Ristorantopoli: il nuovo libro di Chinaski 77
E’ uscito Ristorantopoli, il secondo libro di Chinaski77 – all’anagrafe Mauro Zucconi. Un divertentissimo e delirante manuale di autodifesa per clienti di ristoranti. Noi abbiamo intervistato l’autore che ci ha parlato di centrotavola, pantofole, nevrotici e della sua battuta più bella
Non è certamente motivo di meraviglia, ormai, sapere che un blogger o una blogger hanno fatto il salto verso la carta stampata. Come dire: qualche tempo fa (ricordate i tempi di La notte dei blogger, iniziativa – all’epoca – quasi iconoclasta che traghettò diverse penne della blogosfera verso lidi cartacei?) costituiva una notizia. Per qualcuno anche motivo di stizza e polemica. Ora l’esercito dei blogger che hanno fatto il salto si ingrossa. E la maggior parte di loro ha davvero sfornato lavori interessanti.
Del resto si tratta – se vogliamo – quasi di un passaggio naturale. E sarebbe piuttosto grave se non si verificasse: significherebbe che l’editoria è davvero alla frutta, se non sapesse cogliere i frutti (perdonate il gioco di parole) di un bacino variegato e ricco come quello della blogosfera.
Chinaski77, ovvero la mente dietro a Come diventare il mio cane, è un blogger di vecchia data, noto per i suoi post deliranti e divertentissimi. Con Ristorantopoli giunge alla sua seconda fatica letteraria (la terza, se consideriamo che ha anche pubblicato in un’antologia di racconti erotici scritti da blogger).
Del libro – edito da Liberamente – scrive Ricky Rani, che lo descrive così:
“Ristorantopoli. Come difendersi dai ristoranti”, contiene importanti riferimenti relativi al mondo dei camerieri, alle non certo esaltanti esperienze nei vari ristoranti cinesi e dei fast food. Mauro Zucconi osserva il mondo del ristorantecena mentre altre restano mute per tutto il tempo, e poi, coppie che litigano, i pranzi e le cene in solitudine, i grandi appuntamenti con le comitive. “Ristorantopoli. Come difendersi dai ristoranti”, offre anche un’interpretazione sul perché alcuni ristoranti restano sempre privi di clienti e perché altri hanno invece una clientela considerata Vip. e la vita che vi si svolge. Coppie affiatate che conversano amorevolmente durante la
E Chinaski77 (Alias Mauro Zucconi) stesso parla del suo volume nei consueti toni demenzial-deliranti, in un post consigliatissimo nella sua interezza; riportiamo qualcuna delle f.a.q. che l’autore ha scritto:
1. Di che cosa parla Ristorantopoli?
Ristorantopoli parla di te. Qualcuno potrebbe lasciarsi ingannare dal titolo, dalla copertina, dal sottotitolo, dalla dicitura, dal bicchierino con la forchetta, dalla quarta di copertina e dalle note sull’autore dove si dice che sono un giornalista gastronomico e un aiuto-cuoco e dunque pensare che parli di ristoranti, ma non è così. Parla di te. Delle tue paure, dei tuoi segreti, delle tue gioie, degli occhi di tuo figlio, dell’amore. È un libro sull’uomo, sui misteri della psiche, sulle pasticche che si devono prendere, su quanto alcol sarebbe meglio assumere. E poi, sì, su come fare o non fare tutto questo al ristorante.2. Perché al ristorante?
Soltanto leggendo il libro lo si può capire. Ma bisogna comprarne e leggerne almeno due copie, altrimenti non lo si capisce bene.
Mauro ha anche accettato di rispondere ad alcune domande via e-mail, quindi ecco l’intervista che ne è scaturita. Buon divertimento!
Come ti è venuta l’idea di scrivere Ristorantopoli? Come nasce lo spunto per questo lavoro?
Ristorantopoli nasce dal mio essere un comune nevrotico, direi, cioè uno che da fuori può sembrare una persona perfettamente normale ma che poi, dentro, ha tutta una serie di stantuffi e ingranaggi e fili e carrucole che lo sostengono più o meno accidentalmente (mi pare di aver dato la definizione generica di uomo, più che altro). Io mi sento pressappoco costantemente così, ed è un equilibrio che scricchiola soprattutto nelle situazioni pubbliche, quando c’è tanta gente, quando devi interagire, come al supermercato o in carcere o, per l’appunto, al ristorante. Trovo tutto profondamente comico, sia chiaro, però anche faticoso. Parlando con altri nevrotici miei amici, ho capito che siamo in tanti, che siamo molto belli e intelligenti e che dunque il mondo aveva bisogno di uno pseudo-manuale per clienti, come dire, sensibili (inutile dire che io ho risolto tutti i miei problemi).
A bruciapelo: meglio un esperienza tipo Come diventare il mio cane (cioè, per citarti, “scrivere un libro senza sapere che lo stavi scrivendo”) o stile Ristorantopoli, più tradizionale?
Grazie per avermi citato, vedo che abbiamo gli stessi riferimenti culturali. Senza alcun dubbio meglio Ristorantopoli, anche perché il Cane è stata una non-esperienza, dal punto di vista della scrittura, o un’esperienza postuma, trattandosi di una raccolta di materiale del blog.
Blog e carta stampata: tu ormai sei un veterano di questa commistione… hai qualcosa da dire in tua difesa?
No, direi che sono abbastanza colpevole. Colpevole del tipo seriale, persino.
Quali sono i blog che non manchi mai di andare a vedere, ogni giorno?
comablog.splinder.com e sviluppina.co.uk
Usi qualche social network? Se sì perché? Se no perché?
Non ne uso. Forse prima dovrei scrivermi uno pseudo-manuale per social-networker nevrotici, ma forse per farlo prima dovrei usare i social network, quindi forse le mie risposte sono “sì” e “perché così posso scrivermi uno pseudo-manuale per social-networker nevrotici”. Ma temo di non essere stato chiaro. Comunque “no”. E “Friendfeed”.
Facciamoci qualche nemico. Il peggior libro scritto da un/una blogger per te è? E il peggior blog di uno scrittore?
È molto facile sfuggire alla tua domanda-trappola, basta immolarsi: Come diventare il mio cane e chinaski77.splinder.com
I tuoi post, oltre a essere divertentissimi, sono mediamente piuttosto lunghi. Quanto impieghi a partorirne uno? Scrivi in trance agonistica o è un processo studiato e in qualche modo scientifico?
Non impiego moltissimo, credo. Mezz’ora, un’ora. C’è un post che sto scrivendo da due anni perché c’è dentro una battuta che mi piace molto e non riesco ad accettare l’idea di buttarla (la battuta è “ho smesso di ascoltarti a testuggine”, ma adesso ci abbiamo ricamato troppo sopra e non fa più ridere).
Comunque non c’è nessun processo studiato, per quanto mi riguarda. Mi metto alla tastiera e scrivo e non so mai quello che verrà fuori. Ieri, ad esempio, mi sono messo alla tastiera e ho scritto tutto il pomeriggio e alla fine sai cos’è venuto fuori? Un centrotavola. No, te lo giuro. Un centrotavola tipo quelli che faceva mia nonna con l’uncinetto. Sarei andato avanti a scrivere, ma mi sono spaventato quando ho visto una pantofola.
Tag correlate: blog, libro, letteratura, umorismo





maggio 20th, 2009 at 13:39
Chinaski vado a comprare un piatto d’argento così lo metti sopra al centrotavola e fai bella figura con le signore che vengono da te per il the e il biscottino.
Genio
maggio 20th, 2009 at 14:24
Va là, sei il mio farfallone preferito. Nonostante tu non abbia citato gli altri fondamentali blog tra i tuoi preferiti, come per esempio, tipo, tanto per dire, che ne so, il mio.
maggio 20th, 2009 at 15:27
Chinaski serial-blogger. Qualcuno farà una legge per questo.
maggio 20th, 2009 at 17:43
Chinaski è il mio sogno erotico da anni ormai… ma lui non si lascia afferrare!!! aaaaaaaaaaaaaaalaaaaaaaaaaaaaas!
maggio 21st, 2009 at 05:03
Oh! Io vorrei tanto imparare a fare i centrotavola, il libro contiene consigli in merito?
Grazie
sissi
maggio 21st, 2009 at 09:43
Dante Alighieri era talmente avanti rispetto ai suoi tempi che scriveva un paio di blog ma non se ne rendeva conto. Li aggiornava persino tutti i giorni. Tutto e’ andato perso, ed e’ rimasto famoso per la Commedia, suo lavoro minore.
Complimenti a Zucconi.
maggio 21st, 2009 at 11:29
Al terzo “delirante” mi ero deciso a smettere di leggere e buttare il computer nel tritacarta, ma sono in ufficio e me lo tratterrebbero in busta paga
maggio 21st, 2009 at 13:27
Io vorrei sapere quando verrà ristampata la versione cartacea di Come diventare il mio cane! Datemi una risposta che a volte, di notte, non ci dormo la notte. Altre notti invece dormo.
maggio 21st, 2009 at 18:16
@ Bisax: sei proprio delirante…
maggio 21st, 2009 at 21:07
@CarloC: rido tantissimo, grande.
maggio 22nd, 2009 at 12:30
Il post sul libro è la cosa più bella del libro. Ma funziona così credo. Il libro l’ho comprato quasi subito dopo che è uscito e alla Feltrinelli lo tenevano nella sezione dove tengono i libri sui ristoranti, tipo Gambero Rosso.
E’ sempre piacevole leggere le cose di Chinasky, ma è evidente che il blog lascia un’altra libertà. O forse si è auto-contenuto ed è stato il fatto stesso di scrivere per un libro che l’ha condizionato.
Ho la sensazione però che avendo altre possibilità andrà sempre meglio.
maggio 22nd, 2009 at 17:01
Anche a me ha divertito
maggio 25th, 2009 at 16:25
Ho comprato il libro e mi è piaciuta la copertina.
Vorrei sapere se Mauro Zucconi si farà mai vedere a Roma (dibattiti, presentazioni, ecc.) perchè vorrei stringergli calorosamente la mano ed estorcergli una dedica con firma “Chinaski77″ sul libro stesso.
In caso potrei invitarlo a cena a casa mia insieme ad Ema.
Avete notizie?
luglio 6th, 2009 at 08:40
mauro zucconi è il figlio segreto di vittorio zucconi e courtney love (ma non ditelo in giro, è un segreto).