Schwarzy e gli ebook: innovazione o taglio alla spesa?

Testi scolastici in formato ebook: è la nuova trovata di Schwazy che piace a molti. Ma quanto è figlia di un'apertura al futuro e quanto di mere motivazioni economiche?

La California è uno degli stati più grandi degli USA: 410.000 km² e una popolazione di oltre trentacinque milioni di abitanti. Se fosse una nazione indipendente potrebbe entrare nel G8, poiché contribuisce per il 13% al Pil degli Stati Uniti.

Il governatore è il mitico Terminator, alias Arnold Schwarzenegger; nel corso del suo mandato, si è trovato ad affrontare numerosi problemi, non ultimo quello di un deficit statale di dimensioni ciclopiche: oltre 24 miliardi di dollari, in aumento tendenziale. Forse Schwarzy preferirebbe affrontare di nuovo Predator, piuttosto che un bilancio così disastrato.

Nonostante tutto, però, il governatore della California ha recentemente lanciato una nuova iniziativa; cediamo la tastiera a Giovanni Arata che, su Punto Informatico, la descrive così:

Lo Stato della California scommette sulla digitalizzazione delle attività scolastiche, proponendo l’impiego di e-reader e libri elettronici negli istituti superiori fin dal 2010. Perché gli studenti, spiega il governatore Arnold Schwarzenegger, hanno bisogno di ambienti di apprendimento più aggiornati ed al passo coi tempi. I critici ribattono: nessuno slancio innovativo, si tratta solo di un taglio di risorse mascherato.
Il piano di digitalizzazione è stato annunciato dallo stesso governatore, con un documento ufficiale, pubblicato sul suo sito ufficiale nei giorni scorsi. Nelle intenzioni dei promotori il progetto dovrebbe già essere operativo all’inizio del prossimo anno scolastico, a partire da agosto 2009.Ad ogni allievo delle scuole superiori, si legge nel testo, sarà affidato un reader elettronico (come Kindle), all’interno del quale saranno caricate le versioni elettroniche dei libri di testo necessari per le lezioni. La selezione dei volumi uploadabili sarà operata attraverso un processo di review affidato a docenti universitari qualificati. Nella prima fase, inoltre, la sperimentazione sarà limitata alle sole materie scientifiche: dentro i loro reader i ragazzi troveranno soltanto i libri di scienze, matematica, chimica e fisica.

Nelle parole di Schwarzenegger l’impiego dei volumi elettronici “aprirà il campo a modalità di apprendimento più interattive”. Il governatore si dice altresì convinto che Internet costituisca l’ambiente di apprendimento naturale per gli adolescenti contemporanei, abituati a muoversi con agio tra social network e podcast di ogni genere.

Un altro dei vantaggi addotti dal governatore è quello della semplicità di aggiornamento. I testi online, spiega, possono essere updatatati con maggiore facilità rispetto a quelli tradizionali, da cui un minore rischio di obsolescenza.

La notizia è stata ripresa anche dai blogger italiani che l’hanno commentata in vari modi; vediamo un po’ cosa si dice in giro. Su Linux e dintorni si pone l’accento sugli aspetti innovativi dell’iniziativa:

Schwarzenegger ne sa una più del diavolo e nella sua continua lotta contro gli sprechi in cerca dell’innovazione ha pensato bene anche di coinvolgere la scuola dello stato della California; i dati in effetti danno una istituzione costosa, 350 milioni di dollari in un anno solo per le spese riguardanti i volumi di testo sono veramente tanti senza poi contare le altre voci di spesa che contribuiscono in modo non indifferente all’aumento dei costi per il settore.

Il rimedio è nella sempre più consigliata adozione di strumenti informatici, libri di testo digitali e software libero faranno parte del corredo scolastico base degli studenti già a partire dal prossimo anno accademico.

E continua poco sotto, citando Schwarzy:

Una volta che il programma sarà in pieno svolgimento, una scuola di quartiere con 10.000 studenti delle scuole superiori potrebbe risparmiare qualcosa come 2 milioni di dollari in un solo anno di attività; come si può vedere le idee del governatore sono chiare e decise visto che la frase appena riportata è stata detta dallo stesso Arnold in un editoriale scritto per un giornale.

Vincenzo Ciaglia, su TuxJournal, dà la stessa chiave di lettura della notizia:

Arnold Schwarzenegger, forse proprio perché non ha mai fatto politica prima, ha sempre delle interessanti idee per migliorare la situazione della sua amministrazione. L’ultima trovata è quella di creare libri di testo opensource per ridurre i costi rispetto a quelli tradizionali. Alla loro creazione, in pieno spirito opensource, potranno collaborare tutti i docenti dello stato. In questo modo si cercherà anche di aumentare la qualità dell’educazione californiana. Per il momento i libri open interesseranno solo la matematica e le scienze. I primi testi dovrebbero essere pronti entro l’autunno del 2009.

A quanto pare, i costi dell’educazione pubblica in California ruotano intorno al 40% dell’intero budget statale.

Che l’interpretazione dei nostri due blogger sia corretta, almeno in apparenza, è confermato da Man Next Door, che riporta alcune dichiarazioni rilasciate da Arnold Schwarzenegger in occasione di una visita a una scuola elementare:

”Non ha senso continuare a puntare sui tradizionali libri di testo rilegati, quando ogni tipo di informazione oggi è così semplice da leggere in formato digitale”, ha detto a una classe di bambini delle elementari della California.
”Specialmente in questo momento – ha aggiunto Schwarzenegger – in cui i nostri distretti scolastici sono a corto di soldi e il passivo di bilancio ci costringe a nuovi tagli all’istruzione, dobbiamo fare il possibile per consentire alle scuole di fare più e con meno risorse”.
”E poi – ha concluso – i ragazzi di oggi hanno tanta dimestichezza nell’usare dispositivi elettronici quanta ne avevo io con penne e matite”. Secondo le cifre citate da Schwarzenegger e riportate dal quotidiano britannico Guardian, la California nel 2008 ha speso 350 milioni di dollari per finanziare l’acquisto di libri scolastici.

Il settimanale Voce Arancio ci descrive la gravità della crisi californiana e illustra alcuni dei provvedimenti allo studio per risolverla:

«Schwarzenegger era un attore di film d’azione. Dopo questa sconfitta può prepararsi a un film del genere apocalittico»: così il politologo John Pitney ha commentato la notizia che il 19 maggio i cittadini della California hanno respinto ad ampia maggioranza gli interventi fiscali coi quali il governatore e il Parlamento dello Stato avevano deciso di colmare il deficit pubblico. Il ricorso al referendum era stato deciso dopo che il deficit della California era stato stimato in 42 miliardi di dollari, una cifra che equivale al bilancio di dieci Stati Usa. Tra le misure rifiutate dagli elettori, la proposta di consentire la creazione di un fondo più ricco per combattere il quarto anno consecutivo di siccità, di ristrutturare le lotterie locali per consentire di chiedere alle banche denaro in prestito, di spostare i fondi raccolti con le tasse sulle sigarette dall’infanzia su altre poste di bilancio.

Per colmare il deficit, la California sarà adesso costretta a licenziare migliaia di dipendenti pubblici (soprattutto insegnanti) e a mettere in libertà molti criminali (si parla di 19mila detenuti). Stando ai sondaggi, la gente vorrebbe salvare scuola, sanità, pensioni, servizi pubblici e assistenza, tagliando oltre alle spese per le carceri solo quelle per i parchi. Il problema è che da quelle parti la crisi è ancora più grave che nel resto del Paese: nel 2008 il 40 per cento delle confische di case ai proprietari non più in grado di pagare il mutuo degli Stati Uniti è avvenuto in California; il tasso di disoccupazione ha raggiunto l’11,4% contro l’8,9 del resto del Paese. Tale è il declino che negli ultimi quattro anni il saldo dell’immigrazione è stato negativo.

Alla vigilia dei referendum era stato calcolato che una vittoria del “no” avrebbe istantaneamente aumentato la stima del deficit 2010 da 42 a 48,5 miliardi di dollari. Secondo altre stime, grazie all’aumento delle tasse già messo in atto dal repubblicano Schwarzenegger all’inizio dell’anno (sgradito al suo partito) e al taglio delle spese (sgradito ai democratici) il deficit si sarebbe ridotto a 23 miliardi di dollari. Qualunque sia la cifra esatta, la preoccupazione è tale che a febbraio il governatore ha ordinato a tutti i dipendenti iscritti nei registri paga del Golden State di prendere due giorni al mese di aspettativa non pagata (il provvedimento dovrebbe restare in vigore fino al mese di giugno del prossimo anno). Di più: ha preso a circolare l’idea di legalizzare la vendita di marijuana tassandola di 50 dollari all’oncia (28 grammi) per un incasso annuale che secondo lo “State Board of Equalization” potrebbe raggiungere 1,3 miliardi di dollari.

Disperatamente a caccia di soldi, Schwarzenegger vorrebbe vendere i principali gioielli immobiliari dello Stato, tra cui il penitenziario di San Quintino e il Los Angeles Coliseum: dalla vendita del primo, conosciuto in tutto il mondo anche per film e romanzi (ospita il braccio della morte per i detenuti maschi in attesa della pena capitale), il governo californiano potrebbe incassare fino a 664 milioni: situato in uno splendido scenario naturale con vista sulla baia di San Francisco, una volta ristrutturato e diviso in lotti e appartamenti potrebbe valere oltre un miliardo di dollari, addirittura il doppio quando sarà finita la crisi. Vendere il Coliseum, lo stadio che ha ospitato le Olimpiadi del 1932 e del 1984, è più complicato. Zev Yaroslavsky, presidente della “L. A. Memorial Coliseum Commission”, va dicendo che «sarebbe come vendere la Statua della Libertà».

Altri dettagli sulla pesante crisi californiana li apprendiamo da Phastidio.net:

Nel frattempo la California di Arnold Schwarzenegger rischia di diventare uno stato-spazzatura, almeno per le agenzie di rating, che minacciano un declassamento di più livelli del merito di credito. Il governatore, dopo la bocciatura del suo recente progetto di bilancio, trovandosi a lottare per colmare un deficit di 24,3 miliardi di dollari solo sei mesi dopo aver dovuto alzare le tasse per coprire un buco da 40 miliardi, medita alcune misure drastiche, come tetti vincolanti alla spesa, l’abituale lotta agli sprechi e soprattutto l’introduzione di una sorta di flat tax statale che sostituisca una molteplicità di tributi.

Schwarzenegger si è posto in modalità “read my lips, no new taxes”, ed ha ammonito i Democratici che, senza tagli di spesa, entro poche settimane l’amministrazione statale potrebbe letteralmente chiudere per mancanza di risorse e finanziamenti. I tagli sono previsti anche per ambiti finora intoccabili, come educazione, Medicaid, pensioni, prigioni. In quest’ultimo caso i contabili di Sacramento hanno scoperto che lo stato spende per ogni detenuto 49.000 dollari, il 50 per cento in più della media nazionale, e Schwarzenegger sta pertanto meditando la privatizzazione delle carceri.

Tornando alla flat-tax, occorre premettere che la California è uno degli Stati americani con la maggiore progressività fiscale, con la seconda aliquota più elevata sui redditi personali, pari al 10,55 per cento, dopo New York che è al 12,62 per cento. Questa addizionale delle imposte federali sul reddito, oltre a determinare forte volatilità del gettito d’imposta durante il ciclo economico, sta inducendo molti californiani a trasferirsi nel vicino Nevada e addirittura in Texas, dove l’Irpef statale è assente. Una caratteristica del modello californiano di tax and spend è dato dal fatto che durante le espansioni la struttura molto ripida della curva d’imposta ed il pieno di tasse da essa indotta spingono i legislatori a spendere a mani basse; quando il ciclo rallenta, il gettito crolla ma non è possibile adottare misure di reversibilità della spesa pubblica, a causa delle insuperabili resistenze dei gruppi di pressione. Motivo per cui, alla fine, si giunge ad aumenti di tassazione ed il ciclo ricomincia. Ma questa volta siamo al capolinea.

Alla luce di questi fatti, c’è chi sospetta che l’innovazione tecnologica sia solo una foglia di fico dietro la quale il governatore Schwarzenegger vorrebbe celare pesanti tagli di bilancio al settore della pubblica istruzione; ecco, quindi, levarsi anche voci contrarie. Come quella riportata da Denis su denisbilli.it:

Sembra un’idea da film, ma è una vera proposta di Arnold per le scuole californiane:

Tendenzialmente siamo arrivati ad un punto in cui i bambini si sentono a proprio agio con la tecnologia. I libri di testo sono oramai obsoleti, sono anni che insegniamo nello stesso modo ed è ora di cambiare.

Queste le parole del famoso governatore della California, per cercare di dare un senso a quei 350 milioni di dollari spesi lo scorso anno solo per i libri scolastici. Ma le polemiche si sono fatte subito sentire:

Insegno in una classe di 30 alunni di cui nemmeno una decina possiedono un PC a casa. Il Governatore ha dato finora poche informazioni a riguardo, ma dubito che il passaggio al digitale risolverà il problema del budget

Così ha commentato una maestra alla tv locale, la KGET.

Se la situazione descritta dalla maestra fosse generalizzata all’intero Stato, più che di innovazione saremmo di fronte a tagli alla spesa apportati senza verificarne il reale impatto sulla popolazione.

Forse alcune delle idee di Schwarzenegger per risanare il bilancio potrebbero solleticare il nostro Governo: sicuramente non i libri elettronici, ma, piuttosto, una bella tassa sui derivati della Cannabis indica, da aggiungersi a quelle già esistenti su alcool e tabacco, e la privatizzazione di carceri come San Vittore e Poggioreale. Forse non risolverebbero il deficit di bilancio della Repubblica Italiana, però potrebbero aiutare. Quando si dice un approccio creativo alla soluzione dei problemi …

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