letterario ad Adams (che procede in versione italiana e inglese):
Come alcuni di voi sapranno, qualche settimana fa mi sono imbarcato – senza alcun motivo apparente – in un’impresa che si chiama “Il Grande Elenco Telefonico della Terra e pianeti limitrofi (Giove escluso)“: un racconto che è anche uno smaccato tributo a Douglas Adams, scritto e pubblicato in tempo quasi reale qui su Macchianera e su Facebook.
I motivi per cui ho iniziato sono principalmente due: uno molto più serio di quanto io stesso voglia ammettere, legato ad un fatto di attualità, e di cui non parlerò in questa occasione; l’altro è semplice: soffro d’insonnia e la notte tardi spesso non trovo di meglio da fare che guardare un episodio di una serie tv statunitense. Una sera mi sono accorto che avevo un po’ meno voglia del solito di sentirmi raccontare delle storie, e un po’ più voglia di tornare a raccontarne io.
Ad ogni modo, nella blogosfera nostrana sono numerose le tracce e le dichiarazioni di fan-itudine tributate all’autore scomparso.
Su Ricette blog troviamo una rapida, ma utile, bio-bibliografia di Douglas Adams:
La Guida galattica per gli autostoppisti (The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy) nacque come serie radiofonica di fantascienza creata dallo scrittore britannico Douglas Noël Adams (Cambridge, 11/03/1952 – Santa Barbara, 11/05/2001), da cui ne derivarono una trilogia in cinque parti (definita così dalla scrittore), una serie televisiva, un videogioco e un film per il cinema. Ristorante al termine dell’universo (The Restaurant at the End of the Universe) fu scritto nel 1980 e pubblicato in Italia nel 1984 dalla Mondadori. I romanzi facenti parte della trilogia sono:
- Guida galattica per gli autostoppisti (The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy)
- Ristorante al termine dell’Universo (The Restaurant at the End of the Universe)
- La vita, l’universo e tutto quanto (Life, the Universe and Everything)
- Addio e grazie per tutto il pesce (So Long, and Thanks for All the Fish)
- Praticamente innocuo (Mostly Harmless)
Le parole dipinte, ad esempio, a marzo 2009 parlava proprio della Guida galattica scrivendo:
a fantascienza in questo romanzo è perlopiù un pretesto, un accessorio narrativo per la creazione di elementi al limite del paradossale e così finisce per scivolare in secondo piano, lasciando spazio a temi molto più umani, come l’amore di Arthur per Trillian. Se mi è concesso il paragone, l’artificio utilizzato è simile a quello di Jonathan Swift ne “I viaggi di Gulliver”, in cui ogni viaggio serve a sbeffeggiare aspetti della società in cui l’autore viveva. Pur non scendendo in un livello così “politico”, l’espediente risulta ben congegnato per suscitare nel lettore tanto il riso quanto la riflessione. Risulta piuttosto difficile non immedesimarsi subito con il protagonista, non provare il suo senso di spaesamento, non vivere la sua incredulità, ma, pur travolto dagli eventi, Arthur non perde mai la sua ironia. In conclusione, possiamo definire la Guida come una lettura leggera, divertente, a tratti romantica, ma mai banale o sdolcinata, in cui troverete la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto il resto e, ricordate, qualsiasi cosa accada “NIENTE PANICO!”
Su Libri e romanzi troviamo una recensione del secondo volume di Adams, Il ristorante al termine dell’universo:
pur presentandosi, come il suo fortunato predecessore, brioso e divertente, dà l’impressione di essere più confuso e meno incisivo, fatto che ne limita in parte il potenziale satirico-umoristico.
Il libro è comunque una lettura assai scorrevole e piacevole, con i vari Arthur Dent, Ford Prefect, Zaphod Beeblerox, Trillian McMillan e il robot depresso Marvin protagonisti di numerosi spunti e gag.
In definitiva, in pochi autori ho riscontrato un umorismo al contempo coinvolgente e raffinato quale quello di Douglas Adams, scrittore che consiglio spassionatamente.
Come qualcuno saprà, nel 2005 è uscito un film tratto proprio dalla Guida galattica; ce ne parla L’edicola di giopep:
Difficilmente, insomma, nel guardare il film di Garth Jennings, posso essere rimasto deluso da una scarsa fedeltà allo spirito o agli eventi raccontati nei libri. Insomma, la sega mentale sull’aderenza al testo originale, che già di suo non mi affascina particolarmente, in questo caso mi viene proprio difficile. Non saprei neanche dire se sia un bene, perché non ricordo se all’uscita nei cinema i FANN si scagliarono contro il film, ma ovviamente do per scontato che sia accaduto.
Io mi limito a dire che al suo esordio sul grande schermo Jennings ha avuto intanto le palle di affrontare materiale difficile per mille motivi ed è riuscito comunque a trarne un film scemotto e simpatico.
C’è anche chi – da purista – si lamenta per la voce su un eventuale sequel della Guida galattica (a opera di un altro autore, ovviamente), come scrive Notiziole di .Mau.:
Leggo dalla BBC che tale Eoin Colfer – che poi sarà anche un autore famoso, sono io a non conoscerlo – è stato incaricato di scrivere un seguito alla Guida Galattica dell’Autostoppista del fu Douglas Adams. Il tutto corredato dalla dichiarazione della vedova che afferma che “non poteva pensare a una persona migliore per portare Arthur, Zaphod e Marvin verso nuovi pascoli” (Ford Prefect no, vabbè).
Di per sé non ho nulla in contrario a portare avanti una saga dopo la morte del suo autore, in generale. Ma faccio notare che quando Douglas Adams scrisse “Mostly Harmless” (“Praticamente innocuo”, anche se io avrei preferito l’avverbio “fondamentalmente”) fece in modo che il finale fosse tale da impedire un qualunque sequel, e sono ragionevolmente certo che quella sia stata una sua scelta precisa, per la serie “mi prendo ancora un pacco di soldi con questo libro, visto che mi stanno rompendo da anni, ma poi basta sul serio”. Perché si vuole far finta di niente e dimenticarsi della sua volontà?
Sempre a questo proposito riporta Giavasan:
E’ stata presentata il 9 marzo scorso negli uffici della Penguin la copertina di And Another Thing…, sesto capitolo della “Guida Galattica per Autostoppisti”. A continuare la serie di Douglas Adams sarà Eoin Colfer, che ha ottenuto i diritti dalla vedova di Adams. Sembra che Colfer sia rimasto stupito dalla quantità di email cariche di astio che i fan della serie gli hanno inviato in massa, come riporta Topless Robot. Io mi stupisco che non sia ancora partita una fatwa.
E c’è chi – prendendo spunto dalla satira sociale contenuta nell’opera di Adams, commenta fatti e accadimenti della disastrata politica tricolore (vedi In minoranza):
Ogni volta che sento quale nuova minc*iata ha tirato fuori Silvio Berlusconi, non riesco a non pensare a Douglas Adams e alle sue geniali intuizioni.
Chiudiamo questa carrellata con l’invito a leggere i libri di Adams (pubblicati in Italia da Mondadori e reperibili in edizioni economiche e abbordabilissime). E, se proprio volete una preview, guardatevi questo post di Sushiweb, in cui trovate i link per scaricare le versioni pdf dei cinque libri della trilogia:
I suoi libri in pdf liberamente scaricabili dalla rete…
- Guida galattica per autostoppisti – The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy (1980)
- Il ristorante al termine dell’Universo – The Restaurant at the End of the Universe(1982)
- La vita, l’Universo a tutto quanto – Life, the Universe and Everything (1984)
- Addio e grazie per tutto il pesce – So Long, and Thanks For All the Fish
- Praticamente innocuo – Mostly Harmless (1992)
(…anche se un buon libro è sempre meglio)
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